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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 7192 volte 05 settembre 2012

E coltivando alghe anche il cementificio diventa “verde”

Di Redazione  •  Inserito in: Flash, Notizie dalle Società

 La produzione di cemento, com’è noto, è “energivora”. E bruciare combustibili, quali che essi siano, comporta l’emissione in atmosfera di CO2, che oggi è l’imputato principale del cosiddetto “effetto serra”, e del conseguente riscaldamento climatico.

Il Gruppo Italcementi è da tempo impegnato in azioni volte a ridurre al minimo l’impatto ambientale dei suoi impianti, abbassando quanto più possibile le emissioni inquinanti, col ricorso alle più moderne tecnologie. Ma l’esperimento che sta conducendo in Francia, nel suo cementificio di Gargenville, presenta aspetti di assoluta originalità, e promette risultati molteplici.

L’idea base è quella di “riciclare” l’anidride carbonica che si forma nel processo di produzione del clinker, utilizzandola per la coltivazione di monoalghe, utilizzando la biomassa che si forma per la produzione di biocarburante, che può essere poi utilizzato tra l’altro per le esigenze energetiche della cementeria.

Le monoalghe a Gargenville sono coltivate in un “fotobioreattore” costituito in pratica da due tubi di vetro. Come tutte le piante, anche le alghe per svilupparsi hanno bisogno di anidride carbonica, di luce e di acqua. Più le microalghe divorano anidride carbonica, più crescono. Nei due tubi di vetro dell’impianto, illuminati da una luce artificiale ad una temperatura costante di 25 gradi, si mira appunto a raggiungere il migliore equilibrio tra anidride carbonica, luce ed acqua.

La seconda fase di questo progetto pilota consisterà  nel verificare se l’anidride carbonica prodotta dalla cementeria ha un impatto sulla produzione delle monoalghe e sulla qualità della biomassa che esse formano.

Abbiamo accennato ai possibili usi molteplici di questa biomassa: essa può essere bruciata come combustibile nei forni del cementificio; può essere utilizzata per la produzione di biocarburanti o per la produzione di antiossidanti, di lipidi e di proteine.

In definitiva: un aspetto negativo, quale l’emissione nell’atmosfera di anidride carbonica, potrebbe risolversi in un vantaggio e nella fonte di nuove utilissime produzioni.

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