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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 19873 volte 27 novembre 2012

SUPERARE L’AUSTERITÀ PER UNA EUROPA FEDERALE

Di Emanuela Melchiorre  •  Inserito in: Europa, Il punto, Planisfero

 

Il requisito di buon funzionamento di una democrazia è il controllo popolare, il consenso. Tuttavia il consenso esiste anche in un contesto dittatoriale, autoritario o tecnocratico. Si tratta di quel consenso popolare che viene espresso mediante la non reazione, la non denuncia, la rassegnata accettazione di ogni cambiamento, di ogni decisione presa in vece del popolo da qualcuno non eletto democraticamente. E’ questa una premessa essenziale per poter commentare quanto stia succedendo nella nostra Europa, così distante oggi da quel disegno progettato dai padri fondatori, divenuta una impalcatura di istituzioni tecniche prive di qualsiasi legame con il consenso popolare, se non nell’accezione della “non-azione”.

Gli stati nazionali membri dell’Eurozona sono legittimati dal proprio sistema elettorale, tuttavia hanno rinunciato ad esercitare gli strumenti principali di politica (prima monetari ed ora anche fiscali) per assecondare il processo di unificazione. Tale rinuncia era implicita nel momento in cui si è aderito al processo di unificazione, per contro le istituzioni europee che possiedono ora tali strumenti (la moneta e il suo cambio, la sorveglianza del bilancio e la regolamentazione dei mercati attraverso la promozione del processo di concorrenza) non hanno la legittimità politica per utilizzarli. Non è infatti emerso alcun governo europeo che interiorizzasse le prerogative alle quali i governi nazionali hanno rinunciato. Gli stati membri sono stati federali privi di un governo federale. L’Europa è una federazione incompiuta.

Il momento è quanto mai difficile. L’ impasse politica o meglio il vuoto politico sovrannazionale lascia spazio a tecnicismi pericolosi. Le istituzioni europee trovano infatti il loro fondamento più in una vocazione dottrinale, che in una visione di buon funzionamento di una democrazia.  Perché la democrazia vive di “lungo periodo”, i cambiamenti sono generazionali, i patti sono stretti tra le differenti generazioni. Nella nostra Europa non vi è stato spazio per le politiche di lungo periodo: la piena occupazione, il tenore di vita delle persone. La politica europea sta dimostrando in questi anni di unificazione monetaria di misurarsi esclusivamente sui “breve periodo” perseguendo solamente la stabilità monetaria, il pareggio di bilancio, il contenimento del debito sovrano.

A fronte di quanto detto è evidente che le conseguenze di una simile miopia politica le pagano l’attuale generazione e con massima probabilità anche quella futura. Molte conquiste sociali dei nostri padri sono state messe in discussione e definitivamente compromesse in pochi anni di governo tecnico europeo: la previdenza è la prima vittima. Le pensioni attuali italiane hanno raggiunto soglie da fame, ovvero inferiori al livello di sussistenza. La scorsa settimana alla trasmissione televisiva «la telefonata di Belpietro» su canale 5 il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua ha vivamente consigliato agli attuali lavoratori, obbligati a versare contributi previdenziali, di rivolgersi anche ad una previdenza privata, sottoscrivendo in tal modo il fallimento del patto generazionale tra i giovani di oggi e i loro genitori.

Ma il processo di riduzione del debito pubblico, le regole rigoriste imposte dall’Europa non pongono alcun rimedio alla débâcle economica e sociale che stiamo vivendo. Al contrario le conseguenze immediate sono la contrazione del processo produttivo, l’innalzamento del livello impositivo e quindi la riduzione del reddito disponibile delle imprese e delle persone. La contrazione del consumo, anche di quello di sussistenza, comporta un’ulteriore riduzione di possibilità produttive, un avvitamento della disoccupazione un aumento del rischio d’impresa e una contrazione del credito alle imprese ed alle famiglie. Difficile che in un simile contesto capitali esteri siano interessati a finanziare attività produttive nel nostro paese, tanto più quando vengono sconsigliate dallo stesso premier Monti, il quale, volato a Dubai per promuovere gli investimenti arabi in Italia, ha candidamente o forse perfidamente affermato di poter garantire solo fino a quando sarà lui al governo. Un invito ad un Monti Bis o ad un deflusso definitivo di capitali? Non è dato saperlo.

Se il motivo conduttore di questa Europa è quindi rigore e contenimento del debito sovrano degli stati da un lato e sorveglianza e punizione dall’altro, gli stati membri devono almeno reclamare un forte programma sovranazionale di crescita in cambio, un piano Marshall europeo rivolto agli stessi stati membri. Se gli stati nazionali, che hanno sottoscritto lo scorso 1° marzo il nuovo trattato europeo che ha imposto di introdurre in Costituzione la norma del pareggio di bilancio, pena le ire della Corte di giustizia europea, se quindi tali stati hanno volontariamente legato mani e piedi alla politica economica nazionale, tali stati devono in cambio pretendere la costituzione di un debito pubblico europeo, garantito da una banca centrale europea, da utilizzare al fine di tutte quelle politiche di crescita dell’occupazione e della ricchezza, infrastrutture, vie di comunicazione, ricerca in innovazione e in tecnologia, promozione della cultura, che gli stati membri non possono più realizzare. 

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Autore: Emanuela Melchiorre » Articoli 70 | Commenti: 254

Emanuela Melchiorre è un’economista e una giornalista che ha collaborato con importanti istituti di ricerca nazionali, con il dipartimento di economia pubblica dell’Università La Sapienza di Roma e con l’Investment Centre della Fao. Scrive regolarmente di economia politica e di politica economica su giornali e su riviste specializzate. ---- Emanuela Melchiorre is an economist and a journalist. She has worked with national research institutes, with the Department of Economics at the University La Sapienza of Rome and the FAO Investment Centre. She writes regularly in newspapers and magazines about Economics and Economic Policy.

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