Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 27464 volte 02 luglio 2012

L’Inghilterra fuori dall’ Europa: la rivincita di De Gaulle

Di Redazione  •  Inserito in: Geopolitica

di Giorgio Vitangeli

 

 

 

Inghilterra ed Europa: De Gaulle aveva ragione? Ce lo chiedevamo, con evidente domanda retorica, su “la Finanza” all’inizio dell’anno. E poco dopo, su questa edizione elettronica della Rivista titolavamo più esplicitamente: “Inghilterra goodbye”.

Già allora infatti era evidente che il Regno Unito, rimasto isolato al vertice europeo- ventisei voti contro uno- nel rifiuto del “fiscal compact”, cioè del processo di unificazione delle politiche fiscali e di bilancio, e che rifiutava a priori una regolamentazione europea dei mercati finanziari, aveva iniziato la sua marcia di allontanamento dall’Unione Europea. Poteva dispiacere ai non pochi anglofili che in Italia  da sempre egemonizzano i poteri forti economici e gli ambienti politici laici e liberaldemocratici, e che quasi cinquant’anni fa tentavano di ridicolizzare De Gaulle, la sua politica militare basata su una autonoma “force de frappe (una risibile “bombetta” atomica, dicevano), la sua politica monetaria volta a sottrarre l’Europa al signoraggio del dollaro facendo leva sull’oro; la sua politica estera che antivedeva una “Europa delle Patrie”dall’Atlantico agli Urali, ed osteggiava l’ingresso in Europa dell’Inghilterra, vista come ostile “cavallo di Troia” dell’egemonia statunitense, ma l’evidenza dei fatti dimostrava che De Gaulle aveva tutte le ragioni a diffidare dell’inclusione dell’Inghilterra nell’Europa, che essa concepiva solo come un mercato unico, non come un autonomo soggetto politico, cui in ogni caso non era disposta e cedere neppure un briciolo della sua sovranità.

Ora, quasi mezzo secolo dopo il primo ministro inglese David Cameron  questi concetti li ha ribaditi nel modo più esplicito in un’intervista al Sunday Telegraph: “dobbiamo portare avanti i nostri interessi salvaguardando il mercato unico, restando fuori dall’Europa federale”.

Ed apre anche alla possibilità di un referendum “quando i tempi saranno maturi” con il quale gli inglesi decidano se abbandonare o meno l’Unione Europea.

Cameron ha aggiunto, quasi a frenare l’impazienza dei suoi elettori conservatori, che però ora “conviene essere strategicamente e tatticamente pazienti”, e benché  sia fuori dall’euro, fuori dal processo di unificazione fiscale, fuori dal progetto di vigilanza bancaria unificata, ed abbia chiarito che mai e poi mai accetterà una regolamentazione da parte di Bruxelles del mercato finanziario londinese, e neppure una “Tobin tax” sulle transazioni, Londra – dice Cameron – di fronte a questa UE in evoluzione “deve far sentire il suo peso”.

Insomma: si apprestano ad andarsene, ma vorrebbero ancora condizionare le scelte dell’Europa. Resta – sono parole di Cameron – solo se ne trae vantaggi, e senza rinunciare ad un briciolo di sovranità.

Che il Regno Unito stia preparando la sua uscita dall’Unione Europea appare d’altronde sempre più evidente. Citavamo, mesi fa, l’annuncio del responsabile di un importante Centro Studi inglese il quale ad un Convegno internazionale aveva annunciato: ”Non vorrei allarmarvi, ma al massimo entro un decennio l’Inghilterra sarà fuori dall’Unione Europea”. La crisi, e soprattutto i modi in cui ad essa sta reagendo l’Europa, probabilmente accelererà di molto i tempi previsti.

A frenare questa naturale evoluzione sono solo due considerazioni. La prima l’ha espressa il vicepremier Clegg, contrario allo “strappo”, il quale ha rilevato che “una Gran Bretagna fuori dall’Europa sarebbe considerata irrilevante da Washington”. E lo stesso Obama preme perché l’Inghilterra resti in Europa, in modo da condizionarne le scelte.

La seconda considerazione viene dai rapporti con l’Europa della City londinese, che rappresenta un decimo del pil inglese. Una metà delle operazioni finanziarie trattate a Londra riguardano Paesi europei. Cosa accadrebbe se Londra si stacca dall’Unione Europea e se l’Europa imponesse la Tobin tax sulle transazioni finanziarie? Ovviamente in prima battuta le operazioni finanziarie si trasferirebbero dai mercati europei a quello londinese, esentasse. Ma è ovvio che a quel punto l’Europa sarebbe costretta a porre paletti, aprendo un nuovo pesante contenzioso con Londra,

Che l’opinione pubblica inglese sia orientata, in maggioranza, verso un’uscita dall’Unione Europea lo dicono d’altronde, e non  da oggi, numerosi sondaggi. Uno condotto da Mail on Sunday  rivelava che il 62% degli inglesi approvava il rifiuto di Cameron di accettare il “fiscal compact” accolto invece in linea di massima dagli altri 26 Paesi dell’Unione. E due inglesi su tre chiedevano un referendum sui rapporti tra Regno Unito ed Europa.

Secondo un altro sondaggio del Times il 64% degli inglesi era contrario a restare nell’Unione Europea alle attuali condizioni, anche se davanti alla prospettiva di uscire definitivamente dall’Europa i sì scendevano al 34%, con un 22% di indecisi ed il 44% di contrari.

Quando si farà il referendum, saranno dunque gli  attuali indecisi a determinare il destino dell’Inghilterra. Ma saranno le scelte che i Paesi dell’Unione adotteranno congiuntamente per neutralizzare gli attacchi della speculazione finanziaria all’euro e per rilanciare l’economia continentale a determinare il destino dell’Europa.

 

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 670 | Commenti: 231

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

1 Commento   •  Commenta anche tu!

  • [...] chiosato e ribadito in un’intervista al Sunday Telegraph  (vedi lafinanzasulweb 2 luglio 2012:L’Inghilterra fuori dall’ Europa: la rivincita di De Gaulle ) in cui affermava chiaro e tondo: “dobbiamo portare avanti i nostri interessi, salvaguardando [...]

    Pingback  - ID -  agosto 30, 2013 alle 11:42 am     

RSS per i commenti di questo post. TrackBack URL

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: