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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 30231 volte 07 giugno 2012

L’Astana Economic Forum parla di crescita e sviluppo

Di Redazione  •  Inserito in: Finanza Internazionale

di Paolo Raimondi

Dal 21 al 24 maggio scorso si è tenuto ad Astana, la nuova e prospera capitale della Repubblica del  Kazakhstan, il Quinto Forum Economico Internazionale. A differenza del Forum di Davos, dove le parole si sprecano, l’Astana Economic Forum è sempre riuscito a promuovere vere iniziative di sviluppo economico affiancate alle analisi e alle proposte sulla globalizzazione, sulla crisi finanziaria sistemica e sulla creazione di una nuova architettura economica internazionale.

 

Questo anno ci sono stati circa 6.000 delegati provenienti da 85 nazioni, tra cui 500 ospiti internazionali in rappresentanza del mondo scientifico, della business community e di vari governi, e oltre 300 giornalisti. Tra i nomi più noti Francis Gurry, Direttore Generale del World Intellectual Property Organization (WIPO), Min Zhu, Vice Managing Director del FMI, Sha Zukang, UN Deputy Secretary General per gli Affari Economici e Sociali, 11 Premi Nobel per l’economia, tra cui Robert Mundell, e leader politici come il nostro ex primo ministro Romano Prodi.

 

Il Forum produrrà una Lettera Aperta ai governi contenente delle raccomandazioni per il miglioramento e lo sviluppo dell’economia mondiale che verrà poi mandata ai comitati del G-7,

G-8, G-20, al FMI, alla Banca Mondiale, all’Onu e all’Ocse. Alla stesura del documento saranno coinvolti esperti di 40 nazioni.

 

Nel suo intervento d’apertura il presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbayev ha ricordato i 5 principi fondamentali del 21 secolo che ha chiamato “Principi G-Global”: evoluzione al posto della rivoluzione, uguaglianza e consenso, tolleranza globale e fiducia, trasparenza globale e multipolarità costruttiva. Questi principi sono aperti alla discussione e alla partecipazione di tutti gli interessati attraverso la piattaforma di comunicazione G-Global, http://g-global.aef.kz.

 

Voluta dal presidente Nazarbayev, la piattaforma G-Global sta creando le premesse per un processo interattivo di discussioni e di decisioni da parte della comunità internazionale di esperti sulle questioni più critiche dell’economia mondiale. Iniziativa che ha trovato, tra gli altri, un  forte sostegno da parte della Banca Europea per lo Sviluppo che vede in Astana un naturale ponte di contatto tra l’Europa e le vaste regioni dell’Asia e della Cina.

Dopo tre sessioni dedicate al business organizzate all’interno del Forum con la partecipazione di rappresentanti del Kazakhstan, della Germania, dell’Indonesia e della Turchia,  si è tenuta la cerimonia per la firma degli accordi, circa 50 per un ammontare di 2 miliardi di dollari e dei 40 memorandum di cooperazione per circa 1,5 miliardi di dollari. Sono accordi che toccano tutti i settori della ricerca, dell’educazione, delle nuove tecnologie e delle infrastrutture.

 

Il Forum è stato anche un momento importante per consolidare i rapporti economici e doganali tra gli stati dell’Unione Doganale, Russia, Bielorussia e Kazakhstan. Il vice premier Kairat Kelimbetov ha annunciato che il coordinamento tra i tre stati sta avanzando molto bene e che presto inizieranno le consultazioni con il Kyrgystan per la sua adesione. Ha anche annunciato che sono già state studiate delle misure congiunte tra questi Stati contro gli effetti della recessione qualora i mercati mondiali dovessero deteriorarsi ulteriormente.

 

Le varie sessioni hanno affrontato temi riguardanti l’innovazione tecnologica e la competitività economica, il ruolo attivo delle Pmi nella regione (in Kazakhstan le Pmi rappresentano il 30% dell’occupazione), nuove forme di partenariato pubblico/privato negli investimenti, un “ponte verde”  di energie sostenibili e la sfida delle nuove Vie della Seta. Naturalmente centrale e sempre presente è stata la discussione sulla crisi finanziaria globale e sui suoi effetti sui debiti sovrani.

Rilevante è stata la sessione “Dialogo tra i leader: per una nuova politica finanziaria ed economica” molto centrata sul futuro dell’euro, dove si sono di nuovo scontrati i fautori del  patto fiscale e dei tagli di bilancio con i sostenitori di rigore e ripresa economica regolati da una indispensabile solidarietà tra gli Stati e le economie. Al termine si è deciso di organizzare ad Astana il 25 maggio 2013 una conferenza mondiale contro la recessione.

Molti hanno condiviso l’analisi che non solo il sistema dell’euro è in crisi ma che, ancora più importante per gli assetti strategici internazionali, il sistema esclusivo e unilaterale del dollaro sia arrivato da tempo al capolinea. Robert Mundell lo ha ribadito con forza indicando nei Diritti Speciali di Prelievo, sostenuti da un cocktail di monete forti, una possibile soluzione. Naturalmente in futuro questo sarà oggetto di intense e controverse discussioni, in quanto una evoluzione multi polare ed più equa del sistema monetario internazionale è aperta a differenti soluzioni. Vi sono infatti alternative proposte per la creazione di un paniere di monete in rapporto ai blocchi economici emergenti il cui compito sarà il sostegno dello sviluppo e del commercio piuttosto che delle operazioni finanziarie.

Con il Forum di Astana il Kazakhstan consapevolmente si ritaglia un importante ruolo strategico di cerniera eurasiatica tra l’Europa ela Russiada una parte ela Cinadall’altra. Questa nazione ha messo a frutto al meglio le sue capacità di sviluppo dopo la dissoluzione del sistema sovietico. Con un territorio 9 volte l‘Italia, equivalente all’intera Europa occidentale, e una popolazione di circa 16,5 milioni di persone, Il Kazakhstan nei passati 20 anni ha tenuto una impressionante tabella di marcia verso la modernizzazione e l’innovazione tecnologica. Ricchissimo di materie prime, a cominciare dal gas, petrolio, uranio, non ha voluto sedersi su di esse e vivere di rendita, alla giornata. E’ anche un immenso granaio e con una potenzialità produttiva straordinaria negli altri settori agricoli.

Le sfide rimangono grandi così come grande è la domanda di giustizia economica e di più equa distribuzione della ricchezza. Il paese ha grandemente investito nell’istruzione, nella ricerca, nelle nuove tecnologie, nelle infrastrutture: Nei passati due anni il Pil è cresciuto in media di oltre il 7% e la produzione industriale è aumentata del 10% nel 2010 e del 6% nel 2011. Quest’anno il Pil sarà di 200 miliardi di dollari e di 300 miliardi nel 2016. Come nei secoli passati, il Kazakhstan è consapevole del suo ruolo strategico futuro lungo le moderne Vie della Seta.

Il Kazakhstan rappresenta un’opportunità ma anche una sfida per l’economia italiana. L’Eni conta una lunga e grande presenza in questo paese collaborando nei settori strategici del gas e del petrolio. Ma questo oggi non basta. E’ il “sistema Italia” che deve farsi avanti con le sue reti di Pmi altamente tecnologiche e specializzate. Il governo di Astana ce lo chiede apertamente. Sta a Roma adesso saper dare una dovuta e concreta risposta. 

Di seguito riportiamo il documento preparato per la sessione “Prospects of the World Financial System and  Development Currency”all’Astana Economic Forum in Kazakhstan Maggio 21-24 2012  in appoggio all’iniziativa del President Nursultan Nazarbayev di portare una visione concettuale e professionale al G20 (dal G-Global un sostegno al G20).

 

La sessione del Forum è stata organizzata e sponsorizzata dall’Eurasian Economic Club of Scientists’ Association del Kazakhstan, moderata da Kairat Kelimbetov, vice primo ministro del governo kazako e coordinata dal Yury Gromiko, direttore dell’Istituto Shiffer per gli Studi Avanzati di Mosca e membro dell’Accademia delle Scienze Naturali delle Federazione Russa.

 

Il programma ufficiale del Forum e della sessione annunciava che “E’ evidente che la proposta del Presidente Nazarbayev della piattaforma G-Global non è soltanto lo sviluppo quantitativo delle misure anticrisi ma l’idea di promuovere differenti approcci per la riforma finanziaria mondiale. All’interno dell’Astana Economic Forum sarà presentato un nuovo approccio al concetto di “sviluppo” che può fornire anche una visione per una nuova moneta eurasiatica e mondiale”.

 

Il documento è stato elaborato alla fine di una seminario tenutosi ad Astana l’intera giornata del 22 maggio con la partecipazione di una ventina di economisti ed esperti internazionali provenienti dalla Cina, dal Giappone, dall’India, dal Brasile, dalla Russia, dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. Oltre all’autore, dall’Italia erano presenti il prof. Edoardo Reviglio, chief economist della Cassa Depositi e Prestiti e il sen, Gian Guido Folloni, presidente dell’Istituto per l’Asia e il Mediterraneo (Isiamed). Dalla Russia erano presenti tra gli altri Yury Gromiko e il presidente della banca d’investimento “Millenium Bank” Mikhail Baydakov  di Mosca. Il vice primo ministro Kairat Kelimbetov ha avuto intensi contatti e preliminari discussioni con il gruppo di lavoro in preparazione della sessione del Forum.

 

 

Costruire uno schema per una nuova piattaforma concettuale dello “Sviluppo”. La realizzazione di questa piattaforma presuppone dei cambiamenti nei punti di riferimento usati dai leader politici per creare un nuovo linguaggio per meglio capire i problemi della crisi attuale e suggerire delle soluzioni.

 

Concettualizzare un nuovo linguaggio dello Sviluppo è stato il lavoro della Sessione di Scenari Strategici G-Global (strumento umanitario russo per analizzare il sistema globale e le sue attuali condizioni a livello micro e macro) tenutasi durante il Quinto Astana Economic Forum.

 

L’idea principale è quella di utilizzarela Sessionedi Scenari Strategici per elaborare una comprensione migliore dell’attuale situazione economica e finanziaria e per sviluppare delle alternative. Ciò è stato fatto coinvolgendo professionisti con esperienze differenti e provenienti da diverse parti del mondo allo scopo di sfidare gli erronei schemi e standard usati per generare la crescita e per risolvere la crisi.

 

La situazione attuale e lo sviluppo. Il mondo, non solo l’economia mondiale, è di fronte a profonde sfide sociali, culturali e geopolitiche. L’attuale situazione potrebbe essere caratterizzata come “il crollo dell’egemonia del dollaro”. Nel frattempola Cina non aspira ad una simile egemonia. Inoltre, la crisi finanziaria ed economica e la crisi dell’attuale civilizzazione continuano. I valori fondamentali non sembrano più garantiti, compreso il principio di giustizia. In queste circostanze certe elite finanziarie internazionali transatlantiche lavorano per prevenire il rimpiazzo del dollaro come moneta di riserva mondiale. Anche se la posizione del dollaro si sta erodendo, la destabilizzazione dell’euro sta a sottolineare che il dollaro mantiene il suo status di singola moneta di riserva mondiale. In questa situazione risulta molto difficile creare un nuovo ordine basato su di un paniere di monete al posto dell’egemonia del dollaro.

 

Mentre il dollaro mantiene la sua posizione, anche se in condizioni di decrescente stabilità, emerge il pericolo dell’uso della forza per preservare lo status quo. Allo stesso tempo il permanere di una continua crisi è legata direttamente alla mancanza di azioni globali miranti ad accrescere la ricchezza globale a beneficio delle nazioni e dei popoli del mondo.

 

In alternativa al prevalere di un “linguaggio della crescita” è urgente sviluppare un “linguaggio dello sviluppo”. Rimanere ancorati al linguaggio della crescita vuol dire preservare l’attuale ordine di instabilità e ciò previene il rimpiazzo dell’egemonia del dollaro anch’essa sempre più instabile. Un linguaggio dello sviluppo permetterebbe la transizione verso nuove architetture del sistema finanziario internazionale allontanando il pericolo dell’uso della forza per mantenere a tutti i costi tale sistema. Un simile sviluppo potrebbe essere realizzato soltanto attraverso nuove innovazioni scientifiche e tecnologiche e nuove forme di divisione del lavoro e di organizzazione del lavoro. Un compito e una sfida ancora più grandi sarebbero quelli di garantire un processo di sviluppo in cui sfondamenti scientifici e tecnologici diventassero i vettori principali per ridefinire il sistema, in contrasto con l’attuale ideologia mascherata da scienza. Così come il premio Nobel Gunnar Myrdal ha caratterizzato la maggior parte della teoria economica. Sfondamenti scientifici che contengono elementi di non linearità e di meta-stabilità che sono le caratteristiche principali del paradigma dello sviluppo.

 

Il progetto di sviluppo – il Corridoio di Sviluppo Trans-eurasiatico (Transeurasian Development Corridor –TDC) . One dei vettori più importanti per portare il mondo fuori dalla recessione verso un nuovo paradigma di sviluppo è il Corridoio di Sviluppo Trans-eurasiatico (TDC). Il TDC è concepito come uno spazio specialmente riorganizzato per contribuire e facilitare la creazione di ricchezza sia a livello locale che planetario. Esso rappresenta un’integrazione di differenti infrastrutture che verrebbero applicate simultaneamente con soluzioni tecnologiche avanzate realizzate in molti settori dell’economia per creare delle ricadute e fare da leva allo sviluppo lungo l’intero corridoio. Perla Federazione Russa e per il Kazakhstan tale corridoio potrebbe servire come la spina dorsale per entrambe le economie da cui mandare e ricevere i segnali di sviluppo.

 

Certamente il TDC non è solamente un sistema di trasporto dove possano muoversi merci e persone. Un corridoio di sviluppo è qualcosa di molto più sofisticato e lungimirante. Bisogna considerare un corridoio con una larghezza di 100-150 chilometrilungo il quale sorgeranno nuove città tecnologicamente moderne, dove tutti i tipi di infrastrutture (trasporto, energia, comunicazioni, acqua, sanità ed istruzione) verranno create per catalizzare lo sviluppo. Una volta realizzato un simile sistema di sviluppo regionale, il progetto potrebbe essere replicato in altre parti del mondo come l’America Latina, l’Africa e altrove.

 

Il TDC può essere realizzato soltanto attraverso il coordinamento delle capacità produttive tra differenti nazioni, prima di tutto tra l’Unione Europea,la Russia, il Kazakhstan ela Cina.Daun punto di vista storico si possono identificare tre importanti corridoi che attraversano il continente eurasiatico, con rami che dipartono dalle direttive principali penetrando le aree più importanti dell’intera regione: la linea Nord di una moderna Transiberiana, una linea centrale che passa attraverso il Kazakhstan e una più a Sud che collegala Cinaconla Turchia.Inquesto modo sarà possibile collegare i centri europei produttori di macchine utensili e di tecnologie con i centri di gran popolazioni e ricchi di materie prime dell’Asia. In questo contesto le discussioni e i programmi di aprire lo Stretto di Berring al trasporto e ai collegamenti tra il Nord America e i Corridoi di Sviluppo Trans-eurasiatici assumono un’immensa importanza strategica, economica e geopolitica. Simili progetti chiave di integrazione strategica potrebbero anche diventare la base per un sistema di sicurezza e di collaborazione allargato tra le nazioni interessate.

 

Il primo passo per realizzare il TDC potrebbe essere l’attenta preparazione di un sistema di appalti internazionali per costruire un treno a levitazione magnetica tra Astana e Almata. Questa linea a levitazione magnetica tra le due principale città del Kazakhstan potrebbe creare una zona sperimentale per l’intero corridoio da cui partire per trasformare il processo di sviluppo.

 

Parametri chiave del TDC: Il primo livello è il “grand design”, la programmazione strategica che sarà seguita dalla definizione di una lista di materiali necessari per la realizzazione delle differenti fasi del progetto. Il terzo passo è il preventivo finanziario degli investimenti richiesti. Il quarto passo sarà la creazione di un Fondo di sviluppo composto da quote di rappresentanza misurate in rapporto ai paesi attraversati dal corridoio. Il quinto passo consisterà nella emissione da parte di un Fondo di Project TDC Bonds denominati sulla base di una unità monetaria (Basket of Currency Unit , BCU) creata in rapporto al paniere di monete coinvolte. Il sesto passo consiste nella creazione operativa di reti tra le ditte ad alta tecnologia e i centri di ricerca altamente specializzati coinvolti.

 

La creazione del TDC, in quanto rinnovata e rivista versione delle Grandi Vie della Seta, presenta la necessità di avere un’adeguata metrica per definire correttamente sia i costi che il valore generato dal progetto e per il progetto. Ciò si collega con l’idea del presidente Nazarbayev presentata in un suo recente libro di usare l’efficienza energetica come punto di riferimento centrale per misurare il valore economico.

 

Strumenti finanziari e moneta dello sviluppo. Il TDC utilizzerà particolari strumenti finanziari come quelli indicati dal Long Term Investors Club. Per esempio, il Fondo TDC potrebbe servire come base per introdurre un nuovo sistema di contabilità realizzata nella forma di una nuova moneta dello sviluppo. Questa speciale moneta dello sviluppo utilizzata per la realizzazione del TDC, potrebbe accompagnare altre monete esistenti e presenti nel paniere di monete, per rimpiazzare l’egemonia del dollaro.

 

In questo contesto si potrebbe concepire una moneta dello sviluppo anche come un insieme di criteri e di parametri di misura, non semplicemente come una moneta come il dollaro o l’euro. Ecco alcuni criteri che potrebbero servire allo scopo: crescita e densità potenziale della popolazione per chilometro quadrato, aumenti di produttività, aumento nel tasso di crescita, tasso di investimenti in R&S, tasso di consumo energetico, movimento di merci, nuovi spazi creati per uno sviluppo efficiente, sviluppo di una paniere di monete TDC, criteri di avanzamento e miglioramento sociale.

 

Il primo passo pratico per l’introduzione di una moneta dello sviluppo non consiste nella creazione di una nuova moneta sopranazionale, ma nella realizzazione di nuovi tipi di Project Bond internazionali per lo sviluppo. Tali Project Bond per lo sviluppo potrebbero integrare i principi realizzati nei BAB (Build American Bond) americani e nel project bond europei.

 

In rapporto alle discussioni relative a un nuovo paniere globale di monete e anche per meglio avere un più equa rappresentanza nel sistema economico mondiale, sottolineiamo la necessità di lavorare per trovare una soluzione al sistema monetario basato sul dollaro. Tale sistema non è più in grado di sostenere il commercio globale e le esistenti operazioni monetarie e di riserva. La realizzazione del TDC-BUC potrebbe indicare il percorso verso la necessaria riforma monetaria globale.

 

Conclusioni. Un simile nuovo apparato concettuale include il progetto di nuove concezioni di sviluppo, una nuova moneta dello sviluppo, nuovi parametri di misurazione dello sviluppo e altre innovazioni necessarie. Richiede anche un nuovo linguaggio per superare il riduzionismo economico e l’introduzione di innovazioni per identificare, sviluppare e realizzare piani e programmi concreti.

 

Uno strumento per realizzare un simile linguaggio potrebbe essere la creazione di gruppi interdisciplinari che lavorano con il metodo delle sessioni di scenari strategici che con la comunicazione e la formulazione di nuovi processi potrebbero cristallizzare nuovi principi di sviluppo da far crescere attraverso nuove reti operative.”

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Autore: Redazione » Articoli 663 | Commenti: 290

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1 Commento   •  Commenta anche tu!

  • Concordo assolutamente verso le idee espresse fino ad ora. Continuate cosi.

    Commento di  Snutratte  - ID -  ottobre 29, 2012 alle 8:00 pm     

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