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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 11133 volte 23 ottobre 2012

Montepaschi “spazzatura”? Ma mi faccia il piacere…

Di Redazione  •  Inserito in: Notizie dalle Società, Primo Piano

E così Moody’s ha ridotto il “rating” di Banca Monte dei Paschi declassandola di due gradini a “Ba2”, che nel giudizio delle Agenzie vuol dire che i titoli  sono “junk bonds”, cioè “spazzatura”.

La più antica delle banche italiane, che da quasi sei secoli ininterrottamente irradia credito e ricchezza da Siena su tutto il territorio in cui opera sarebbe dunque ormai una sorta di grande immondezzaio, che può distribuire solo spazzatura?

Per una risposta adeguata all’Agenzia americana ci vorrebbe un redivivo principe De Curtis, in arte Totò, con il suo sarcastico e dissacrante: “Ma mi faccia il piacere”. O meglio ancora il Totò più popolano e scurrile: quello che alla boria caporalesca rispondeva con un sacrosanto, interminabile pernacchio.

Moody’s, piuttosto. Ma non era quella che assieme a Standard&Poor’s dal 2000 al 2007, ha concesso la tripla A a ben 45.000 titoli connessi ad ipoteche immobiliari; che ancora nel 2006, cioè l’anno precedente lo scoppio della bolla immobiliare perseverava nell’errore (il che notoriamente è “diabolicum”), certificando come ultrasicuri (tripla A) 30 titoli ipotecari al giorno, l’83% dei quali si sono dimostrati poi – quelli sì – autentica spazzatura?

 Ed il “bipartisan” Permanent Sub Committee on Investigations del Senato Usa, guidato dal democratico Carl Levin e dal repubblicano Tom Coburn non ha forse sentenziato che Moody’s, come Standard&Poor’s coi suoi  rating gonfiati, coi suoi giudizi erronei, col conflitto d’interessi insito nel fatto che a pagarla erano le stesse società che le richiedevano il rating, è tra i responsabili della crisi finanziaria che dagli Stati Uniti ha infettato il mondo?

E con che coraggio, con quale “autorevolezza” continua ad emettere pagelle, e “giudica e manda”?

Ma non è questione solo di conflitto d’interesse. Le Agenzie di “rating”, com’è ben noto, a dispetto del nome che evoca natura e funzioni pubbliche, sono in realtà soltanto società private con fini di lucro. Alcuni dei loro maggiori azionisti  sono azionisti anche di fondi d’investimento, e persino dei più speculativi ed aggressivi hedge fund.

L’aver inopinatamente degradato di due punti  il Monte dei Paschi di Siena ne ha fatto immediatamente cadere il titolo sino a 0,23 centesimi per azione (-6,3%) tutto d’un colpo. Chi avesse venduto allo scoperto ha fatto affari d’oro. Chi volesse incettare qualche grosso pacchetto di azioni Montepaschi, profittando magari dell’aumento di capitale appena deliberato, può acquistare ora a prezzo ancor più stracciato, con la ragionevole previsione di rivendere poi le azioni Montepaschi a prezzo ben più corposo.

E’ da qualche anno ormai che le Agenzie di Rating martellano l’euro e le istituzioni economiche europee con giudizi tanto discutibili, per non dir pretestuosi e con tempismi sconcertanti, per non dire eloquenti.

Montepaschi è l’ultimo esempio. Come ha osservato l’amministratore delegato Fabrizio Viola, i casi sono due: o il giudizio di Moody’s  arriva troppo tardi, in quanto fa riferimento alla scarsa capacità di generare reddito dell’ultimo anno e mezzo, oppure è in anticipo, perché boccia dopo solo tre mesi un piano industriale che ha una prospettiva di tre anni e mezzo, già avviato su tutti i fronti, sia per quanto riguarda la produttività che l’efficienza operativa.

Il deficit patrimoniale che l’Eba ha evidenziato in Montepaschi è tutto riconducibile alle minusvalenze sui 26 miliardi di Btp che la banca senese ha in portafoglio. E da un lato quei titoli stanno beneficiando già della riduzione dello spread con quelli tedeschi; dall’altro il “rating” della Repubblica Italiana (cioè di quei Btp) è cinque gradini più in alto di quello della banca che li ha in portafoglio in così massiccia misura.

Insomma: di incongruenze  in questo “degrading” del Monte dei Paschi ce ne sono non poche. E forse la Procura di Trani, che ha aperto un fascicolo sull’operato delle Agenzie di rating, avrà altra materia su cui investigare.

 

G.V.

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