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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 12165 volte 27 maggio 2013

Finmeccanica: giovedì si scioglie I’interrogativo sul vertice

Di Redazione  •  Inserito in: Uncategorized

La settimana che inizia oggi si chiuderà con due appuntamenti significativi: l’assemblea di Finmeccanica il 30 e quella della Banca d’Italia il 31.

Per quanto riguarda la nostra Banca Centrale, le “Considerazioni finali” del governatore, che costituiscono da sempre un’analisi ed un segnale importantissimo sulla situazione e sulle prospettive della nostra economia, restano riservate sino all’ultimo minuto; ne parleremo perciò dopo la cerimonia di via Nazionale.

Quanto invece all’assemblea di Finmeccanica, i risultati di bilancio del 2012 che gli azionisti sono chiamati ad approvare, sono stati  resi noti per tempo, e quindi possiamo già commentarli.  Sull’altro punto all’ordine del giorno, cioè la nomina del presidente e dell’amministratore delegato, la conferma di Gianpaolo Pansa nel ruolo di amministratore delegato appare fuori discussione.  Egli, peraltro, ha rinunciato, come è noto, alla retribuzione di amministratore delegato, scegliendo quella, notevolmente inferiore, di direttore generale, carica che continua a ricoprire.

 Quel che resta ora da vedere, e sarà l’assemblea a sciogliere l’interrogativo, è se ad affiancarlo vi sarà anche Giuseppe Zampini,  già al vertice di Ansaldo Energia, e se per la presidenza si supererà l’ostacolo giuridico che impedirebbe di nominare l’ammiraglio Guido Venturini, poiché nel passato governo è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e per un anno dalla decadenza dell’incarico i membri del governo non possono ricoprire incarichi in enti e società  pubbliche che operino in settori connessi con la carica governativa ricoperta.

Se si supererà questo scoglio, quello di  Venturini sarebbe essenzialmente un ruolo di garanzia. In dirittura d’arrivo è spuntata anche la candidatura di Paolo Cantarella, ex top manager Fiat, che si dice sia “sponsorizzata” da Fassino.

Quanto a Zampini, egli è stato il più tenace oppositore alla cessione, programmata dall’ex presidente ed a.d. Orsi, delle società di Finmeccanica operanti nei comparti dell’energia e dei trasporti  – cioè Ansaldo Energia, Ansaldo-Breda ed Ansaldo STS – ritenendo che in uno scenario che vede la tendenziale progressiva riduzione delle spese militari, a cominciare dagli Stati Uniti, abbandonare i settori dell’industria civile sarebbe per Finmeccanica una scelta sbagliata.

E’ evidente dunque che una sua ascesa ai vertici del Gruppo influenzerebbe la strategia industriale di Finmeccanica, rimettendo in discussione quelle cessioni.

 

Il bilancio del 2012

 

E veniamo ora  ai risultati di bilancio del 2012. Dopo il “profondo rosso” del 2011 (2,3 miliardi di euro di disavanzo, che scontava però oneri eccezionali per oltre un miliardo) il bilancio 2012 di Finmeccanica evidenzia  un significativo miglioramento. Non sufficiente ancora a riportare i conti in avanzo (il bilancio 2012 chiude con un deficit di 786 milioni), ma bastante a rovesciare  uno degli indicatori più importantii, cioè l’Ebita adjusted, che  torna in territorio positivo con un avanzo di oltre un miliardo di euro, dal passivo di 216 milioni del 2011.

Ma al di là di questo segnale significativo, sono tutti i dati di bilancio, esclusi quelli commerciali, cioè l’ammontare degli ordini e del portafoglio ordini, a mostrare una tendenza al miglioramento. Sono questi i primi risultati di una attenta e severa opera di ristrutturazione volta a recuperare efficienza e competitività, che hanno interessato tutte le aziende del Gruppo ed all’interno di esse tutte le aree di possibile criticità: dai processi produttivi al settore degli acquisti, dall’ingegneria agli organici aziendali.

Non tutti i comparti hanno raggiunto gli obbiettivi programmati, ma in generale i benefici già conseguiti nel decorso esercizio, pari a circa 280 milioni di euro, superano, pur se di poco, le previsioni di bilancio, mentre per il 2013 si prevedono miglioramenti per altri 440 milioni di euro.

Prima di confrontare i dati puntuali del bilancio 2012 con quelli dell’anno precedente, occorre ricordare che a datare dal 13 giugno 2011  il 45% di Ansaldo Energia è stato ceduto alla First Reserve Corporation, primario investitore istituzionale specializzato nel campo dell’energia e delle risorse naturali, restando a Finmeccanica la maggioranza assoluta del 55%. A seguito di tale cessione nel bilancio 2011 i valori di Ansaldo Energia sono stati consolidati al 100% sino al 13 giugno, e con il metodo proporzionale, al 55%, per la restante parte dell’anno. Inoltre il conto economico del 2011 ha beneficiato di una plusvalenza, al netto delle imposte, di 407 milioni di euro conseguente alla vendita.

Un secondo fattore di distorsione nel raffronto tra i dati del 2011 e quelli del 2012 è dato  dalle oscillazione del cambio tra euro da un lato e dollaro e sterlina dall’altro (negli Stati Uniti ed in Inghilterra si realizza una parte considerevole della produzione di Finmeccanica, ed i due Paesi assommano il 26% dell’organico). Più in particolare, prendendo a riferimento i valori medi del 2011 e del 2012, l’euro si è deprezzato dell’8% nei confronti del do0llaro, e del 7% rispetto alla sterlina.

Infine, come già accennato, i risultati del 2011, ed in particolare l’Ebita adjusted, scontano  gli effetti di oneri “eccezionali” per un importo totale di circa un miliardo e 94 milioni di euro, in larga parte (800 milioni) riguardanti il settore aeronautico ed i programmi del B787 e del C27J.

 

L’andamento degli ordini

 

Ciò premesso, vediamo le varie voci del bilancio, iniziando dagli ordini, che assommano a 16 miliardi e 703 milioni di euro. Nell’esercizio 2011 erano stati pari a 17 miliardi e 434 milioni, dato che si ridimensiona un poco, a 17 miliardi e 75 milioni, utilizzando”pro forma” per il 2011 la stessa percentuale di consolidamento di Ansaldo Energia computata nel 2012.

C’è da aggiungere che la flessione maggiore negli ordini si registra nel settore Trasporti (da 2 miliardi e 723 milioni a 2 miliardi e 290 milioni), il quale però  nel 2011 aveva beneficiato dell’imponente commessa per la realizzazione,l’esercizio e la manutenzione della nuova metropolitana automatica di Honolulu.

Altre flessioni  di una certa consistenza negli ordinativi raccolti si registrano nei settori dell’energia, per minori acquisizioni nel segmento “service” nonché nei Sistemi di Difesa e nello Spazio, più che altro per lo slittamento al 2013 di importanti commesse.

In aumento, per contro, gli ordinativi nei settori Elicotteri ed Aeronautica.

Per effetto di queste variazioni, che determinano un rapporto tra i ricavi per ordinazioni eseguite ed i nuovi ordinativi inferiore a uno, il portafoglio ordini è sceso da circa 46 miliardi di euro a poco meno di 45 miliardi (44 e 908 milioni): una consistenza che assicura comunque a Finmeccanica due anni e mezzo di produzione.

 

I ricavi e l’Ebita adjusted

 

I ricavi consuntivati nel 2012 sono stati sostanzialmente in linea con quelli dell’esercizio precedente, rispettando le previsioni. Essi assommano infatti a 17 miliardi e 218 milioni di euro a fronte dei 17 miliardi e 318 milioni dell’anno prima. Ma a parità di perimetro, cioè calcolando la diversa percentuale di consolidamento di Ansaldo Energia, i ricavi del 2011 sarebbero stati di circa 17 miliardi e 43 milioni, e quindi nel 2012 vi è stato un sostanziale miglioramento.

Anche per i ricavi, come per gli ordini, i settori più dinamici sono stati l’Elicotteristica e l’Aeronautica, con in più lo Spazio, mentre si è registrata una flessione nell’Elettronica per la Difesa e Sicurezza, attenuata dalla rivalutazione di dollaro e sterlina nei confronti dell’euro, nell’Energia e nel segmento veicoli ed autobus del settore Trasporti, che ha registrato peraltro maggiori ricavi nel segnalamento e nelle “transportation solutions”.

I costi per acquisti e per il personale sono scesi da 15 miliardi e 915 milioni a 15 miliardi e 431 milioni (l’organico è sceso da 70.474 a 67.408 addetti, anche in seguito al deconsolidamento di parte di Ansaldo Energia).

Il totale degli ammortamenti è invece lievemente aumentato: da 586 a 601 milioni.

Gli altri costi operativi (al netto degli oneri di ristrutturazioni, dell’impairment di avviamenti, dei costi non ricorrenti, delle svalutazioni e di assorbimenti per perdite su commesse) che nel 2011 avevano pesato per oltre un miliardo di euro, si sono ridotti lo scorso anno a 106 milioni.

E tirando le somme, l’Ebita adjusted è risalito ad un miliardo ed 80 milioni di euro, dai 216 milioni di passivo dell’esercizio precedente.

 

L’Ebit e il risultato netto

 

A pesare sul risultato finale ed a portarlo in rosso sono in ultima analisi voci non strettamente attinenti alla gestione industriale o non ricorrenti. Il taglio maggiore (un miliardo e 148 milioni) viene dall’impairment  degli avviamenti. Aggiungendo oneri  non ricorrenti, costi di ristrutturazione ed ammortamenti di attività immateriali acquisite in sede di “business combination”, l’Ebit (risultato operativo) va in rosso per 457 milioni,  con un miglioramento di quasi due miliardi rispetto al passivo di 2 miliardi e 386 milioni dell’esercizio precedente, che includeva peraltro costi per oltre due miliardi al difuori della gestione ordinaria. Il risultato netto, come già accennato, includendo gli oneri finanziari (362 milioni) e 33 milioni di imposte sul reddito , va in rosso per 786 milioni (2 miliardi e 306 milioni nel 2011). Al netto degli “impairment” sugli avviamenti, (ammontanti, come già detto, ad un miliardo e 148 milioni e che è una voce che attiene più alla congiuntura che alla gestione) il risultato finale sarebbe risultato positivo per 362 milioni.

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