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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 10030 volte 04 settembre 2012

Italcementi: semestrale pressoché in pareggio

(e un margine operativo previsto in linea con quello del 2011)

Di Arnaldo Vitangeli  •  Inserito in: Bilanci

Alla situazione congiunturale che permane problematica specie nei Paesi dell’Europa occidentale, il Gruppo continua a contrapporre il bilanciamento delle attività in aree più favorevoli e una costante azione di maggiore efficienza industriale

Sono cinque anni ormai che Italcementi, come tutte le imprese dell’Occidente, deve fare i conti con una crisi globale che ha avuto proprio nell’industria delle costruzioni il suo innesco negli Stati Uniti, trasmettendosi poi immediatamente al settore finanziario ed all’economia reale. Ma la multinazionale di Bergamo continua a manifestare una eccezionale capacità di resistenza. Merito, come abbiamo sottolineato più volte, di una presenza produttiva e commerciale che comprende Paesi sviluppati e Paesi emergenti , compensando così in parte la congiuntura sfavorevole in alcune aree con lo sviluppo in altre. Ma merito soprattutto di una gestione fortemente orientata all’ammodernamento degli impianti, alla continua razionalizzazione della struttura, al miglioramento dell’efficienza industriale, alla riduzione dei costi fissi, agli investimenti in ricerca e sviluppo.

Ciò ha consentito al Gruppo amministrato dall’ing. Carlo Pesenti di conseguire, anche in questi anni di “vacche magre”, risultati positivi, ed il bilancio 2012 non dovrebbe far eccezione: pur se i conti del primo semestre si sono conclusi con un avanzo poco più che simbolico (0,8 milioni di euro), gli amministratori prevedono per quest’anno, salvo eventi al momento non prevedibili, margini operativi sostanzialmente in linea con quelli dell’anno scorso.

 

I risultati del primo semestre

 

In un quadro generale estremamente variegato, le vendite di cemento hanno accusato flessioni contenute, con livelli di prezzo però migliori in vari Paesi. Più in particolare, per quanto riguarda i Paesi avanzati, mentre nell’Europa centro-orientale permane la debolezza della domanda, sono migliorate le vendite di cemento in Nord America. Quanto ai Paesi emergenti, nell’area asiatica si è avuto un buon incremento delle vendite, con l’eccezione del Kazakistan, mentre in Marocco le vendite sono rimaste stabili, ma su buoni livelli. In Egitto, dopo la caduta del precedente regime e le incertezze della fase di transizione,  è andata meglio di quanto si temesse: c’è stato, ovviamente, un calo delle vendite, ma inferiore alle attese, e l’export verso la Libia del cemento prodotto in Egitto ha consentito di compensare in parte la flessione della domanda locale.

Una dinamica dei prezzi positiva ha inoltre interessato, come già accennato, la maggior parte delle vendite realizzate dal Gruppo. Gli incrementi di prezzo maggiori rispetto allo scorso anno si sono registrati in India, Italia, Nord America e Spagna. Nei Paesi come  Bulgaria e Tailandia,  ove invece il livello dei prezzi è stato penalizzante per il Gruppo, si sono registrati però incrementi delle quantità vendute.

Il conto economico consolidato

 

Ma vediamo ora i dati che riflettono l’andamento sopra descritto, iniziando dalle quantità vendute. Per cemento e clinker  le vendite del Gruppo nel primo semestre di quest’anno sono state pari a 23,5 milioni di tonnellate: il 7,5% in meno rispetto al corrispondente periodo del 2011. La flessione maggiore si è avuto sui mercati dell’Europa occidentale e centrale (-18,6%), , mentre per Est Europa, Nord Africa e Medio Oriente le quantità di cemento e clinker vendute sono diminuite solo del 3,6%. Un difforme andamento che ha portato questi ultimi mercati, con 7,8 milioni di tonnellate vendute, a scalzare quasi il primato dei mercati dell’Europa occidentale e centrale (8,2 milioni di tonnellate).

Si sono incrementate invece le vendite in  Asia (5,1 milioni di tonnellate, (+4,3%) e nell’America settentrionale (2 milioni di tonnellate, +8,7%) nonché il trading (1,8 milioni di tonnellate, +35,8%).

Per quanto riguarda gli inerti, le vendite, concentrate in  Europa centro-occidentale, sono assommate a 17,2 milioni di tonnellate (-13,6%). Di calcestruzzo infine nel primo semestre di quest’anno ne sono stati venduti 6,6 milioni di metri cubi (-11,3%); vendite concentrate anch’esse per la quasi totalità in Europa.

I ricavi complessivi sono stati pari a 2 miliardi e 299,8 milioni di euro. Il calo, rispetto al primo semestre dello scorso anno, è stato del 4,9%: una misura assai più contenuta rispetto alla riduzione dei quantitativi venduti, grazie, come già accennato, ad un andamento generalmente positivo dei prezzi, e ad un effetto cambio che ha inciso anch’esso positivamente per l’1,6%.

Da sottolineare che a parità di cambio e di perimetro i ricavi sono aumentati in India, in Nord America, in Bulgaria e nell’attività di trading, mentre le maggiori flessioni riguardano la Francia, il Belgio, l’Egitto nonché la Spagna e l’Italia; Paesi questi ultimi ove  la crisi dell’attività edilizia ha avuto il maggiore impatto. Per quanto riguarda l’Italia in particolare, secondo le stime dell’Ance nell’ultimo quinquennio gli investimenti in costruzioni hanno accusato una contrazione del 25%, tornando ai livello della metà degli anni settanta.

Quanto alla gestione, essa ha subito l’effetto negativo della riduzione dei ricavi, delle spinte inflazionistiche sui costi variabili e della scelta di ridurre le cessione dei diritti di CO2. Queste spinte negative sono state peraltro fortemente contrastate dal costante impegno alla riduzione dei costi fissi, dai recuperi di efficienza dell’apparato industriale. Gli investimenti totali, pari nel periodo considerato a 178,8 milioni di euro, sono testimonianza concreta di tale impegno, essendo stati destinati sostanzialmente agli interventi di efficientamento industriale nonché a progetti strategici, come il “revamping” dell’impianto di Devnya, in Bulgaria. La recente costituzione di una direzione commerciale di Gruppo testimonia infine dell’impegno di attento presidio dei mercati.

 

Margine operativo ed avanzo netto

 

Naturalmente la congiuntura avversa ha inciso, sia pure in misura arginata, sul margine operativo lordo corrente, che comunque ha raggiunto i 328,7 milioni di euro (-11,6%). Più marcata la flessione del risultato operativo, sceso di oltre un terzo a 100,6 milioni. Gli oneri finanziari, al netto dei proventi, sono aumentati (da 37,1 a 49,2 milioni), non per gli interessi riguardanti l’indebitamento, rimasti stabili, ma  per le minori plusvalenze sulla vendita di partecipazioni.

Il bilancio semestrale, come già detto, chiude in sostanziale pareggio, con un avanzo cioè di 0,8 milioni, a fronte dell’utile di 187,8 milioni del primo semestre 2012, che beneficiava però dell plusvalenza sulle attività cedute in Turchia.

L’indebitamento finanziario netto, pari a due miliardi e 283,5 milioni, è rimasto sostanzialmente stabile, a fronte di un patrimonio netto totale pari al 30 giugno scorso a  4 miliardi e 802 milioni, con un “gearing” (rapporto tra indebitamento e patrimonio) pari al 47,6%.

Tra le notizie rilevanti più recenti,la fusione per incorporazioni in Italcementi Spa della società Cementificio di Montalto, interamente controllata.

La fusione, che avverrà mediante annullamento delle azioni della società incorporata non produrrà alcun effetto economico e patrimoniale sul bilancio del Gruppo, ma consentirà una semplificazione delle attività amministrative e gestionali, con una riduzione conseguente dei costi.

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Autore: Arnaldo Vitangeli » Articoli 128 | Commenti: 311

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