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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 11949 volte 28 maggio 2012

Atlantia: una serie di primati mondiali (e migliorano tutti i dati di bilancio)

Malgrado la riduzione del traffico cominci a pesare, l’utile sfiora gli 840 milioni di euro (+19,8%)

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

autostrade per l'italia

Cinquemila chilometri di autostrade a pedaggio  distribuite su tre continenti: la vecchia Società Autostrade dell’Iri, dopo la privatizzazione, non ha solo cambiato nome, divenendo Atlantia, ma anche dimensioni ed orizzonte, diventando un Gruppo globale, che ha ancora in Italia le sue radici ed il suo  asset di gran lunga più importante, con la controllata Autostrade per l’Italia, ma che si è ampliato con società operative dalla Polonia al Brasile, dal Cile all’India. E sta macinando una serie di primati mondiali. Non se ne parla molto, ed è un peccato. In primo luogo perché  quei primati  trasmettono l’immagine di un’Italia ben diversa  dagli stereotipi  usuali di un Paese in irrefrenabile decadenza, e quasi sull’orlo del baratro, ed in secondo luogo perché quella di Autostrade si conferma come una privatizzazione di successo. E per la verità non se ne contano molte.

 Una lunga  serie di primati mondiali

 Ma vediamoli brevemente questi primati.  Con 1,6 miliardi di euro di investimenti annui e con 21 miliardi di euro di investimenti in corso, Atlantia è il maggiore investitore europeo ed ha  in atto nel suo settore  il più importante piano privato di investimenti del mondo. Sorreggono questo piano di sviluppo una serie di primati tecnologici: Atlantia è il primo operatore al mondo nell’esazione dinamica: ha realizzato poi nel 2004 in Austria il primo sistema al mondo di pedaggio “free flow”, cioè senza barriere su oltre 2.000 chilometri di autostrade; nel 2005 ha implementato con “Tutor” il primo sistema al mondo per il controllo della velocità media, aggiudicandosi quindi nel 2011 in Francia la gara per il pedaggiamento satellitare dei mezzi pesanti su una rete di 15.000 chilometri.  Realizzazioni e tecnologie che fanno di Atlantia il leader mondiale nelle soluzioni avanzate per la sicurezza e la fluidità del traffico sulle autostrade. Poi ci sono i primati nella realizzazione dei lavori. Nel 2007, alle porte di Roma, per la prima volta al mondo ha messo in atto sulla A1, nella Galleria di Nazzano, un suo brevetto per l’allargamento a tre corsie della galleria senza interromperne il traffico; sempre sulla A1 nelle gallerie della Variante di Valico tra Bologna e Firenze è in funzione la più grande fresa al mondo, dal diametro di oltre 15 metri.Va detto, ad onor del vero, che  questa tradizione di primati affonda le sue radici in un passato anche lontano: è addirittura del 1924 la realizzazione della prima autostrada a pedaggio del mondo, la Milano-Varese, poi confluita nel Gruppo nel 1962: è del 1963, da parte della Società Autostrade, allora nel Gruppo Iri, l’emissione del primo eurobond nella storia del mercato dei capitali, alla vigilia della conclusione della grande dorsale autostradale Milano-Napoli: 800 chilometri di autostrada realizzati  in sei anni: Ed è del 1990 l’istallazione del Telepass: il primo strumento di esazione dinamica del mondo.

 I risultati economici del 2011

Ma vediamo ora i risultati economici di questo gruppo, che oggi, come già detto, gestisce  cinquemila chilometri di autostrade a pedaggio su tre continenti, ed ha più di cinque milioni di clienti al giorno. Ad una prima occhiata al prospetto dei principali dati economico-finanziari del bilancio consolidato 2011, tutte le voci appaiono in progresso tranne una: quella dell’indebitamento finanziario netto, che è diminuito. Naturalmente ad un esame più approfondito la situazione appare più variegata.

Anzitutto il perimetro di consolidamento al 31 dicembre scorso era diverso da quello di un anno prima. A partire dal primo luglio 2011 è stata infatti inserita nel consolidato l’autostrada brasiliana Triangulo do Sol di cui Atlantia deteneva già il 50%, ed ha acquisito poi  ulteriori 20 e 10% rispettivamente nel terzo e nel quarto trimestre dello scorso anno, controllando così ora l’80% del capitale sociale.

Sono uscite invece dal perimetro di consolidamento la Strada dei Parchi e la Società Autostrada Tirrenica : la prima nel secondo trimestre 2011 a seguito della cessione del 58% del capitale già detenuto da Atlantia; la seconda a decorrere dal 31 dicembre scorso, essendo stata perfezionata nel corso del quarto trimestre la cessione del 69,1% del capitale detenuto, e restando così ad Atlantia una partecipazione residua pari al 24,98%.

C’è da aggiungere che  l’ammontare dei ricavi così come quello dei costi è lievemente falsato dall’aumento del canone  che le concessionarie autostradali pagano all’Anas, tradottosi in un incremento dei pedaggi; maggiorazioni che non hanno altri effetti sul conto economico, annullandosi reciprocamente.

Ciò premessi, i ricavi totali di Atlantia nel 2011 hanno sfiorato i 4 miliardi di euro: 3 miliardi e 976 milioni per la precisione: il 6,8% in più rispetto ai  3 miliardi e 722 dell’esercizio precedente.

Ma se da tale somma si esclude il contributo derivante da Triangulo do Sol, consolidata a partire dal 1° luglio 2011, e le maggiorazioni tariffarie conseguenti all’integrazione del canone di concessione, l’aumento dei ricavi scende a 28,5 milioni di euro (+0,8%).

I ricavi da pedaggio a loro volta ammontano a 3 miliardi e 341 milioni, segnando rispetto al 2010 un aumento di 247 milioni (+8%). Un incremento essenzialmente dovuto per 154,6 milioni alle  maggiorazioni connesse all’incremento del canone da pagare all’Anas, e per 50,7 milioni ai consueti adeguamenti tariffari che scattano il 1° gennaio per le concessionarie italiane del Gruppo.

Il consolidamento della concessionaria brasiliana Triangulo do Sol a partire dal 1° luglio ha determinato un apporto ai ricavi da pedaggio di oltre 69 milioni di euro.

Ha cominciato a farsi sentire però già dallo scorso anno un fenomeno inevitabilmente connesso col clima recessivo, cioè la flessione del traffico. Nella rete delle concessionarie italiane esso ha accusato una riduzione dell’1,3%, che si è tradotto in un decremento dei ricavi stimabile in 34,6 milioni.

Sempre sul fronte dei ricavi, ai pedaggi sono da aggiungere i ricavi per lavori verso terzi da parte delle controllate Pavimental e Spea, pari a 51,3 milioni (9,5 milioni in meno rispetto al 2010) ed altri ricavi operativi per 583,5 milioni (16,9 in più rispetto all’esercizio precedente), cui concorrono varie voci: dai ricavi commerciali da aree di servizio ai proventi da sistemi di pagamento; dalla vandita di tecnologia ai proventi non ricorrenti.

 I costi operativi il margine lordo e l’Ebit

I costi operativi netti totali nel 2011 sono stati pari a 1 miliardo e 591 milioni di euro:138,2 milioni in più rispetto all’esercizio precedente (+9,5%). Ma da essi si escludono i costi di Triangulo do Sol, che nel 2010 non figuravano e il costo dell’integrazione del canone concessorio, in realtà i costi operativi risultano diminuiti del 3%.

Più in particolare: i costi esterni gestionali, pari a 568,6 milioni, sono inferiori di 10,7 milioni a quelli dell’esercizio precedente; i costi di manutenzione, a parità di perimetro, sono scesi di 15,8 milioni, grazie alla minore nevosità del 2011. Maggiori efficienze gestionali hanno permesso di “limare” altre voci di costo.

Gli oneri concessori, assommanti a 456,6 milioni, sono aumentati di 157,7 milioni; il costo del lavoro, al lordo delle capitalizzazioni, è aumentato di 11,7 milioni, superando i 644 milioni. Un incremento che è la somma algebrica di un aumento dell’organico medio, alle risorse umane di Triangulo do Sol inserite nel consolidato, e di un decremento del costo medio unitario a seguito dei piani d’incentivazione del management.

Detratti i costi dai ricavi, il margine operativo lordo (Ebitda) si è cifrato in 2 miliardi e 385,3 milioni: il 5,4% in più rispetto ai 2 miliardi e 268,8 milioni del 2010. Su base omogenea, cioè escludendo l’apporto al “mol” della controllata brasiliana Triangulo do Sol, il margine operativo lordo risulta ugualmente accresciuto, ma del 2,9%.

Ammortamenti, svalutazione e ripristini di valore incidono per 547,6 milioni : 80,2 milioni in più rispetto al 2010 (di cui 20,1 riguardano ammortamenti per Triangulo do Sol).

Accantonamenti e stanziamenti rettificativi ammontano a 61,5 milioni a fronte dei 48,6 dell’esercizio precedente.

L’incremento di queste ultime voci non erode però del tutto l’aumento del “mol”, per cui ne consegue un risultato operativo (Ebit) di un miliardo e 776,2 milioni, pari all’1,3% in più rispetto al 2010.

Gli oneri finanziari, al netto dei proventi, incidono per 507,5 milioni: poco al disopra dei 495 dell’esercizio precedente. Delle altre voci finanziarie la differenza più significativa è quella dell’apporto delle partecipazioni contabilizzate col metodo del patrimonio n etto: negativo per 2,1 milioni nel 2010 e positivo per 21,4 milioni lo scorso anno.

Il risultato ante imposte passa così dal miliardo e 94,5 milioni del 2010 d un miliardo e 127,4 milioni, mentre il risultato delle attività operative sale dopo il prelievo fiscale da 699 a 713,9 milioni. Proventi di attività opertive cessate portano poi l’utile dell’esercizio a 839,8 milioni a fronte dei 701 del 2010 (+19,8%) di cui 830,3 di competenza del Gruppo: 147,4 milioni in più rispetto all’esercizio precedente.

 I risultati del primo trimestre 2012

Nel primo trimestre 2012 Atlantia  ha continuato ad evidenziare la solidità reddituale del suo “core business”, solo lievemente intaccata dalla contrazione del traffico, segnale evidente di una crisi recessiva che ancora non accenna a passare.

I ricavi totali sono stati pari ad 856,9 milioni: un milione in più rispetto al primo trimestre 2011. Ma a parità di perimetro i ricavi flettono di 33,5 milioni.

Quanto poi specificatamente ai ricavi da pedaggio, essi sono stati di 707 milioni di euro: lo 0,5% in meno rispetto al corrispondente periodo del decoro esercizio. Hanno influito negativamente sia l’intensa ondata di maltempo in Italia, con inte4nse precipitazioni nevose nei primi due mesi di quest’anno, nonché lo sciopero degli autotrasportatori a fine gennaio, che complessivamente hanno determinato una riduzione del traffico pari al 4,3% con minori ricavi stimati in 25,9 milioni. La congiuntura economica recessiva a sua volta ha determinato una riduzione del traffico sulla rete italiana pari al  -5,3%, con minori ricavi stimati in 30,7 milioni.

Atlantia ha chiuso il primo trimestre con gli indicatori economici di bilancio in lieve flessione, ma pur sempre entro margini ampiamente positivi: il margine operativo lordo si è cifrato in 482,2 milioni; il risultato operativo è stato di 294,2 milioni e l’utile netto di periodo di 123,8 milioni.

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