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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 14499 volte 25 luglio 2012

Autostrade Meridionali: la flessione del traffico riduce l’utile netto

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

L’esercizio 2011, anche grazie ad imposte anticipate, chiude con un avanzo di quattro milioni di euro

 

Autostrade Meridionali  è la società, controllata da Autostrade per l’Italia, che gestisce la Napoli-Pompei- Salerno, uno dei tratti autostradali “storici” della rete italiana: la sua costruzione risale infatti al 1928. Tra  quindici anni circa celebrerà dunque il suo secolo di vita.

Naturalmente in questi anni  l’autostrada ha subito tutta una serie di radicali ammodernamenti, in parte tuttora in corso, che hanno riguardato e riguardano sia la sede stradale (in varie tratte ora a tre corsie) che le infrastrutture ad essa connesse ( svincoli, viadotti, barriere d’ingresso e di esazione, sistemi di sicurezza, ecc).

Attualmente essa presenta le seguenti caratteristiche: si sviluppa lungo 51,6 chilometri, lungo i quali si incontrano 4 gallerie, lunghe complessivamente quasi 2 chilometri; 15 viadotti, per complessivi 5,7 chilometri, 13 stazioni d’ingresso, 16 svincoli e 2 barriere d’esazione.

Già questi dati fanno facilmente intendere la “densità” della infrastruttura, malgrado il tratto apparentemente breve. In realtà la Napoli-Pompei Salerno è una infrastruttura fondamentale per il traffico automobilistico ed il trasporto merci nelle province di Napoli e Salerno: una delle zone più densamente popolate della nostra Penisola, e delle più scarsamente dotate di  strutture viarie alternative. Basti pensare che il traffico medio giornaliero dell’autostrada sfiora i 150 mila veicoli, costituito prevalentemente dal traffico pendolare di viaggiatori e merci.

Date queste sue caratteristiche, l’autostrada Napoli-Pompei-Salerno, pur nella brevità della sua tratta, è anche un buon rilevatore della tendenza del traffico, sia di persone che di merci, e quindi, indirettamente, della congiuntura economica nell’area che essa serve.

Ebbene: sotto questo aspetto il bilancio 2011 di Autostrade Meridionali evidenzia un decremento del traffico pari al 3,67% rispetto all’anno precedente, con una flessione dei veicoli pesanti (-5,60%)  nettamente superiore a quella dei veicoli leggeri (-3,48%). Dati – quelli del traffico merci in particolare – che confermano il clima recessivo che caratterizza ormai l’economia italiana, e che è ancora più evidente nelle zone economicamente più deboli.

In questo scenario tutt’altro che favorevole, Autostrade Meridionali ha chiuso il bilancio 2011 con un risultato operativo di quasi 16 milioni, che si confronta peraltro con quello di 24,2 milioni di un anno prima.

La flessione del traffico dunque si è fatta sentire sul conto economico, sommandosi anche ad altre voci negative e ad oneri connessi alla scadenza, alla fine di quest’anno, della concessione, che dovrà essere riassegnata per mezzo di una gara.

 

Il conto economico

 

L’avanzo netto si è ridotto, perciò, a 4 milioni di euro, a fronte degli 11,3 milioni dell’esercizio 2010. Ma ecco in dettaglio i dati del conto economico. I ricavi totali del 2011 ammontano a 91,1 milioni, contro gli 89,5 dell’esercizio precedente. I ricavi netti da pedaggio assommano a loro volta a 86,1 milioni, con un incremento di 1,2 milioni rispetto agli 84,9 milioni di un anno prima.

L’apparente incongruenza tra riduzione del traffico ed aumento, pur lieve (+1,47%), dei ricavi da pedaggio è essenzialmente effetto della Convenzione Unica, che prevede l’eliminazione dell’obbligo di accantonamento della quota annuo ed il rilascio di una parte dei fondi preventivamente accantonati al 31 dicembre 2008. Ciò ha comportato maggiori ricavi per 3,2 milioni di euro, in  parte erosi poi sia dal decremento del traffico che dalla variazione tariffaria negativa disposta per il 2011 per alcune categorie di autoveicoli.

In lieve aumento gli “altri ricavi operativi”, (cioè essenzialmente i ricavi da royalties a carico dei gestori delle aree di servizio), passati da 4,6  milioni di euro del 2010 a 4,9 milioni di euro.

 

I costi ed il “mol”

 

A fronte di un aumento dei ricavi, cifratosi come abbiamo già visto in 1,5 milioni di euro, l’aumento dei costi è stato di 6,6 milioni, per oltre metà a seguito dell’incremento degli oneri concessori. In totale i costi sono saliti da 47,7 a 54,4 milioni. Più in dettaglio i costi esterni gestionali sono passati da 17 a 19,4 milioni di euro: un incremento derivante dalle maggiori opere di manutenzione, volte alla riconsegna dell’infrastruttura all’Anas in buono stato di conservazione, come obbliga la Convenzione Unica, che scade, come già accennato, il 31 dicembre prossimo. Gli oneri concessori sono aumentati a loro volta da 7,2 a quasi 11 milioni, a seguito del cosiddetto “sovrapprezzo tariffario” di competenza dell’Anas che è scattato il 1° gennaio 2011  ma non si è tradotto in incrementi tariffari a vantaggio di Autostrade Meridionali. il costo  netto del lavoro infine, malgradol lieve riduzione dell’organico, si è lievemente incrementato, da 23,4 a 24,1 milioni in parte per aumento del costo medio unitario, ed in parte per incentivi all’esodo.

Tirando le somme, il margine operativo lordo (ebitda) è sceso di cinque milioni di euro: da 41,7 a 36,7 milioni.

Ammortamenti, svalutazioni e ripristini di valore si sono mantenuti sostanzialmente allo stesso livello del 2010: 14,7 milioni a fronte dei 14,5 dell’esercizio precedente. Ma una ulteriore limatura al risultato finale è venuta dagli accantonamenti e dagli altri stanziamenti rettificativi, raddoppiati dai 3 milioni di euro del 2010 agli oltre 6 milioni dell’esercizio 2011.  Ciò in  relazione ad alcune vertenze e contenziosi in atto, in considerazione della scadenza della concessione, che hanno determinato accantonamenti per  circa 12 milioni di euro, compensati per la metà dall’utilizzo netto del “Fondo di ripristino e sostituzione dei beni devolvibili”, viste le attività di manutenzione sostenute nell’esercizio.

Ai cinque milioni di differenza negativa del “mol” si aggiungono dunque altri tre milioni di maggiori stanziamenti rettificativi, che pesano sul risultato operativo, che sfiora i 16 milioni, dai 24,2 dell’esercizio precedente (-33,9%).

 

Gli oneri finanziari ed il risultato netto

 

 Anche il saldo negativo tra proventi ed oneri finanziari, al lordo delle capitalizzazioni, è aumentato a 6,3 milioni, dai quasi 4 milioni dell’esercizio 2010. Un incremento  derivante dal finanziamento di 140 milioni di euro, sottoscritto con la controllante Autostrade per l’Italia, ed utilizzato per la realizzazione di investimenti.

Il risultato delle attività operative in funzionamento, prima delle imposte, si cifra così in 8,2 milioni, a fronte dei 18,9 dell’esercizio precedente.

Le imposte correnti sono aumentate da 7,6 ad 8,6 milioni, ma 4,3 milioni di imposte anticipate (solo 80.000 euro nel 2010) riducono il carico fiscale a 4,2 milioni, cosicché ne risulta un l’utile dell’esercizio di 4 milioni, contro gli 11,3 del 2010.

La posizione finanziaria netta complessiva, incluse le attività finanziarie non correnti, al 31 dicembre scorso presentava un saldo positivo di 157,6 milioni.

 

Gli investimenti e la sinistralità

 

Qualche cenno infine agli investimenti effettuati, alla sicurezza del traffico, all’automazione. Sono proseguiti nel 2011 i lavori per l’ampliamento a tre corsie di varie tratte e per il rifacimento degli svincoli di Torre Annunziata e di Pompei nonché per il nuovo svincolo di Ponticelli. Nel corso del 2011 sono stati realizzati investimenti per  poco meno di 42 milioni; gli investimenti finora realizzati per i nuovi lavori ammontano complessivamente a 454,4 milioni.

Sono continuate anche  le opere volte a fluidificare il traffico e ad aumentarne la sicurezza, potenziando anche le strutture di controllo e monitoraggio.  Grazie anche a queste  misure il numero totale dei sinistri, dei feriti e dei deceduti risulta in flessione. 

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Autore: Redazione » Articoli 676 | Commenti: 311

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