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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 20550 volte 26 marzo 2013

Autostrade Meridionali: flette il traffico e il bilancio chiude in sostanziale pareggio

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

La congiuntura negativa si riflette anche sui trasporti, specie di merci, determinando una riduzione degli incassi da pedaggi

Se mai ce ne fosse bisogno, anche l’andamento del traffico autostradale, sia dei mezzi pesanti che di quelli leggeri, segnala una congiuntura in progressiva recessione. In attesa di conoscere a giorni i dati di Atlantia e di Autostrade per l’Italia, che al momento in cui scriviamo non sono stati ancora resi noti, una prima conferma viene da Autostrade Meridionali, che  gestisce l’autostrada Napoli – Pompei – Salerno. Una tratta di poco più di 51 chilometri, che attraversa peraltro una delle zone più densamente popolate della nostra penisola, e che convoglia il traffico merci e quello dei pendolari  verso Napoli, con 47,6 milioni di transiti di veicoli leggeri lo scorso anno e 4.4 milioni di transiti per i mezzi pesanti, che equivalgono ad un miliardo e 418 milioni di veicolo/km.

 Pur nella sua brevità dunque, un’arteria essenziale, che fornisce una prima valida indicazione sulla tendenza  dell’andamento del traffico su gomma in Italia, il quale rappresenta –anche questo va ricordato -  la modalità di gran lunga prevalente nel trasporto delle merci nel nostro Paese.

Ebbene: già nel 2011  sulla Napoli-Salerno vi era stata una riduzione del traffico del 3,76%, con una flessione dei veicoli pesanti (cioè nel trasporto merci) del 5,60%, nettamente superiore a quella registrata nel traffico di autoveicoli, che era diminuito del 3,48%. Nel 2012 questa tendenza è continuata e si è anzi leggermente accentuata: il bilancio registra infatti una ulteriore flessione del traffico del 4,31%, ed anche nel 2012 la diminuzione più accentuata riguarda i veicoli pesanti (-6,5%), mentre per i veicoli leggeri il traffico si è contratto del 4,11%.

 La reazione a catena della flessione dei consumi

Non occorre certo un’indagine elaborata per interpretare questi dati. L’evidenza dei fatti mostra che la flessione dei consumi privati, segnalata dalle statistiche nazionali, determina una sorta di reazione a catena e si riflette a cascata  su tutta la filiera economica: dalla produzione al trasporto, alla commercializzazione, avvitandosi  in una sorta di circolo vizioso che induce una riduzione dell’occupazione, che a sua volta determina una ulteriore flessione dei consumi.

Ma torniamo al bilancio 2012 di Autostrade Meridionali, che- diciamo subito- malgrado la congiuntura sempre più difficile evidenzia ancora un risultato ante imposte di circa un milione di euro, totalmente assorbito dagli oneri fiscali,  per cui l’esercizio 2012 chiude  quasi in pareggio (246 mila euro di disavanzo), a fronte dei circa 4 milioni di euro di utile dell’esercizio precedente .

Il primo dato che si evidenzia nel raffronto tra i due esercizi è una sensibile flessione dei ricavi da pedaggio, scesi da 86,1 milioni di euro del 2011 agli 84,4 dello scorso anno: ovvia e inevitabile conseguenza della riduzione del traffico, compensata solo in minima parte da un piccolo adeguamento tariffario (10 centesimi), che ha riguardato solo la classe di pedaggio B.

L’effetto negativo della riduzione del traffico sui ricavi da pedaggio viene stimato da Autostrade Meridionali in oltre 4,6 milioni di euro.

Si sono contratti (da 4,9 a 3,7 milioni) anche gli altri ricavi operativi (essenzialmente royalties dai gestori delle aree di servizio), che scontano anche l’azzeramento al 31 dicembre 2011 della quota di contributo maturata su un progetto cofinanziato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) nonché minori rimborsi per servizi erogati ad altre società del Gruppo.

Tirando le somme: i ricavi complessivi sono passati dai 91,1 milioni di euro del 2011 a circa 88,2 milioni.

 I costi e l’Ebitda

A fronte della contrazione dei ricavi, i costi esterni gestionali sono invece aumentati di circa 3,5 milioni (da 19,4 a 22,9 milioni di euro) essenzialmente a seguito delle maggiori attività di manutenzione, conseguenti agli obblighi derivanti dalla Concessione, che prevede la riconsegna della struttura in buono stato di conservazione al termine della stessa Concessione, che è scaduta il 31 dicembre 2012 (la gestione continua in attesa dei risultati della gara d’appalto).

In diminuzione il costo per il personale, passato da 24,1 a 23,6 milioni, a seguito di una lieve riduzione dell’organico,della dinamica del costo unitario medio, dei minori oneri per incentivi all’esodo e dell’assenza di rettifiche attuariali al TFR (trattamento di fine rapporto), presenti invece nel bilancio 2011.

Gli oneri concessori infine si sono anch’essi lievemente ridotti, da 10,9 a 10,2 milioni, in relazione al decremento del traffico registratosi lo scorso anno.

I costi complessivi si sono cifrati dunque in 56,8 milioni, a fronte dei 54,4 milioni dell’esercizio precedente.

Il margine operativo lordo è sceso così da 36,7 a 31,3 milioni, riflettendo in sostanza la contrazione dei ricavi da pedaggio conseguente al minor traffico; contrazione stimata, come abbiamo visto, in oltre 4,6 milioni di euro.

 Il risultato operativo e l’utile d’esercizio 

Gli ammortamenti sono sostanzialmente in linea con quelli dell’esercizio precedente: 14,6 milioni rispetto ai 14,7 del 2011, di cui 13,8 attengono all’ammortamento dei diritti concessori e 717 mila agli ammortamenti delle attività materiali.

Più gravoso rispetto al 2011 (8,4 milioni rispetto ai 6 dell’esercizio precedente) è il saldo di accantonamenti a fondi, altri stanziamenti, svalutazioni e ripristini di valore. L’aggregato si compone di varie voci: 22,6 milioni attengono alla costituzione del Fondo di svalutazione dei crediti finanziari in essere alla fine dell’esercizio, controbilanciati in parte dall’utilizzo netto del Fondo di ripristino e sostituzione  dei beni devolvibili, conseguentemente all’attività di manutenzione sviluppata nel 2012. Altri 5 milioni circa vengono dal rilascio di fondi rischi ed oneri stanziati in esercizi precedenti, cui si  contrappongono ulteriori accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri per un milione e 52 mila euro.

Sottratti dunque al margine operativo lordo gli ammortamenti, le svalutazioni,  gli accantonamenti ed i rilasci di fondi, residua un risultato operativo (Ebit) di 8,6 milioni (15,9 nel 2011).

Il piano di investimenti in corso per l’ammodernamento e la manutenzione della tratta autostradale si è tradotto in maggiori oneri finanziari (7,1 milioni contro i 6,3 dell’esercizio precedente), residuando così un milione e 62 mila euro quale risultato delle attività operative ante imposte. Milione di euro che, come già accennato, viene completamente assorbito dal fisco, con un saldo di 1,3 milioni tra imposte correnti (5,5 milioni) ed imposte anticipate e differite (4,2 milioni circa).

La posizione finanziaria netta complessiva della società, al 31 dicembre 2012, inclusiva delle attività finanziarie non correnti, presentava un saldo positivo di 131,9 milioni; escludendo queste ultime, l’indebitamento finanziario netto è negativo per una cifra sostanzialmente analoga.

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