Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 9754 volte 24 ottobre 2012

Bilancio delle Poste: l’America siamo noi

Di Redazione  •  Inserito in: Flash, Notizie dalle Società

E’  passata quasi inosservata in Italia la notizia che le Poste degli Stati Uniti stanno rischiando di affondare sotto una montagna di debiti. Lo US Postal Service infatti ha raggiunto nei giorni scorsi il tetto massimo di indebitamento di 15 miliardi di dollari stabilito dal Tesoro dopo ché, circa quattro mesi fa, aveva chiesto ulteriori prestiti per 2,4 miliardi.

D’altronde è lo stesso bilancio degli Stati Uniti che sta raggiungendo nuovamente il tetto massimo di disavanzo previsto dalla legge, e passata la battaglia elettorale per la presidenza, l’inquilino che si troverà alla Casa Bianca  tra le tante grane che si troverà sulla scrivania, avrà anche questa.

Ma torniamo all’US Postal Service, Agenzia indipendente, che quindi non può ricevere fondi direttamente dal governo, ma deve chiederli al Tesoro, e non a banche private. Ed al Tesoro le Poste americane hanno attinto in modo massiccio in questi ultimi anni, per fronteggiare da un lato il calo dei volumi di posta, comune un po’ a tutti i Paesi, dall’altro l’aumento delle spese, conseguenti anche  alle regole più stringenti dei piani di pensionamento dei dipendenti.

Ma malgrado le forti iniezioni di credito del Tesoro al momento l’US Postal Service  ha una liquidità talmente ridotta che, andando avanti, diventa problematico anche lo stesso pagamento degli stipendi ai dipendenti. Se non intervengono fatti nuovi,  tra aprile e settembre 2013 potrebbe sopraggiungere il tracollo finanziario.

“Senza l’approvazione di  una legge nell’ambito di un piano industriale volto a riportare lo US Postal Service ad una condizione di stabilità finanziaria – ha sottolineato il suo portavoce  David Partenheimer- la liquidità rimane a livelli bassissimi”. Ma è poco probabile che una tale legge possa essere varata prima delle elezioni presidenziali del prossimo novembre, per cui ogni decisione slitterà con tutta probabilità all’anno prossimo.

Nel solo secondo trimestre di quest’anno l’US Postal Service ha cumulato perdite per 5,2 miliardi di dollari.

Confrontando quel bilancio con quello di Poste Italiane, vien da dire che l’America siamo noi. Poste Italiane infatti ha chiuso  il bilancio 2011 con un avanzo netto di 846 milioni, ed è il decimo anno ormai che  evidenzia risultati positivi (nel 2010  l’utile netto aveva superato di poco il miliardo di euro).

Ma non si tratta solo di utili di bilancio, che pure sono cosa essenziale. Abbiamo già pubblicato lo scorso marzo la notizia  dell’attribuzione a Poste Italiane da parte
della prestigiosa Rivista statunitense “Fortune”  del quarto posto  nella graduatoria mondiale tra le società più ammirate della sua categoria (World’s most admired Companies” per  prestigio internazionale, capacità innovativa ed uso delle best practices nei diversi settori  di attività. (vedi www.lafinanzasulweb.it: “Altro che carrozzone pubblico: Poste Italiane brilla su Fortune).

Ora il bilancio 2011 conferma che il Gruppo guidato da  Massimo Sarmi si pone per redditività di gran lunga al primo posto nel mondo, consolidando, malgrado la crisi globale, il suo trend di crescita che dura ormai da un decennio (per inciso: Massimo Sarmi è a.d di Poste Italiane esattamente dal 2002).

Il segreto di questi successi è  anche  nella molteplicità dei servizi finanziari offerti da Poste Italiane,  grazie ai quali ha conquistato crescenti quote del mercato italiano.

Qualche esempio? Grazie alla carta prepagata Postepay (oltre 8,2 milioni) Poste Italiane ha conquistato la leadership assoluta nel settore degli strumenti di pagamento.

Più in generale i servizi finanziari delle poste segnano anche nel 2011 una performance positiva  (+1,2%, con i conti correnti in crescita dell’8,6% a 2,8 miliardi) compensando ampiamente  i ricavi dei servizi postali, che a seguito della flessione del volume di posta (comune un po’ a tutti i Paesi a causa della crisi economica globale)  sono diminuiti del 5%.

Infine nei servii assicurativi, malgrado la contrazione del mercato  Posta Vita ha superato i 9,5 miliardi di euro di premi emessi, consolidando, ed anzi migliorando lievemente, il livello raggiunto nel 2010., mentre la quota di mercato sale  nettamente  dal 10,8 al 12,8%,  conquistando il primo posto nella graduatoria dell’Ania per imprese singole ed il terzo per gruppi assicurativi.

Posta Assicura, attiva da aprile  2010 nel settore danni, a sua volta ha concluso 268 mila nuovi contratti, con una raccolta premi di 42,8 milioni (24,7 milioni nei nove mesi di attività del 200).

Completa il quadro Patrimonio Banco Posta, cotituito a maggio dello scorso anno, che in sette mesi di attività ha  contribuito  con 256 milioni all’utile netto del Gruppo.

ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 667 | Commenti: 159

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: