Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 12768 volte 30 luglio 2012

L’oro di Bankitalia e la (s)vendita dei “gioielli di famiglia”: un addendum

Di Vittorangelo Orati  •  Inserito in: Economia Italiana

Venerdì 28 Luglio ho “impostato” a “lafinanzasulweb” un articolo che nello scongiurare la “sciocchezza” di (s)vendere  quel che resta del già  inutilmente dilapidato  patrimonio pubblico italiano ( tic recentemente riapparso come uno dei “Grilli passato per la testa” dell’eponimo neoministro dell’economia), offriva una alternativa ispirata al concetto di “ Assegnati”. Assegnati a  cui si ricorse durante la Rivoluzione Francese per finanziare la guerra scatenata contro la nascente Repubblica dalla reazione europea. In realtà  gli “Assignats” vengono accusati di aver provocato una spaventosa inflazione che ne ridusse il valore a quello della carta straccia, ma non fu certo  la loro concezione in sé a decretarne il fallimento. Così come non fu il Marco in sé a causare l’iperinflazione che portò al fallimento della Repubblica di Weimar ( tant’è che “Marco”, con una vera operazione di damnatio memoriae, è poi diventato sinonimo di “moneta forte” e  un suo eventuale ritorno  con secessione Germanica dalla UE  funge da spada di Damocle sulle recenti disavventure dell’Euro).I beni confiscati alla Chiesa e in particolare  il suo enorme patrimonio fondiario avrebbero dovuto garantire come valore  reale sottostante quello degli” Assegnati “, che hanno  nel finanziere  John Law  operante ai primi del Settecento il loro sostanziale ideatore.

Mutatis mutandis, ho suggerito in “zona Cesarini” a questo incapace Governo Monti , che settecentescamente aspetta che “La Mano invisibile”  operi il “miracolo” della “crescita” del nostro Pil, di aggirare del tutto legittimamente il divieto di emettere moneta  ( Euro) attraverso la nostra fu “Banca d’Emissione” emettendo “Assegnati” ( li si chiami come si vuole!) con a garanzia il patrimonio pubblico, utilizzando gli “Assegnati” per:

a)      pagare i debiti dello Stato verso il settore privato ( pare ammontino a un centinaio di miliardi)

b)      mettere in atto una acconcia e mirata politica industriale tesa a rafforzare la competizione sui mercati internazionali  con almeno altrettante risorse.

Naturalmente non sarebbe questa la vera medicina per fronteggiare la causa prima della Grande Crisi in atto le cui  vere radici risiedono nella miopia e la fallacia della dottrina del libero scambio e quindi nella Globalizzazione. Ma su ciò non vogliamo ripeterci e “realisticamente” ci caliamo nell’ambito della disastrosa situazione in cui versa la così detta “scienza economica”  e la corrispondente “cultura” dei “Governi” ( il cupio dissolvi  propiziato   dal fallimento del keynesismo il cui bluff ha retto sino al suo nefando e fatale  esito in forma di stag-flation. insomma   facciamo nostro , vista la pericolosa situazione,  il principio di s’adapter  selon  le milieu.

Poiché attraverso un periodo in cui sono afflitto da profonda fatigue, ho pregato mio figlio di dare una scorsa   al mio scritto citato  intervenendo sui suoi  certi refusi. Puntualmente mi è stato chiesto perché non avessi pensato a suggerire come garanzia reale sottostante i proposti “Assegnati” l’oro  “in mano” (virgolette mie) alla Banca d’Italia il cui valore assommerebbe a circa un centinaio di miliardi di Euro.

Poiché questa è una  notazione che viene quasi spontanea, mi sento in dovere di riflettere sulla sua solo apparente “evidenza” ( basti pensare alla divisibilità perfetta del giallo metallo e quindi alla sua ideale base a garanzia degli “assegnati” e alla sua rivalutazione quale “bene rifugio” in epoca di “crisi”). Innanzi tutto l’oro  ( che mi pare – non ho notizie  più  recenti in proposito –    sia in gran parte , in attesa di una qualche  seria giustificazione  nei caveaux newyorkesi della Federal Reserve)  “in mano” a Bankitalia è un argomento tabù da decenni, da quando  quest’ultima è stata privatizzata  come uno dei sintomi dell’intervenuta pandemia  della paranoia  iperliberista:  resta del tutto indecisa la natura della sua proprietà  anche se non vi  è dubbio alcuno sulla sua matrice pubblica. Ma al  di là di qualche dichiarazione di principio in tal senso ( pare che così abbia avuto ad esprimersi  il  Draghi  allora  regnante a Palazzo Koch)   l’equivoco di principio  permane in un assordante silenzio che non è venuto meno dinanzi ai “rumors” che qualche mese  fa  hanno riguardato una parziale vendita del giallo metallo  da parte di  “via Nazionale”  per un ammontare di oltre 5 miliardi di Euro e le sollecitazioni da parte di alcuni ambienti tedeschi a mettere in gioco le riserve in argomento onde abbattere il nostro rapporto debito/Pil.Dunque ancora per “realismo” e urgenza non ho messo in ballo la questione.

 In secondo luogo si tratta di concedere alla psicologia economica e alla semiologia che ne può determinare propensioni sbagliate il posto che meritano. Oro a garanzia dei proposti “Assegnati”  sa di “ultima spiaggia” proprio per la  sua fungilbiltà sans phrase  ( auri sacra fames ) che sembra rendere effettuale ciò che nella mia proposta  vuole volutamente rivestire il ruolo di virtuale,  per la lì  evidenziata   esigenza di scongiurare ogni  vera (s)vendita del patrimonio pubblico: la “crescita” da innescare con gli “Assegnati” ne determinerebbe la loro  tendenziale  scomparsa e annullamento con il loro rientro nelle casse statali dopo aver innescato la ripresa dell’economia. Il pubblico (retail) potrebbe essere tentato di scambiare “Assegnati” contro oro a ogni allarme in Borsa. E sappiamo quanto poco ci voglia alla speculazione ad apertamente scatenare  “corse alla liquidità”.  Inoltre hai  visto mai che il superMario Monti sia tentato di cedere ai consigli di alcuni ambienti  tedeschi,  e vista la sua allergia a ogni vera politica per la “crescita” decida di abbattere il rapporto debito/Pil  vendendo oro lasciando che la deriva della nostra economia reale prosegua indisturbata? Non è già così avvenuto per propiziare la entrata dell’Italia nell’Euro attraverso la disastrosa prima vendita del nostro patrimonio pubblico? La cosa è improbabile per gli amorosi sensi verso il mondo bancario del “nostro” Monti, ma, Oddio, si potrebbe sempre pensare a un prestito forzoso  optando verso la natura privata dell’oro della Banca d’Italia. Ma  questi  sono argomenti  in più per non aprire adesso questo  potenziale “vaso di Pandora”: maiora premunt!

 Vittorangelo Orati (vitorati@alice.it)

 

 

 

 

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Vittorangelo Orati » Articoli 45 | Commenti: 286

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: