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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 9026 volte 24 ottobre 2012

Il 99 percento di niente

Di Emanuela Melchiorre  •  Inserito in: Finanza, finanza italiana

Il ministro dell’Economia Vittorio Grilli ha commentato la legge di stabilità con l’affermazione “il 99% dei nostri contribuenti” avrà effetti positivi da tale provvedimento. È dal tempo di Romano Prodi premier, quando affermava nella stessa camera del parlamento che stavamo crescendo a ritmo del 2%, che non si sentiva una rivelazione tanto deflagrante.
Critiche provengono dallo stesso mondo delle istituzioni: l’ISTAT  certifica che ci sono segnali deboli di ripresa dell’economia italiana che potranno essere fortemente minati dalla manovra finanziaria appena varata; la Corte dei Conti per bocca del suo presidente Luigi Giampaolino ha affermato che Irpef e Iva si riveleranno “sfavorevoli per i contribuenti Irpef collocati nelle più basse classi di reddito. È stato poi il turno di Bankitalia tramite Salvatore Rossi, vicedirettore generale, che ha affermato che “compensano parte del drenaggio fiscale dell’ultimo quinquennio e riducono leggermente il cuneo fiscale sul lavoro, ma non arrecano benefici ai contribuenti con redditi inferiori dalla soglia di esenzione dell’imposta”.
L’imposizione fiscale cresciuta notevolmente sotto appena un anno di governo ha già colpito le fasce più deboli della popolazione. In pochi sanno che è stato tassato addirittura l’assegno di accompagno per i disabili, mentre sono state ritoccate al ribasso le pensioni minime. Giova ricordare che per legge sono stati creati nuovi poveri, gli “esodati”, grazie ad un provvedimento affrettato. Un errore tecnico come tecnico era chi lo ha commesso. Al quale occorre fare fronte imponendo un’altra tassa speciale del 3% sui redditi superiori a 150 mila euro, secondo quanto è stato appena stabilito dalla Commissione lavoro della Camera.
Inoltre, non si può dimenticare l’aumento dell’iva già avvenuto quest’anno e che verrà replicato l’anno prossimo a luglio. L’iva è una imposta regressiva, poiché colpisce tutti i consumatori indistintamente e quindi in misura maggiore quelli a maggior propensione al consumo, ossia le famiglie, specie quelle a basso reddito. L’aumento dell’iva, inoltre, comporterà un aumento dell’inflazione di difficile determinazione.
La legge di stabilità che è stata oggetto di tante critiche e che non ha riscosso alcun commento positivo se  non quello dello stesso artefice, dovrebbe essere cambiata fin nella sua stessa denominazione  in legge della instabilità.
Curiosamente però nella giornata di oggi Il Presidente della Repubblica e il Presidente del consiglio hanno dichiarato all’unisono che, quale che sia l’esito delle prossime elezioni politiche, il nuovo governo dovrà continuare nel solco tracciato dalle misure di austerity e tasse di Mario Monti. Credo che, almeno in Italia, sia la prima volta che un governo non eletto dalle urne indichi al governo che gli succederà, auspicabilmente tramite voto democratico, che politica dovrà seguire. Chissà cosa sarebbe successo se Silvio Berlusconi (che bene o male a Palazzo Chigi ci era arrivato vincendole le elezioni), avesse a fine legislatura detto chiaro e tondo che chiunque avesse vinto avrebbe dovuto continuare a applicare le misure del precedente governo.
A questo punto la domanda sorge spontanea, che scopo ha lo spreco di tempo e danaro pubblico necessario per le elezioni?
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Autore: Emanuela Melchiorre » Articoli 71 | Commenti: 344

Emanuela Melchiorre è un’economista e una giornalista che ha collaborato con importanti istituti di ricerca nazionali, con il dipartimento di economia pubblica dell’Università La Sapienza di Roma e con l’Investment Centre della Fao. Scrive regolarmente di economia politica e di politica economica su giornali e su riviste specializzate. ---- Emanuela Melchiorre is an economist and a journalist. She has worked with national research institutes, with the Department of Economics at the University La Sapienza of Rome and the FAO Investment Centre. She writes regularly in newspapers and magazines about Economics and Economic Policy.

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