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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 9180 volte 10 settembre 2012

Il Gruppo Finmeccanica recupera redditività: confermati gli obbiettivi per il 2012

Di Arnaldo Vitangeli  •  Inserito in: Bilanci

“I risultati del primo semestre, ed in particolare quelli del secondo trimestre, evidenziano un incoraggiante miglioramento dei principali indicatori ed un recupero di redditività. Segno che il piano di ristrutturazione e di efficientamento sta procedendo nei tempi e nei modi previsti, nonostante un contesto nazionale ed internazionale caratterizzato da una perdurante notevole incertezza. Finmeccanica è fiduciosa di rispettare gli obbiettivi per il 2012 resi noti a marzo. Il 2012 resta tuttavia un anno di delicata transizione nell’ambito di un percorso di rilancio impegnativo e di non breve durata”.

Così il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, ha commentato la relazione semestrale del Gruppo, al termine del Consiglio di amministrazione che l’ha approvata.

Nessun tono trionfalistico, come si vede: un commento asciutto, con accenti anzi che invitano alla prudenza, perché il rilancio di Finmeccanica non è cosa che si possa compiere in pochi mesi, e perché sul bilancio dell’intero 2012 pesa la contrazione dei budget d’investimenti in spese militari e per la sicurezza che grava sui mercati di riferimento del Gruppo (l’Italia, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna), tutti alle prese con restrizioni di bilancio. E sui mercati emergenti, ove si spostano domanda ed offerta, la competizione per  aggiudicarsi le commesse è accanita, con conseguenti pressioni al ribasso sui prezzi.

Ma Orsi, e questo è essenziale, al giro di boa del primo semestre ha sottolineato come restino confermati gli obbiettivi per l’intero 2012, e cioè ricavi tra i 16,9 ed i 17,3 miliardi di euro, con un Ebita di circa 1,1 miliardi ed un free operating cash flow positivo. Obbiettivi che malgrado lo scenario macroeconomico sfavorevole, col prolungarsi e l’aggravarsi del clima recessivo nell’eurozona, appaiono tuttavia ragionevolmente raggiungibili, considerando che i piani di ristrutturazione e di efficientamento del Gruppo, volti al recupero di competitività, procedono secondo i tempi ed i modi  previsti, che i risultati del primo semestre 2012 segnano già alcuni miglioramenti rispetto a quelli dell’analogo periodo dello scorso anno, e che infine essi sono in linea con il budget fissato per questa prima parte dell’anno.

Va ricordato a questo punto che a partire dal bilancio 2011 Finmeccanica è stata sottoposta ad una operazione di drastica pulizia contabile (vedi “La Finanza” di maggio-giugno 2012) che seguendo l’ammonimento di Machiavelli, secondo cui il Principe deve fare “il bene a poco a poco, il male tutto d’una fiata”,ha scelto di non rinviare al futuro, ma di affrontare invece subito tutti i problemi evidenziati da una revisione rigorosa delle condizioni operative delle aziende del Gruppo, della redditività delle commesse, ed adeguando il valore dei rispettivi “goodwill” alle reali prospettive attuali, apportando inoltre le necessarie correzioni strategiche, in modo da salvaguardare l’equilibrio patrimoniale e conseguire adeguati livelli di redditività. Operazione drastica di revisione che ha caricato il bilancio 2011 di un megadisavanzo di  2,3 miliardi di euro.

 

I dati del bilancio semestrale

 

Voltata pagina, già nel primo trimestre 2012 peraltro sono apparsi i primi segnali positivi, con un pur moderato ritorno alla redditività (25 milioni di euro di utile consolidato). Segnali che vengono confermati e rafforzati al termine del semestre. Ordini (pari a 7 miliardi e 678 milioni) e portafoglio ordini (46 miliardi e 60 milioni) segnano infatti lievi incrementi: rispettivamente +1 e +2%. Il portafoglio ordini assicura al Gruppo circa due anni e mezzo di produzione.

I ricavi, pari a 8 miliardi e 27 milioni di euro, segnalano, è vero, una flessione del 5%, ma essi scontano il deconsolidamento del 45% di Ansaldo Energia. A parità di perimetro essi sarebbero stati pari a 8 miliardi e 179 milioni, riucendosi la flessione a circa il 3%. Ma l’Ebita adjusted e l’Ebit, cioè i principali indicatori di redditività, evidenziano invece corposi incrementi percentuali, cioè rispettivamente +4 e +17%.

Il risultato netto di 70 milioni sembra vistosamente inferiore a quello di 456 milioni consuntivato nel primo semestre del 2011. Ma occorre ricordare che quel dato beneficiava della plusvalenza di 443 milioni di euro derivante dalla cessione al First Reserve Corporation (un fondo di “private equity” specializzato in investimenti nel settore energetico) del 45% di Ansaldo Energia. Al netto di tale plusvalenza dunque il risultato netto semestrale passa dai 13 milioni del 2011 ai 70 di quest’anno.

Per un più corretto confronto c’è anche da ricordare che i valori economici ed i dati patrimoniali di Ansaldo Energia sono stati consolidati al 100% sino alla data della cessione,  mentre nel bilancio semestrale 2012 sono consolidati al 55%. Inoltre occorre considerare che  tra il primo semestre 2011 e la prima metà di quest’anno vi è stato un deprezzamento dei valori medi dell’euro sia rispetto al dollaro statunitense (circa l’8%) sia nei confronti della sterlina inglese (circa il 5%), mentre sui valori patrimoniali la variazione puntuale tra il 30 giugno 2011 ed il 30 giugno di quest’anno il deprezzamento dell’euro rispetto a dollaro e sterlina risulta pari grossomodo al 3%. Infine  occorre ricordare che  per Finmeccanica più della metà dell’attività si concentra nel secondo semestre, per cui i dati riguardanti la prima metà dell’anno sono limitatamente rappresentativi.

 

L’andamento dei vari settori d’attività

 

Pur con queste premesse, che rafforzano la valutazione prudente e l’invito al paziente impegno espresso da Orsi, vediamo ora, più in dettaglio, l’andamento dei singoli settori di attività ed i tendenziali progressi nella redditività che alcuni d’essi (in particolare elicotteri aerospazio e sistemi di difesa) hanno conseguito.

Nel settore elicotteristico sono aumentati sensibilmente gli ordini (da 1 miliardo e 247 milioni di euro ad 1 miliardo e 780 milioni); crescono i ricavi da 1 miliardo e 831 milioni a 1 miliardo e 912 milioni, e soprattutto cresce il margine operativo lordo, o meglio l’Ebita Adjusted, che passa dai 188 milioni del primo semestre 2011 ai 219 milioni della prima metà di quest’anno, con un miglioramento dunque del 16%.

L’elettronica per la difesa e per la sicurezza, per le ragioni già dette, è un settore che sta affrontando una notevole contrazione della domanda ed una forte intensificazione della concorrenza; Finmeccanica  contiene la flessione degli ordini (-8%) e del portafoglio (-3%), ma la pur limitata riduzione dei ricavi pesa sull’Ebita, che scende da 181 a 143 milioni di euro.

Il settore aeronautico invece, pur registrando una minima riduzione degli ordini (ma non del portafoglio ordini che sale da 8 miliardi e 565 milioni di euro a quasi 9 miliardi), incrementa lievemente anche i ricavi (+2%) e soprattutto la redditività: l’Ebita adjusted infatti sale del 20% da 41 a 49 milioni. Ed ancor più sale proporzionalmente (da 10 a 30 milioni) l’Ebita dell’industria spaziale, malgrado i ricavi si siano lievemente contratti, da 480 a 462 milioni (-4%).

Bene infine i sistemi di difesa, con un ottimo risultato di nuove commesse (+64% nelle ordinazioni, che salgono da 318 a 522 milioni grazie ad un rilevante contratto per la fornitura di sistemi missilistici alle Forze Aeree Indiane e di veicoli blindati all’Esercito Italiano), una stabilità nel portafoglio ordini (3 miliardi e 629 milioni), un lievissimo incremento dei ricavi, saliti a 564 milioni (+1%) ma un ben più consistente recupero di redditività (Ebita Adj. +10%).

Resta  da dire di Energia e Trasporti.

Per quanto riguarda la prima, i dati, come già detto, non sono confrontabili, a seguito della cessione del 45% di Ansaldo Energia.

Quanto al settore trasporti, esso evidenzia una sostanziale stabilità degli indicatori, con ricavi a 940 milioni ed un Ros però (Return on sales) appena dello 0,9%.

 

La posizione finanziaria e le spese per R&S

 

L’indebitamento finanziario netto del Gruppo al 30 giugno era pari a 4 miliardi e 656 milioni ( di cui 4,4 miliardi a medio-lungo termine), a fronte dei 3 miliardi e 443 milioni al 31 dicembre 2011. Va sottolineato peraltro che l’indebitamento al 30 giugno risente del tipico andamento negativo  del flusso di cassa della prima parte dell’anno. D’altronde per il finanziamento delle proprie attività ordinarie Finmeccanica dispone, oltre ad altre linee di credito, di una “Revolving credit facility” per un importo di 2,4 miliardi, scadente fra tre anni, di cui al 30 giugno scorso aveva utilizzato solo 630 milioni.

Infine da sottolineare come i costi per ricerca e sviluppo, pari nel semestre a 943 milioni, siano aumentati di 61 milioni rispetto alla prima metà dello scorso anno. Evidente riprova di come il Gruppo Finmeccanica non solo non abbia lesinato su questa voce di spesa vitale per la competitività e le prospettive di crescita, ma l’abbia incrementata, facendo leva anche su ricerca e sviluppo per contrastare e superare la congiuntura problematica congiuntura globale.

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Autore: Arnaldo Vitangeli » Articoli 127 | Commenti: 347

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