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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 13178 volte 30 gennaio 2013

Assemblea Impregilo del luglio 2012: di nuovo respinta dal Tribunale di Milano l’azione di IGLI volta a cancellarne il risultato

Di Redazione  •  Inserito in: Europa, Flash, Planisfero

Nella vertenza  con il Gruppo Salini per il controllo di Impregilo, il Gruppo Gavio (IGLI), uscito perdente nell’assemblea dei soci Impregilo del luglio scorso (49% dei voti contro il 51% del gruppo avversario) non sembra voler demordere, ma ha dovuto accusare una nuova sconfitta sul piano giudiziario. Il Tribunale di Milano infatti, in composizione collegiale, ha respinto il reclamo di IGLI Spa nei confronti della sentenza dello stesso tribunale che il 6 novembre aveva già rigettato la richiesta di IGLI di sospendere l’esecuzione e l’efficacia della delibera approvata dall’assemblea di Impregilo del 17 luglio 2012, a seguito della quale è stato sostituito il Consiglio di Amministrazione sino ad allora in carica, che era espressione della precedente maggioranza.

I principali motivi del reclamo della IGLI vertevano sul prospetto di sollecitazioni di deleghe di voto proposto da Salini prima dell’assemblea nonché sull’ipotesi dell’esistenza di un accordo occulto tra Salini ed il fondo d’investimento Amber riguardante il voto in assemblea.

In merito al primo punto il tribunale milanese ha ritenuto “congruenti” le informazioni fornite da Salini sulle proposte oggetto della sollecitazione di deleghe e sul progetto “Campione Nazionale” che sarebbe nato da una partnership strategica tra le due società.

Il Tribunale di Milano ha inoltre ribadito l’adeguatezza delle indicazioni fornite da Salini sui motivi per cui non riteneva di essere in conflitto d’interessi, nonostante possedesse una quota del capitale di Impregilo superiore al 20% (soglia che secondo il codice civile nelle società quotate in Borsa determina una presunzione di “influenza”). E ciò in base anche alle integrazioni al prospetto informativo fornite da Salini su richiesta della Consob; integrazioni giudicate “tempestive” dal Tribunale di Milano, il quale, infine, ha giudicato ancora una volta infondata l’ipotesi, prospettata da IGLI, di un accordo occulto tra Salini ed il fondo Amber ( che con il suo 8,4% tra voti diretti ed indiretti) ha fatto pendere la bilancia a favore del Gruppo romano.

Già nella sentenza del 6 novembre scorso, impugnata da Gavio, il tribunale milanese non aveva rilevato alcuna violazione da parte di Salini delle disposizioni di legge e dei regolamenti in tema di completezza delle informazioni da rendere agli azionisti nel prospetto di sollecitazione di deleghe per l’assemblea dei soci di Impregilo, assemblea che secondo il tribunale si era svolta  nel rispetto della normativa vigente e secondo i migliori standard di mercato, ed aveva inoltre definito infondata l’accusa di conflitto d’interessi mossa contro Salini ed arbitraria l’ipotesi di un accordo occulto col fondo Amber.

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