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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 6517 volte 07 maggio 2012

Gruppo Vittoria Assicurazioni: raccolta premi +14,7% ed utile di 37,2 milioni (+37,6%)

La Compagnia Assicuratrice guidata d Roberto Guarena continua la sua espansione vigorosa ed il rapido incremento della redditività

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

Il modo di fare assicurazione è uno degli elementi che distingue il capitalismo inglese da quello europeo, definito  spesso con nomi diversi: “renano”, “mitteleuropeo”, “alpino”, secondo Michel Albert, che su questo tema una ventina d’anni or sono scrisse un libro: “Capitalismo contro capitalismo”, edito in Italia da “Il Mulino”, divenuto un classico oggi pressoché introvabile.

C’è da aggiungere che di assicurazioni  Albert se ne intendeva, essendo stato, tra l’altro, presidente delle Assurances Générales de France.

Quale la differenza tra i due modelli di capitalismo, in campo assicurativo? I Lloyds inglesi, dice Albert, nascono dalle scommesse sull’arrivo in porto o sulla perdita dei carichi navali; le assicurazioni in Europa nascono invece da esigenze mutualistiche, di copertura dei rischi.

Questa differenza ci è tornata alla mente leggendo il bilancio 2011 di Vittoria Assicurazioni, una Compagnia non grandissima, ma che ha festeggiato lo scorso anno i suoi novant’anni di vita insediandosi nella nuova e prestigiosa sede: un modernissimo grande edificio dalle eleganti linee architettoniche a Milano, in zona Portello. Edificio di sua proprietà, naturalmente. Ed anche questo particolare, un tempo ovvio, specie per una Compagnia Assicuratrice, sembra  quasi anomalo in un periodo in cui molte grandi società si sono vendute patrimonio immobiliare e sede, con la giustificazione capziosa che il loro “core business” non è l’investimento immobiliare.

Ci è tornato alla memoria, dicevamo, il vecchio saggio di Michel Albert, perché se c’è una Compagnia assicuratrice che sembra incarnare perfettamente il “modello europeo” come Albert l’intendeva, questa è proprio la Vittoria Assicurazioni, che l’amministratore delegato Roberto Guarena guida ormai da  18 anni nel segno di una prudenza che mira allo sviluppo, poggiandolo però su solidissime basi.

Vittoria Assicurazione si propone in particolare come assicuratrice delle famiglie e delle piccole e medie imprese. E nell’anno in cui non poche grandi e blasonate società d’assicurazione italiane presentano bilanci disastrosi o debbono prendere in considerazione l’ipotesi di aumenti di capitale per ritrovare margini di solvibilità rassicuranti, essa presenta invece dati ed indicatori di bilancio in robusta crescita e chiude il 2011 con un utile netto a livello consolidato di 37,2 milioni: il 37,6% in più rispetto ad un anno prima.

Quale il segreto di questi brillanti risultati in un “annus horribilis” quale è stato il 2011 per il comparto bancario-assicurativo?

 

La crescita della raccolta

 

La raccolta premi, cresciuta del 14,7% (e del 20,1% nei Rami Danni) è stata certo un elemento propulsivo, e ciò risalta confrontando tali dati con quelli del mercato: la crescita media al 30 settembre 2011 (ultimi dati disponibili) era infatti per i Rami Danni del 2,8; nella RC Auto in particolare la crescita del mercato è stata del 5,6% contro un balzo del 27,5% di Vittoria Assicurazioni. Ed infine nei Rami Vita, ove il mercato accusa una pesante flessione del 18,7%, la Compagnia amministrata da Guarena ha contenuto il calo in un 11,2%.

Accanto alla crescita della raccolta, una strategia d’investimenti basata in misura largamente preponderante su titoli obbligazionari a basso rischio. Su un portafoglio titoli totale di 1 miliardo e 374,4 milioni di euro (al 99,8% “investment grade”) 1 miliardo e 255,5 milioni è costituito da titoli di Stato, di cui oltre un miliardo a tasso fisso.

I titoli obbligazionari di società quotate pesano in portafoglio solo per il 4,3%. Le azioni quotate rappresentano appena lo 0,9% . Derivati non di copertura: zero. Nessuna concessione dunque alla “finanza casinò”.

Naturalmente, accanto alla prudenza negli investimenti, un controllo attento dei costi, ed una oculata valutazione della qualità della raccolta.

 

I risultati del Gruppo

 

Dopo queste premesse, vediamo ora più dettagliatamente i risultati del Gruppo nell’esercizio 2011 (esposti secondo i principi contabili IRFS) e quelli della Capogruppo Vittoria Assicurazioni Spa, redatti invece secondo i principi contabili italiani.

Iniziamo dalla raccolta premi. A livello consolidato essa ha superato i 936 milioni di euro, rispetto agli 816 del 2010 (+14,7%). Un incremento di raccolta dovuto all’operatività della rete di agenzie (cresciuta lo scorso anno da 318 a 344) ed al rafforzamento dell’organizzazione commerciale, in attuazione del piano quinquennale.

Dei 936 milioni di raccolta complessiva, circa 810 milioni riguardano i Rami Danni (+20,1%) e di essi 605,8 milioni i Ram i Auto (+25,4%).

I Rami Elementari con 185,6 milioni di raccolta segnano a loro volta un incremento del 9,2%

I premi del lavoro diretto dei Rami Vita ammontano a 125,7 milioni, con un decremento dell’11,3%, notevolmente inferiore, come già visto, a quello medio di mercato.

Il risultato del segmento assicurativo, al lordo delle imposte, è salito da 45,7 a 58,4 milioni (+27,8%), e detratte le imposte (aumentate anch’esse da 14,6 a 20,4 milioni) nonché voci minori, l’apporto netto del settore assicurativo all’utile di gruppo si cifra in 35,8 milioni di euro: quasi il 30% in più rispetto all’esercizio precedente.

Il settore immobiliare, che nel 2010 aveva concorso per 2,4 milioni all’utile di Gruppo, lo scorso esercizio ha chiuso invece con 2 milioni di perdita: una flessione determinata da un brusco calo delle vendite (-65,1%) ed una conseguente contrazione dei margini sui rogiti stipulati, scesi da 16 a 5,5 milioni.

Ma la flessione del settore immobiliare è stata più che bilanciata dall’apporto del “Private equità” che ha avuto andamento opposto: 2,5 milioni di perdita nel 2010 e quasi 3 milioni di avanzo lo scorso anno.

I costi di struttura rappresentano l’8,9% della raccolta, dato invariato rispetto all’esercizio precedente. Un risultato apprezzabile, considerati i maggiori oneri conseguenti all’attuazione del piano quinquennale, che comporta il rafforzamento anche delle strutture interne, nonché i costi straordinari del trasferimento nella nuova sede sociale della Capogruppo.

Tirando le somme, l’utile netto di Gruppo, come già accennato, si è cifrato in 37,2 milioni, rispetto ai 27 dell’esercizio prece dente (+37,6).

 

Il bilancio della Capogruppo

 

Resta da dire del bilancio della Capogruppo, Vittoria Assicurazioni Spa, che è di gran lunga la componente fondamentale del bilancio consolidato. Essa chiude infatti l’esercizio con un avanzo di 35,3 milioni: il 20,8% in più rispetto ai 29,3 del 2010.

Ha concorso a tale risultato la significativa crescita del risultato tecnico dei Rami Danni, passato da 19,8 a 27,1 milioni. Il saldo tecnico dei Rami Vita è passato invece da 6,4 a 4,5 milioni: una flessione cui ha concorso la svalutazione per 4 milioni dei titoli del debito pubblico greco.

Gli investimenti complessivi ammontano a un  miliardo e 808,9 milioni di euro e si sono incrementati dell’8,1% rispetto al 31 dicembre 2010. I proventi degli investimenti con rischio a carico della società si cifrano in 48,6 milioni.

Il patrimonio netto della Capogruppo è cresciuto dell’8,1% ed ammonta a 318,7 milioni.

Ma gli amministratori guardano a traguardi sempre più ambiziosi: l’obbiettivo che essi prevedono di raggiungere quest’anno è un ulteriore balzo dell’utile di Gruppo, che dai 37 milioni  di euro del 2011 (27  milioni l’annoi prima) dovrebbe salire quest’anno a 47 milioni di euro.

Opportunamente prudente la politica di “pay-out”, volta a sostenere lo sviluppo della Compagnia e l’incremento della sua quota di mercato, senza però deludere l’azionariato. Detratta dall’utile  la riserva legale, 23 milioni di euro saranno accantonati a riserva disponibile, distribuendo agli azionisti un dividendo di 0,17 euro per azione, invariato rispetto al 2010.

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Autore: Redazione » Articoli 667 | Commenti: 159

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