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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 8817 volte 13 settembre 2012

Gruppo Atlantia: amplia il perimetro incrementa l’utile

Il bilancio consolidato al 30 giugno scorso chiude con un avanzo netto di 489,4 milioni (+11,2%)

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

Il Gruppo Atlantia, malgrado la significativa diminuzione del traffico autostradale sulle rete italiana,  aumenta notevolmente l’utile semestrale: dai 440,1 milioni di euro del primo semestre 2011 ne ha consuntivati infatti 489,4 nella prima metà di quest’anno.

Va sottolineato però che il perimetro di consolidamento al 30 giugno scorso era sensibilmente diverso da quello di un anno prima. Essendo le variazioni molteplici e complesso, le ricapitoliamo brevemente.

 

Le acquisizioni in Sud America

 

Atlantia deteneva già una quota pari al 45,756 del capitale di Autostrade Sud America e le società cilene da questa controllate, congiuntamente ad Autostrade per l’Italia.  A febbraio ha sottoscritto un accordo per  l’acquisto dell’intero pacchetto, e l’operazione è stata chiusa il 28 giugno, ma in virtù dei patti parasociali in vigore tra gli ex soci, la partecipazione, al 30 giugno detenuta al 100%, è stata consolidata a partire dal primo aprile di quest’anno.

E’ stato inoltre perfezionato un accordo con Canada Pension Plan Investment Board, primario fondo pensione canadese, per la cessione del 49,99% del capitale di Grupo Costanera, interamente detenuta da Autostrade Sud America (a sua volta interamente detenuta ora da Atlantia). La cessione è subordinata al nulla osta delle autorità competenti ed al consenso delle banche finanziatrici. Atlantia comunque, col 50,01% del capitale, continuerà a mantenere il controllo del Grupo Costanera.

C’è da aggiungere che, in seguito ad accordi col Gruppo Bertin, sono state conferite al Gruppo Atlantia la holding Atlantia Bertin Concessòes ed alcune società concessionarie di autostrade a pedaggio in Brasile. A seguito di tali conferimenti al 30 giugno scorso Atlantia deteneva il 50% più un’azione della società, su cui esercita il controllo e la “governance” in base agli accordi di partnership, per cui anche queste società sono ora consolidate.

Inoltre il bilancio consolidato 2012  comprende i risultati economici e la situazione finanziaria e patrimoniale (rideterminata al 31 dicembre) della concessionaria autostradale brasiliana Triangulo do Sol, che non figuravano nella semestrale 2011 essendo stata consolidata a partire dal 1° luglio di quell’anno.

C’è infine da tener presente che da febbraio di quest’anno la Sias detiene un diritto di opzione “call” esercitabile non oltre il 30 settembre sulla quota (99,98%) detenuta da Atlantia sull’Autostrada Torino-Savona. Il contributo del primo semestre 2012 al bilancio semestrale del Gruppo figura perciò alla voce “Proventi ed oneri netti di attività operative cessate”, in conformità ai principi contabili IRFS. Nel confronto tra i due semestri tale voce per il 2011 include sia i risultati economici di Strada dei Parchi e di Società Autostrada Tirrenica, società ambedue uscite dal perimetro nel corso del 2011, sia la plusvalenza conseguente alla  cessione di Autostrada dei Parchi.

 

I risultati economici

 

Fatte queste premesse, vediamo quali sono stati i risultati economici del Gruppo Atlantia nella prima metà di quest’anno; risultati che più che nel confronto con quelli dell’analogo periodo dell’anno scorso, valgono per sé stessi, evidenziando, pur in questa congiuntura in molti Paesi problematica, una solida capacità reddituale.

I ricavi da pedaggio infatti assommano ad un miliardo e 562,9 milioni di euro, in crescita dell’1,6% rispetto a quelli del primo semestre dello scorso anno. E ciò malgrado la contrazione di circa il 6,5% del traffico sulla rete italiana, con una riduzione degli incassi di oltre 85 milioni di euro,  per meno della metà compensata dall’adeguamento delle tariffe (+3,5%) decorrente dal primo gennaio.

Il consolidamento di Triangulo do Sol e delle società cilene, pur decorrente dal primo aprile, ha permesso di recuperare pienamente la riduzione degli incassi da pedaggio su Autostrade per l’Italia, ed anzi di segnare un ulteriore incremento complessivo di circa 24 milioni di euro. Più in generale si va confermando vincente la strategia di accompagnare, accanto alle concessioni italiane, concessioni in un’area, come il Sud America, che include Paesi emergenti il cui rapido sviluppo bilancia il clima recessivo che caratterizza oggi l’economia italiana.

I ricavi di lavori su ordinazione, pari a 25,1 milioni, diminuiscono di 3,7 milioni rispetto alla prima metà dello scorso anno a seguito dei minori lavori eseguiti verso terzi dalla controllata Pavimental.

Gli altri ricavi operativi invece sono cresciuti dai 276,5 milioni del primo semestre 2011 a 294,6 milioni, quale risultato dell’incremento o della diminuzione dell’apporto di varie voci. Sono aumentati (+2,7 milioni) i ricavi commerciali derivanti dai sistemi automatici di pagamento per l’aumento dei clienti Telepass (circa 290 mila nuovi apparati); sono diminuite (-7,6 milioni di euro) le royalty dalle aree di servizio; sono aumentati di 15,6 milioni altri ricavi, essenzialmente da Autostrade per l’Italia, in particolare per maggiori proventi da autoproduzione di energia elettrica e da  Autostrade Tech per maggiori ricavi da forniture di impianti di pedaggiamento; infine maggiori ricavi per complessivi 7,4 milioni derivano dai consolidamenti di Triangulo do Dol e delle società cilene.

Tirando le somme, i ricavi complessivi ammontano ad un miliardo e 882,6 milioni: il 2,1% in più rispetto al miliardo e 844,1 milioni consuntivati nella prima metà dello scorso anno.

I costi operativi netti assommano a loro volta a 763 milioni di euro: 41,1 milioni in più rispetto alla prima metà dello scorso anno. A parità di perimetro operativo peraltro i costi operativi si incrementano solo di 8,3 milioni (+1,1%). La voce dei costi operativi netti assomma i costi gestionali esterni (265 milioni, +13%); gli oneri concessori (205,7 milioni, -6%, conseguente alla riduzione del traffico); il costo del lavoro (338,6 milioni, +8,8%) ed il costo del lavoro capitalizzato (46,3 milioni, +8,2%).

Il margine operativo lordo (Ebitda), si cifra così in un miliardo e 119,6 milioni, sostanzialmente in linea con il miliardo e 122,2 milioni realizzato nel primo semestre dello scorso anno. A parità di perimetro di consolidamento, il margine operativo lordo segna però una riduzione di 74,3 milioni, essenzialmente a seguito del calo degli incassi da pedaggio della rete autostradale italiana.

Il risultato operativo (Ebit) di 800,2 milioni (79,5 milioni in meno rispetto alla prima metà del 2011) sconta in sostanza i maggiori ammortamenti ed accantonamenti (complessivamente 321,4 milioni; 76,9 milioni in  più rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso).

Gli oneri finanziari però, al netto dei proventi, sono scesi da 282,1 a 99 milioni di neuro, grazie soprattutto al provento  (171,1 milioni di euro) conseguente alla valutazione al fair value della quota del 45,765% precedentemente detenuta in Autostrade Sud America, ora controllata al 100%.

Aggiungendo gli oneri finanziari da attualizzazione di fondi per accantonamenti e per impegni da convenzioni (72,9 milioni di euro), gli oneri finanziari capitalizzati (22,8 milioni) e la quota  di utile da partecipazioni contabilizzate col metodo del patrimonio netto (1,4 milioni), il risultato ante imposte si cifra in 652,5 milioni: 117,7 in più rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. E poiché il carico fiscale del primo semestre 2012 (170,2 milioni) è inferiore di 32,6 milioni a quello della prima metà dell’anno scorso, il risultato delle attività operative sale a 482,3 milioni, a fronte dei 332 del primo semestre 2011.

Nella prima metà dell’anno scorso però proventi netti di attività operative cessate avevano determinato un apporto di 108,1 milioni, a fronte dei soli 7,1 del primo semestre 2012, per cui l’utile del periodo risulta di  489,4 rispetto ai 440,1 al 30 giugno 2011.

A parità di perimetro di consolidamento l’utile sarebbe stato di 294,2 milioni, in flessione dell’8,5%. Ulteriore riprova  della validità della strategia d’espansione nel Sud America adottata dal Gruppo di cui Giovanni Castellucci è amministratore delegato.

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Autore: Redazione » Articoli 663 | Commenti: 290

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