Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 6081 volte 05 luglio 2012

La Popolare di Spoleto: espande gli impieghi (+14,8%) a sostegno dell’economia locale

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

Giovanni Antonini e Nazareno D'Atanasio

La raccolta da clientela aumentata del 6%; crescono i margini d’interesse e d’intermediazione ma accantonamenti e rettifiche di valore mandano in rosso il bilancio per 10,6 milioni; malgrado ciò

 

La crisi “non passa”, come titola l’ultimo studio della Fondazione Einaudi; sembra accentuarsi anzi il deterioramento economico, sia a livello nazionale che locale, ed in  prima linea si trovano ormai da tempo dopo le banche le imprese, specie quelle medie e piccole, e le famiglie.

“Credit crunch” , cioè riduzione e razionamento del credito, è diventata espressione tristemente nota. Ma sembra non esserlo alla Banca Popolare di Spoleto, che proseguendo nel suo più che secolare sostegno alle piccole imprese ed alle famiglie del territorio in cui opera (essenzialmente l’Umbria, ma anche le regioni confinanti) nel corso del 2011 non solo non ha ridotto, ma anzi ha aumentato gli impieghi alla clientela, proseguendo anche nel suo piano di espansione. Dell’una e dell’altra scelta, che guarda più al futuro che al presente, ha anche pagato un prezzo immediato in termini di conto economico, che si è chiuso con un disavanzo di 11,9 milioni, a fronte dell’avanzo di 9,1 milioni registrato nell’esercizio 2010. A contribuire a tale disavanzo hanno concorso anche “componenti non ripetibili”, non ultima le turbolenze verificatesi nella “governance” (trasferitesi ora sulla  controllante Spoleto Crediti e Servizi) che  avevano indotto una flessione dei depositi, non da parte della clientela “retail”, che ha sempre mantenuto la sua fiducia nell’antica e benemerita Popolare spoletina, ma piuttosto da parte di ultraprudenti clienti istituzionali.

Il bilancio “in rosso” contiene peraltro anche tutta una serie di dati positivi:  dall’aumento, pur lieve, della raccolta complessiva da clientela all’incremento ben più sostenuto degli impieghi;  dalla crescita del margine d’interesse a quella del margine d’intermediazione. Insomma: la gestione denaro, cioè l’attività tipica e tradizionale di una banca, risulta positiva. A rovesciare il risultato, come vedremo, sono l’incremento degli oneri operativi (cioè lo sforzo di espansione della banca) e le rettifiche di valore per deterioramento crediti (cioè il sostegno mantenuto all’economia locale in sofferenza).

 

La raccolta e gli impieghi

 

Ma ecco, nel dettaglio, i dati del conto economico, e la loro evoluzione. Iniziamo dalla raccolta, che indubbiamente è uno degli elementi più significativi della vitalità e delle potenzialità di un’azienda di credito. Ebbene: la raccolta complessiva della Banca Popolare di Spoleto ha raggiunto lo scorso anno i 3 miliardi e 870 milioni di euro: l’1,5% in più rispetto al 2010. Più in particolare: la raccolta diretta da clientela è stata di 2 miliardi e 488 milioni di euro, con un incremento dello 0,5% dovuto alla crescita della raccolta in titoli. Da sottolineare che la raccolta da clientela retail è cresciuta di quasi il 6%.  La raccolta indiretta da clientela  è passata a sua volta  da 1 miliardo e 366 milioni ad un miliardo e 382 (+3,5%),  con una diminuzione del risparmio gestito più che compensata dalla crescita del risparmio amministrato.  Quanto al risparmio gestito, la flessione è dovuta in parte alla congiuntura negativa che induce i risparmiatori ad una maggiore prudenza, in parte al fatto che questa forma di risparmio include larga parte di titoli di Stato e di bond bancari, il cui valore è stato fortemente penalizzato nella seconda parte dell’anno.

Passando agli impieghi, la loro consistenza a fine 2011 si cifrava in 2 miliardi e 622 milioni di euro,  in crescita del 12% rispetto ad un anno prima. In particolare gli impieghi a clientela ammontavano a 2 miliardi e 588 milioni, segnando un incremento di ben il 14,8%: concreta testimonianza dell’impegno della Banca Popolare di Spoleto a non far mancare il supporto del credito a piccole imprese e famiglie in questo scenario di perdurante difficoltà economica.

Abbiamo accennato al prezzo che la Banca Popolare di Spoleto paga per questo suo sostegno all’economia locale in un momento in cui la congiuntura economica difficile tende inevitabilmente ad accentuare incagli e sofferenze, e molte banche restringono o negano credito.

Il totale delle attività deteriorate al 31 dicembre scorso ammontava  per la banca spoletina a 276,5 milioni, pari al 10,5% degli impieghi netti (9,7% un anno prima). Circa  metà di tale somma è costituita dagli incagli, mentre le vere e proprie sofferenze  sono salite da 72,3 ad 88 milioni, e rappresentano il 3,36% suio 2 miliardi e 621 milioni di crediti a clientela.

 

I margini d’interesse e di intermediazione

 

Il margine d’interesse ha superato i 77 milioni di euro, segnando così una robusta crescita del 7,8%, grazie all’incremento dei volumi ed al mantenimento  di una forbice del 3,2% tra tassi attivi e tassi passivi.

Ottimo anche il risultato del portafoglio titoli di proprietà, che ha fornito un margine di 14,9 milioni in  crescita del 28,3%, a seguito dell’innalzamento dei tassi d’interesse: oltre il 50% del portafoglio è costituito infatti da titoli a tasso d’interesse variabile.

In aumento anche le commissioni,  passate da 36,1 a 38,6 milioni, a seguito soprattutto dei prodotti del comparto parabancario. Il margine d’intermediazione primario, conseguentemente, è salito anch’esso da 107,6 a 115,7 milioni, ed il margine d’intermediazione (comprensivo di utili/perdite da partecipazioni,  negoziazione attività finanziarie, attività di copertura ed altri proventi od oneri) passa da 109,9 a 114,5 milioni, segnando una crescita del 4%.

 

Il risultato di gestione e l’utile netto finale

 

A questo punto iniziano gli aspetti più problematici, che hanno inciso sul risultato finale. Gli oneri operativi infatti sono aumentati da 74,4 ad 85,1 milioni (+14,4%).  Hanno pesato soprattutto le spese per il personale, cresciute da 46,1 a quasi 55 milioni, a seguito soprattutto del rafforzamento dell’organico, aumentato di 47 unità a supporto dell’espansione. Le altre spese amministrative sono salite anch’esse, pur in misura minore, da 34,3 a 36,8 milioni. Malgrado rettifiche di valore sostanzialmente in linea con quelle del 2010 (2,5 milioni contro 2,1) e recuperi di spesa aumentati da 8,1 a 9,1 milioni, il risultato di gestione passa da 35,4 a 29,3 milioni.

La sostanziale differenza rispetto al bilancio 2010 la fanno però gli accantonamenti e le rettifiche di valore su crediti e attività finanziarie. I primi passano infatti da neppure 400 mila euro a 3 milioni e 652 mila, mentre le seconde raddoppiano da 18,2 a 36,3 milioni, costituite per quasi 35 milioni da rettifiche su crediti. Un balzo dovuto al deterioramen6to della situazione economica locale e nazionale, ma anche al più capillare monitoraggio di crediti deteriorati (esposizioni scadute ed incagliate) avviato nel quarto trimestre 2011, ed all’innalzamento dei parametri utilizzati per la valutazione dei crediti “in bonis”.

Ne consegue un disavanzo di gestione dell’operatività corrente pari a 10,6 milioni, che sale a 11,9 aggiungendo 1,3 milioni di imposte sul reddito.

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 676 | Commenti: 310

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: