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Home | ©2013 La Finanza sul Web | Articolo visto 29176 volte 26 marzo 2013

ANAGRAFE TRIBUTARIA, SEGRETO BANCARIO ADDIO!

Di Emanuela Melchiorre  •  Inserito in: Economia Italiana, Flash

Entro il 31 ottobre del 2013 uffici postali, banche, società di gestione risparmio, assicurazioni e così via dovranno far pervenire all’Anagrafe tributaria tutta una serie di informazioni sui conti correnti: saldo iniziale e finale, totale degli accrediti e degli addebiti, frequenza di accessi alle cassette di sicurezza, gestioni patrimoniali, carte di credito, certificati di deposito e altri dati sensibili. Per i dati del 2012 il termine è il 31 marzo 2014, mentre per gli anni a seguire le comunicazioni dovranno essere inviate all’agenzia delle entrate entro il 20 aprile dell’anno successivo. I dati raccolti non potranno essere conservati per un periodo superiore ai 6 anni.

Diventa operativo il sistema previsto dal decreto “Salva Italia” del dicembre 2011 del governo Monti sull’anagrafe tributaria che sancisce il definitivo annullamento del segreto bancario.  

Il provvedimento firmato ieri dal direttore dell’agenzia delle entrate Attilio Befera permetterà al fisco di incrociare i dati dei conti correnti con quelli delle dichiarazioni dei redditi. Verranno così elaborate black list di persone sospettate di evasione, sulla base della non congruità tra le entrate e le uscite. Tali liste serviranno a razionalizzare i controlli del fisco, ossia chiunque verrà iscritto in tali liste sarà potenzialmente oggetto di controlli fiscali.

Il cambiamento è notevole. Se prima di tale provvedimento operativo e prima del decreto di Monti al database delle informazioni sensibili potevano accedere Guardia di finanza e Agenzia delle Entrate solo in caso di indagini finanziarie per rilevare i rapporti attribuibili al soggetto sottoposto a controllo, d’ora in avanti tutte le informazioni comunicate al Fisco dagli operatori potranno essere usate dall’Agenzia anche per elaborare, con procedure accentrate e automatizzate, liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a verifiche, rafforzando la legittimità del principio della presunzione di colpevolezza che già è stato di fatto introdotto con l’ideazione e la realizzazione del redditometro.

È un ulteriore tassello di un quadro complesso, che comincia dal divieto del contante e dall’obbligo dell’uso della carta di credito e dei sistemi di tracciabilità, che di fatto puntano alla indisponibilità del proprio risparmio, mentre si prospetta all’orizzonte la possibilità di una patrimoniale sui depositi e sui conti correnti sul modello del grande saccheggio che si sta delineando nell’isola di Cipro.

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Autore: Emanuela Melchiorre » Articoli 71 | Commenti: 286

Emanuela Melchiorre è un’economista e una giornalista che ha collaborato con importanti istituti di ricerca nazionali, con il dipartimento di economia pubblica dell’Università La Sapienza di Roma e con l’Investment Centre della Fao. Scrive regolarmente di economia politica e di politica economica su giornali e su riviste specializzate. ---- Emanuela Melchiorre is an economist and a journalist. She has worked with national research institutes, with the Department of Economics at the University La Sapienza of Rome and the FAO Investment Centre. She writes regularly in newspapers and magazines about Economics and Economic Policy.

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1 Commento   •  Commenta anche tu!

  • In un momento delicato come questo l’introduzione di un sistema di spionaggio elettronico che invade tutta la vita pubblica e privata dei cittadini costituirà il colpo di grazia per l’economia italiana e un passo decisivo verso la fine dell’Europa unita.

    Commento di  Roberto Melchiorre  - ID -  marzo 27, 2013 alle 9:41 am     

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