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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 22322 volte 19 aprile 2012

GLOBALIZZAZIONE SCIENTIFICAMENTE INFONDATA

Di Redazione  •  Inserito in: Libri de La Finanza

Come tutti i fenomeni che ci circondano, la globalizzazione rimanda a una precisa base teorica. E ciò che i più ignorano, ancorchè implicati fortemente nella realtà e nelle dinamiche travolgenti del fenomeno stesso, è che un teorema elaborato dall’economista Ricardo nella prima parte del XIX secolo è alla base della sua giustificazione e della sua positiva valutazione da parte di economisti e politici di ogni dove e orientamento.

Il libro del Prof. Vittorangelo Otati, della cui collaborazione”la Finanza”  si onora ormai da anni, ha una tale valenza scientifica innovatrice da avere indotto  la prestigiosa Rivista internazionale INTERNATIONAL JOURNAL OF APLLIED ECONOMICS AND ECONOMETRICS fondata dal nobel Jan Timbergen, con cinque Premi Nobel nel suo Comitato Scientifico, tra i quali il celebre Paul Samuelson a pubblicarne la prima edizione in lingua inglese.

Orati assume che Ricardo e i suoi attuali epigoni siano da classificare come appartenenti a una non più sostenibile fase “tolemaica” della scienza economica, della quale propone le nuove basi “copernicane”.

Rigoroso per resistere agli “strali dei retrivi economisti di regime”, brillante fino allo scintillio della piana critica  a volte intrisa di humor amaro, il libro di Orati non manca di evidenziare come anche dinnanzi a un fenomeno tanto imponente e dalle tragiche conseguenze per il mondo del lavoro nei paesi che egli chiama “in via di sottosviluppo” (definizione che egli applica anche all’Italia ormai da molti anni, quando, prima della crisi del 2008 in pochi denunciavano gli effetti fortemente recessivi del modello economico acriticamente adottato in Occidente) emergano senza possibili scusanti “gli errori di una falsa sinistra succube e appiattita nella “cultura di un capitalismo ormai putrescente”.

 ”Sinistra” incapace di andare al dilà di una  equivocata e superficialmente fideistica tradizione filoliberoscambista risalente a Marx. Inoltre il libro di Orati, sin dalla prima edizione, si libera in poche righe della “risibile lillipuziana genia dei piccoli List , che da sempre hanno fatto da moderatori, senza uno straccio di teoria, al libero scambio, proponendo il ricorso a più o meno ampie pratiche protezionistiche”.  

(a tale proposito la Finanza riporta il testo del Prof. Orati su sinistra e libero scambio)

Si tratta, per il nostro autore, di casi ascrivibili alla più generale “sindrome del Barone di Munchausen” che caduto in uno stagno riteneva di verne fuori tirandosi su per il codino. Che, nel caso, si traduce nel cercare una cura alla globalizzazione rimanendo all’interno della sua stessa logica.

In italia, solo al difuori dell’ormai oscurantista ambiente accademico, la stampa indipendente ha ravvisato nelle tesi di Globalizzazione scientificamente infondata la voce di uno dei teorici dei “figli arrabbiati dell’Occidente” (la Repubblica) e nell’autore di quelle tesi gli stigmi di un Marcuse del ventunesimo secolo (Il caffè letterario).

Autore che viene recensito come “l’economista che su basi rigorosamente scientifiche ha demolito tutti gli idola fori del pensiero unico liberista” (Finanza Italiana) e le cui ragioni aprono “un vero baratro ai piedi della teoria economica” (Il Ponte).

 

 

Ho letto la parte nuova del libro di Orati e confermo con più forza lo stesso giudizio espresso in precedenza. Il saggio del Professor Orati rappresenta una sfida: distrugge l’intero apparato neoclassico della teoria del commercio internazionale e i suoi legami con la macroeconomia, conferendo a tale teoria una dimensione dinamica.  Acutamente critico verso il dominio del pensiero economico inesorabilmente lontano dalla realtà, il contributo di Orati tiene conto anche di Schumpeter, Keynes e Sraffa nell’analisi delle economie aperte e affronta problemi fin qui irrisolti. Io spero che venga ascoltato.

Klark W. Reynolds, Professore Emerito di Economia – Stanford University

 

Orati, uno dei più rispettati economisti e studioso di Shumpeter, applica la sua solida preparazione in teoria economica a uno dei più controversi e avvincenti problemi: la globalizzazione. Individuando le difficoltà associate con la mancanza di un chiaro “modello dinamico” a sostegno della teoria classica e neoclassica del commercio internazionae, il Professor Orati spinge l’anatomia del paradigma ortodosso sino a pervenire a conclusioni fortemente critiche. Questo libro costituisce probabilmente uno dei più ambiziosi e rigorosi tentativi per fare a pezzi le politiche patrocinate del “Washington Consensus”.

Michael G. Plummer, Professore di International Economics – Johns Hopkins University, Sais – Bologna

 

Il libro di Orati sfida tutti noi studiosi a guardare con occhi nuovi gli effetti della globalizzazione. Nel suo tour de force intellettuale l’autore dimostra che le interpretazioni ortodosse di Ricardo, Keynes e Schumpeter sono scientificamente infondate. Molti dei lettori potranno non essere d’accordo, ma saranno sollecitati da ciò che Orati afferma. Questo libro porta a ripensare molti degli argomenti utilizzati a favore della globalizzazione

Chung H. Lee, Professore di Economia – Hawaii University

 

La nuova e arricchita edizione del suo precedente libro, da parte di Orati, fornisce una diretta e originale discussione di selezionati argomenti della teoria economica simultaneamente collegati ad antichissimi e contemporanei assillanti pensieri. Una presentazione di grande e originale interesse per tutti, studiosi e studenti.

Gilbert Abraham – Frois, Professore Emerito di Economia – University Paris X – Nanterre

 

 

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