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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 9411 volte 18 settembre 2012

Montepaschi accelera l’avvio del piano industriale per rilanciare lo sviluppo

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

Ma le svalutazioni sull’avviamento appesantiscono il bilancio semestrale

 

Lo scenario economico in questi ultimi mesi è significativamente peggiorato. La caduta in recessione dell’economia italiana è ormai un dato acclarato ed indiscutibile. E secondo le previsioni la recessione si trascinerà sino a tutto l’anno prossimo, colpendo di riflesso, in  particolare, il comparto bancario, su cui si riverseranno le ulteriori sofferenze delle imprese.

A piazza Salimbeni il vertice di Montepaschi ha giudicato l’assieme di questi eventi (cosiddetti triggering events) tale da suggerire  un “impairment test” sull’avviamento. Decisione coraggiosa, perché ha comportato una svalutazione degli avviamenti per un miliardo e 538 milioni, che unitamente ad effetti netti della PPA per circa 28 milioni,  si è riflessa sul risultato del primo semestre di quest’anno, che segna così una perdita di un miliardo e 617 milioni.

La gestione operativa invece, pur riflettendo lo scenario economico sfavorevole, presenta risultati  solo leggermente inferiori a quelli consuntivati nella prima metà dello scorso anno, che si chiuse con un avanzo di 261,4 milioni.

 

L’andamento della raccolta ed i crediti alla clientela

 

Più in particolare il Gruppo ha registrato una flessione della raccolta complessiva che si è attestata a circa 261 miliardi (-4,1%). Le ragioni di ciò sono facilmente comprensibili: sono calati i flussi di risparmio delle famiglie; si è contratta la liquidità delle imprese, mentre il deprezzamento delle attività finanziarie ha inciso negativamente sulla raccolta del risparmio gestito e di quello amministrato.

Ed ecco le cifre dettagliate di tale ripiegamento. La raccolta diretta, pari a circa 132 miliardi,  accusa una riduzione dell’1,7%; la raccolta indiretta, cifratasi in 129 miliardi, flette invece più marcatamente (-6,4%), specie per quanto concerne il risparmio amministrato.

Per quanto concerne gli impieghi, i crediti a clientela si sono attestati a fine giugno a circa 144,5 miliardi, cioè sui livelli del primo trimestre ma in calo del 6,2% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

Una flessione che risente sia  di una minor domanda, connessa al rallentamento congiunturale, sia della maggiore selettività di Montepaschi nell’accordare credito.

Il margine d’interesse, pari ad un miliardo e 653 milioni, è sostanzialmente in linea con quello della prima metà del 2011 (-0,3%), mentre le commissioni nette sono calate da 912,1 a 836,9 milioni, per cui il margine d’intermediazione, pari a 2 miliardi e 490 milioni, flette del 3,1%.

 

Gestione finanziaria ed oneri operativi

 

Quasi in linea coi risultati corrispondenti dello scorso anno il margine della gestione finanziaria ed assicurativa, pari a 2 miliardi e 807 milioni (-1,1%), poi appesantito però da rettifiche di valore per deterioramento di crediti ed attività finanziarie per complessivi 954,6 milioni: 366 milioni in più rispetto al primo semestre 2011.

Gli oneri operativi ( un miliardo e 669,4 milioni) evidenziano una lievissima flessione (-0,7%), per cui il risultato operativo segna ancora un attivo di  182,5 milioni, a fronte dei 590,6 del primo semestre 2011. E dopo accantonamenti a fondi per rischi ed oneri pari a  128 milioni, ed altre voci minori, ancora attiva per 32,5 milioni è l’operatività corrente al lordo delle imposte, che va in rosso per 21,5 milioni solo dopo  imposte per 53,9 milioni. Calcolando anche l’utile delle attività in dismissione e la perdita di pertinenza di terzi, la perdita semestrale d’esercizio sarebbe stata di 15,2 milioni.

Sono gli effetti netti della Purchase Price Allocation (27,6 milioni) e soprattutto l’impairment sugli avviamenti e la svalutazione su partecipazioni ( complessivamente un miliardo e 574,3 milioni)  a ingigantire poi il disavanzo, cifratosi, come già detto, in un miliardo e 617 milioni. Disavanzo pesante, ma in un certo senso anche virtuale e recuperabile al mutare dello scenario macroeconomico. I risultati operativi correnti sono assai meno drammatici, ed il piano industriale 2012-2015 mira a riportarli alla piena redditività.

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