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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 11717 volte 21 novembre 2012

Stop alla doppia tassazione per i pensionati residenti in Brasile

Di Redazione  •  Inserito in: Notizie dalle Società

 

Di Virgilio Toniati

Direttore di Comunicazione presso Centro Italo-brasileiro di cultura di Santa Catarina

Dall’entrata in vigore della Convenzione sulla doppia imposizione fiscale sottoscritta tra Italia e Brasile il 3 ottobre del 1978, convertita poi in legge n.ro 884 il 29 novembre del 1980, ai pensionati italiani residenti in Brasile si applica l’esenzione dal pagamento di imposte in Italia.

Dopo la pubblicazione della circolare 176 del 1999 il cui oggetto è:“Applicazione delle convenzioni internazionali intese a evitare la doppia imposizione fiscale alle pensioni relative a beneficiari residenti all’estero”, è stato dato l’avvio, da parte dell’INPS e degli altri Istituti Previdenziali, ad un’escalation di soluzioni interpretative estemporanee, con modifiche sostanziali ai procedi-menti di erogazione delle pensioni stesse, provocando le situazioni più assurde a totale danno dei pensionati residenti nel Paese Sud-americano.

Il 21 luglio del 2003, poi, l’Agenzia delle Entrate pubblica la circolare 41/E, l’argomento trattato è: “Convenzioni internazionali in materia di doppia imposi-zione-Tassazione delle pensioni pagate ai sensi della legislazione sulla Sicurezza sociale – Interpretazione e applicazione dellarticolo 18, paragrafo 2, degli accordi conclusi dall’Italia con la Finlandia, il Lussemburgo e la Svezia – rendite risarcitorie di fonte estera assimiliate alle rendita INAIL”…  

In essa, si vanno a chiarire alcuni “dubbi interpretativi” in merito all’applica-zione delle procedure d’imposizione per le pensioni erogate dando un’inter-pretazione “innovativa” all’allocuzione inglese “social security” che, di fatto, crea una distinzione fra le diverse forme e categorie di pensioni.

Tale distinzione poi è sempre stata il leitmotiv utilizzato, a giustificativo, nelle risposte date dagli Enti chiamati a rispondere sulle situazioni che si sono venute a creare in Brasile.

Le giustificazioni/risposte o i chiarimenti degli Enti non hanno fatto altro che creare ancora maggior confusione alla situazione in essere responsabilizzando, inoltre, il Brasile per la soluzione del problema.

Lo Stato Italiano ha stipulato Convenzioni in materia impositiva con 89 Paesi, si tratta di convenzioni stipulate in modo standard e con una struttura assolutamente identica.

A regolare il trattamento delle pensioni è sempre l’art. 18 (salvo eccezioni l’art. 17 oppure il 19).

In tutte le convenzioni è previsto che la tassazione debba avvenire nel Paese di residenza del percipiente o, qualora lo stesso non abbia residenza nel paese convenzionato, nel Paese erogante.

Uniche eccezioni a questo tipo di convenzione sono: il Canada, per il quale è prevista la doppia imposizione con il recupero dell’imposta pagata in Italia in misura percentuale e sotto forma di credito di imposta e il Brasile per il quale vige un meccanismo assolutamente unico, provocato dalle due Circolari interne sopra citate.

Va segnalato, inoltre, che nella legislazione brasiliana non è prevista compensazione d’imposta per le persone fisiche.

Le pensioni sono tassate in entrambi i Paesi senza alcun riconoscimento di recupero fiscale.

Sono salve le pensioni per importi inferiori ai 5000,00 dollari statunitensi, importo definito nel 1978 e mai adeguato nel corso degli ultimi 34 anni.

La sentenza del 3 febbraio del
2012 n.ro 1550 della Corte di Cassazione in particolare al punto 2.1 delle motivazioni, relativo all’allocuzione “SOCIAL SECURITY”, determina che“… detta espressione è indicativa di un concetto di ampio contenuto, comprensivo di tutti i diritti, tanto di previdenza che di assistenza, collegati alla persona e alla sua dignità e, in quanto tali,  inviolabili, secondo i principi riconosciuti dall’art. 38 Cost. e presenti anche nel Diritto Internazionale. Ne consegue che nel genere “sicurezza sociale” trova colloca-zione non solo il trattamento assistenziale ma anche quello previdenziale con il quale lo Stato assicura ai lavoratori la copertura dei rischi tipici del lavoro e della persona umana, e perciò, in definitiva, il concetto stesso di pensione (purché non volontaria) declinato in tutte le sue accezioni, comprensivo, quindi, sia dei trattamenti pensionistici di anzianità sic quelli di vecchiaia, entrambi appartenenti al sistema generale di sicurezza sociale (cfr. Cass. N. 23001 del 2010, con riguardo alla analoga Convenzione tra l’Italia e la Francia ratificata con legge n.20 del 1992)…”

Questa sentenza di fatto annulla le succitate circolari invalidando ogni giustificazione/risposta data dagli uffici “competenti”, nel corso degli ultimi 10 anni.

Esistono diverse possibilità di risolvere la situazione che possono esser attivate già da subito, ma che farebbero la felicità del nostro affamato fisco, perché per giungere a soluzione si impiegherebbero diversi anni di trattative.

La via più semplice invece potrebbe esser quella di incaricare all’Istat di rivalutare, a oggi, i 5000 dollari del 1978 esentando contestualmente dalle Addizionali regionale e comunale, i residenti nel Paese latino-americano.

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