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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 8187 volte 26 giugno 2012

Il Gruppo Fonsai torna alla redditività: 73,5 milioni l’utile trimestrale

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

la sede di Fondiaria Sai Spa

Dopo le pesanti svalutazioni dell’esercizio 2011

 

Mentre al momento in cui scriviamo continuano le laboriose trattative per la fusione con Unipol, per la quale sarebbe stato raggiunto l’accordo sui concambi, il Gruppo Fonsai può vantare conti trimestrali che stanno tornando in ordine: il primo trimestre 2012 si è chiuso infatti con un avanzo netto di 73,5 milioni, a fronte della perdita di 23,6 milioni consuntivata alla stessa data nel 2011. Il conto economico complessivo poi, grazie al recupero di valore dei corsi di Borsa degli strumenti finanziari classificati come disponibili per la vendita, risale a 644 milioni, dai 91,4   del primo trimestre dello scorso anno, con un balzo in avanti dunque di oltre 552 milioni di euro. Al 31 dicembre  2011 il bilancio segnava un disavanzo di oltre un miliardo, cui si aggiungevano 645 milioni di perdita di valore degli strumenti finanziari disponibili per la vendita.

Il ritorno alla redditività gestionale e l’aumento del “fear value” degli strumenti finanziari si è tradotto in un sensibile recupero dell’indice di solvibilità: era caduto  al 78,2% al 31 dicembre 2011; è risalito al 91,6% il 31 marzo scorso. Restano inoltre ampiamente positivi i margini di solvibilità individuali delle imprese assicurative del Gruppo, confermandosi le loro condizioni di continuità operativa ed aziendale.

Prescindendo  dalle oscillazioni ondivaghe del mercato azionario (che il meccanismo pro ciclico del “fear value” e del “mark to market” trasferisce direttamente sui bilanci di banche ed assicurazioni) e dalle incognite del contesto macroeconomico, a far proseguire il Gruppo Fonsai sui binari della solidità gestionale, e quindi della redditività operativa, sono alcune linee guida precise che il Consiglio di Amministrazione ha individuato per il triennio 2012-2014, e che si focalizzano su quattro obbiettivi: il consolidamento dei livelli di redditività raggiunti nei Rami Auto e Danni “retail”, proseguendo nella selezione del portafoglio e dei rischi assunti, mentre per i Danni Corporate si procederà a disdette, riforme e selezione dei criteri assuntivi; generale riorganizzazione della rete distributiva, volta alla concentrazione dei punti vendita, ed alla revisione e riorganizzazione dei prodotti, sia nel comparto Danni che in quello Vita; riduzione dei costi di funzionamento e semplificazione, anche societaria, del Gruppo; revisione dell’ “asset allocation” del Gruppo, riducendo il peso del settore immobiliare. Infine è prevista la dismissione, ove possibile, degli asset non strategici, e delle società controllate operanti in settori non “core”.

 

Il conto economico del primo trimestre

 

Ma torniamo ai dati del conto economico al 31 marzo scorso. La raccolta complessiva si è cifrata in 2 miliardi e 574 milioni, a fronte dei 3 miliardi di un anno prima. Una flessione che – in analogia con quanto è accaduto sul mercato – ha riguardato essenzialmente il settore Vita, fortemente penalizzato dal quadro congiunturale. Nel comparto danni infatti la riduzione dei premi raccolti  si è limitata a circa cento milioni: da 1,7 ad 1,6 miliardi di euro. Nel Ramo Vita peraltro, malgrado la flessione dei premi, scesi da 1,2 miliardi a 859 milioni, una gestione finanziaria  proficua ha permesso di raggiungere risultati positivi.

Da sottolineare anche che nei Rami Danni il risultato tecnico è tornato finalmente positivo per 15,2 milioni: era negativo per 22 milioni al 31 marzo dello scorso anno e per  oltre 136 milioni al 31 dicembre: un punto di svolta, secondo gli amministratori, conseguente alle azioni messe in atto per selezionare e migliorare la qualità del portafoglio, ma anche – nei Rami Auto –   connessa ad una serie di fattori esterni, quali la riduzione del parco circolante, il minor ricorso all’uso dell’automobile a seguito del caro-benzina, la minor frequenza conseguente di sinistri.

Il settore Auto – va ricordato- rappresenta da solo i due terzi dei premi raccolti dal Gruppo Fonsai nei Rami Danni: il suo andamento quindi è determinante nei risultati.

Ebbene: i premi raccolti nel Ramo RC Autoveicoli terrestri, pari nel trimestre a 952 milioni, segnano una  riduzione del 4,9% rispetto a fine marzo 2011, mentre la loro incidenza sul totale dei premi raccolti nei  Rami Danni passa dal 57,5 al 58,2%. Una flessione, quella dell’ammontare premi, che riflette da un lato la politica di pulizia del portafoglio; dall’altro una serie di fattori esogeni, a cominciare dal drastico calo delle immatricolazioni di nuovi autoveicoli (-20,9% nei primi tre mesi), conseguente ai rincari di quasi tutti i costi che gravano sugli  automobilisti (carburante, pedaggi autostradali, bollo, ecc.). Vanno aggiunti gli effetti delle “normative Bersani”, che hanno attenuato il meccanismo del “Bonus Malus”, e le nuove tariffe adottate dalle società del Gruppo,  volte a recuperare redditività salvaguardando però la concorrenzialità e focalizzando l’analisi sulla rischiosità dei clienti e su una riduzione della mutualità tariffaria, con revisione delle convenzioni.

Più sensibile che per la RC Auto è la riduzione dei premi nel Ramo Corpi di Veicoli Terrestri (-13,1%), e le ragioni  sono le stesse, accentuate, che riguardano il’assicurazione per responsabilità civile: la crisi economica, il calo dell’occupazione e del reddito disponibile inducono a ridurre tutte le spese ritenute non indispensabili; una tendenza che le Case automobilistiche  cercano di contrastare offrendo esse, nel prezzo di acquisto dell’autovettura, anche le garanzie per incendio, furto ed assistenza.

 

I fattori determinanti del risultato positivo

 

Ma tralasciando i dettagli sull’andamento degli altri comparti dei Rami Elementari, vediamo quali sono i fattori che più hanno concorso all’inversione di tendenza ed al ritorno all’utile.

Abbiamo già accennato all’andamento tecnico nuovamente positivo nella gestione corrente dei Rami Danni, in particolare nei Rami Auto. Va aggiunta una sostanziale tenuta delle riserve sinistri accantonate a fine 2011. L’orizzonte temporale di tre mesi è certamente limitato, ma si tratta di una prima conferma del livello di sufficienza degli accantonamenti eseguiti  per adeguare le riserve sinistri ai prevedibili esborsi.

Abbiamo anche già accennato alla positiva gestione finanziaria  nel settore Vita, che ha permesso di raggiungere risultati positivi malgrado la flessione nella raccolta premi.

Più in generale l’intera gestione finanziaria ha avuto un andamento soddisfacente,  con significativi apporti di plusvalenze nette da realizzo ed un limitato effetto degli “impairment” sugli strumenti finanziari disponibili per la vendita (AFS).

Gli oneri netti relativi a sinistri sono scesi dai 2,6 miliardi del primo trimestre 2011 ai 2,4 circa del primo trimestre di quest’anno. E’ proseguito inoltre il trend in diminuzione delle denunce di sinistri nei Rami Auto: merito della migliore selezione attuata nel portafoglio, ed anche della riduzione del traffico.

Sul fronte dei costi, scese anche le commissioni nette, da 2,7 a 2,1 milioni di euro. E scese anche le spese di gestione da 471 a 424 milioni.

In forte aumento invece il reddito netto degli investimenti, che è passato dai 166,8 milioni del primo semestre dello scoro anno a 238 milioni, mentre dagli strumenti finanziari a “fair value” è venuto al conto economico un ulteriore apporto di oltre 253 milioni, a fronte di una perdita di 37,4 milioni del primo trimestre 2011.

Ed anche computando altri oneri netti per 133 milioni, il saldo segna un avanzo ante imposte di 114,6 milioni, che si confronta con la perdita di 23,6 milioni del primo trimestre  dello scorso anno. Al netto di imposte sul reddito per 43,4 milioni (1,2 milioni nello stesso periodo del 2011) l’utile consolidato, come già specificato, si è cifrato in 73,5 milioni, di cui 60,5 di pertinenza del Gruppo

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