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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 6719 volte 14 maggio 2012

Ansaldo STS: malgrado lo stop in Libia utile netto di 73,1 milioni

L’esercizio 2011 caratterizzato da due eventi: la megacommessa per la metro di Honolulu (un miliardo e 334 milioni di dollari) e l’interruzione delle attività in Libia per la guerra civile

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

Due eventi hanno caratterizzato l’attività di Ansaldo STS nell’esercizio 2011: uno positivo, l’altro negativo.

Il fatto positivo è il megacontratto da un miliardo e 334 milioni di dollari con la Honolulu Authority for Rapid Transportation (HART), acquisito in consorzio con Ansaldo Breda, per la realizzazione della nuova linea “driverless” della metropolitana di Honolulu.  Una linea lunga 32 chilometri, tutti in viadotto, con 21 stazioni. Il contratto prevede sia la progettazione, la costruzione, l’esercizio e  la manutenzione della nuova linea che la fornitura dei veicoli.

La quota di Ansaldo STS ammonta ad oltre 841 milioni di euro. L’intero lavoro impegnerà la società genovese del Gruppo Finmeccanica per otto anni: l’esercizio e la manutenzione per la prima tratta inizieranno però fra tre anni, nel 2015;  nel 2019, fino al 2029 per l’intera linea. Inutile sottolineare come, al di là dell’importo della commessa (il più grande nella storia di Ansaldo STS)  l’aggiudicazione della costruzione della metropolitana di Honolulu costituisca anche un fattore di grande prestigio sul mercato globale, e la testimonianza concreta del livello di eccellenza e competitività raggiunto dalla società di cui Alessandro Pansa è presidente, e  Sergio De Luca amministratore delegato.

 

Lo stop dei lavori in Libia

ed i punti di forza di Ansaldo STS

 

L’evento negativo, che ha inciso in misura non trascurabile  lo scorso anno sui ricavi e sui margini reddituali di Ansaldo STS, è la guerra scoppiata in Libia, ove la società genovese avrebbe dovuto realizzare una mole ingente di lavori, che al momento restano sospesi. Ne hanno risentito il livello globale di produzione, e conseguentemente il margine operativo, con un effetto a cascata che ha coinvolto anche l’utile netto, che resta ampiamente positivo ma è sceso da 94,9 a 73,1 milioni di euro

Fortunatamente il settore specifico in cui Ansaldo STS opera, malgrado la crisi economico-finanziaria riverberi pesanti conseguenze, continua a manifestare una sua particolare vitalità, mantenendo un tasso di crescita stimato in  un 3-4% all’anno. Ma il grado di competizione tra le aziende protagoniste a livello globale diventa sempre più accanito, e ciò determina inevitabilmente una riduzione dei prezzi e quindi dei margini reddituali. Ansaldo STS peraltro ha dei punti di forza  sia nella leadership tecnologica in settori chiave che nella  presenza ormai consolidata nei più importanti mercati, ove può vantare indiscutibili successi.  Il volume dei nuovi ordini, l’entità del portafoglio, la solidissima posizione finanziaria, sono  altri elementi di vantaggio competitivo, cui si aggiungono segnali  positivi che tornano a venire dal mercato domestico, come l’aggiudicazione dell’ordine delle Ferrovie dello Stato per l’ammodernamento degli impianti tecnologici sulla linea Torino-Padova. Ulteriore riprova, anche questa della assoluta leadership tecnologica che negli anni Ansaldo STS si è conquistata su questo mercato, particolarmente importante anche alla luce degli importanti investimenti che le Ferrovie Italiane hanno in calendario.

C’è da aggiungere infine che la società guidata da De Luca non si è fatta certo prendere di sorpresa dall’inasprirsi della competizione. Già nel 2010 infatti aveva avviato un piano per la riduzione dei costi, cui ha aggiunto nel 2011 nuovi piani di efficientamento della struttura operativa.

 

I successi commerciali

 

Se i risultati produttivi del 2011 scontano la sospensione delle attività in Libia, segnando perciò una contenuta flessione rispetto all’esercizio precedente, sul piano commerciale invece Ansaldo STS continua a progredire vigorosamente. La raccolta ordini infatti è dell’ordine 2 miliardi e 164 milioni di euro (1 miliardo e 985 milioni nell’esercizio precedente) e segna un aumento del 9%. Di essi il 58% vengono dal settore delle “Transportation Solutions” ed il restante 42% dal segnalamento. Quanto alla provenienza per  area geografica, quasi la metà degli ordini (44%) lo scorso anno è venuta dal Nord America; solo il 19% dall’Italia, ed il residuo 36% dal resto del mondo.

Ancora maggiore del flusso di nuovi ordini è la crescita del portafoglio ordini, incrementatosi al 31 dicembre scorso di quasi il 20%: da  4 miliardi e 551 milioni  di euro a 5 miliardi e 452 milioni. Di essi il 61% provengono dal comparto del sistema trasporti, ed il 39% da quello del segnalamento. Da sottolineare, a riprova della radicata presenza della società sul mercato globale, che solo il 29% degli ordini in portafoglio viene dall’Italia.  Da segnalare anche, dopo la chiusura dell’esercizio 2011, l’ordine da 118 milioni per la fornitura delle prime due fasi di un sistema di segnalamento ferroviario su una tratta di 342 chilometri in Australia Occidentale, su una linea destinata al traffico pesante di merce.

 

Il conto economico

 

Ed eccoci infine ai risultati di conto economico per l’esercizio 2011. L’ammontare dei ricavi a livello consolidato è sceso nel 2011 ad un miliardo e 212, dal miliardo e 283,7 dell’esercizio precedente, a seguito essenzialmente dello stop dei lavori in Libia, nonché del completamento di importanti lavori, sia in Italia che all’estero avvenuto nel corso dell’anno.

 Di essi 728,3 milioni (58%)  provengono dal “Signalling”” ed il 42%  (512,2 milioni) dall’Unità di “Transportation solutions”. Altri ricavi operativi ed altre attività, al netto delle elisioni, hanno fornito un ulteriore apporto di 24,4 milioni

I costi esterni hanno inciso complessivamente per 785,3 milioni di euro. Erano stati di  829,5 milioni nell’esercizio precedente, cher aveva registrato però una maggiore operatività. Dei 785,3 milioni di costi del 2011  435 milioni  vengono dall’Unità “Signalling” e  404,1 da quella di “Transportation solutions”. Altre attività ed elisioni hanno ridotto la somma complessiva di circa 53,7 milioni.

I costi per il personale assommano a loro volta a 296,5 milioni, derivanti per circa 217 milioni dall’Unità di Segnalamento; per 49,7 milioni da quella di “Transportation Solutions” e per 29,8 milioni da altre attività. Nell’esercizio precedente essi erano stati leggermente superiori:  307,2 milioni.

Altri costi operativi hanno pesato per circa 25 milioni di euro, in larga parte derivanti da altre attività mentre ammortamenti e svalutazioni hanno inciso per 13,4 milioni. (19,6 nell’esercizio precedente)

Tirando le somme il risultato operativo (Ebit) si è cifrato in 116,1 milioni: derivanti per 75 milioni dall’Unità di “Signalling” e per  55 da quella di “Transportation Solutions”. L’Ebit complessivo era stato di 137 milioni nel 2010.

Dell’utile netto abbiamo già accennato: 73,1 milioni contro i 94,9 dell’esercizio precedente, con una flessione del 23%.

  

I risultati della Capogruppo

 

Resta da dire dei risultati della Capogruppo, Ansaldo STS Spa.

I ricavi del 2011 ammontano a 722,3 milioni, contro 852,6 dell’esercizio precedente.

I costi per acquisti e per il personale sono stati di 634,8 milioni, contro i 740,8 dell’esercizio precedente. Anche per la Capogruppo l’operatività minore ha comportato costi minori.

Ammortamenti e svalutazioni hanno inciso per 5,2 milioni, circa la metà rispetto ai 10,5 milioni dell’esercizio precedente.

Il risultato operativo è sceso dai 116,4 milioni del 2010 agli 88,5 milioni dello scoro anno. Dopo imposte sul reddito per 31,9 milioni ed oneri finanziari per 3,2 il risultato netto si è cifrato in 53,2 milioni: oltre 30 milioni in meno rispetto all’esercizio precedente. Il che peraltro non ha impedito agli amministratori di proporre un dividendo di 0,20 euro per azione ( approvato poi dall’assemblea dei soci il 7 maggio) per un ammontare di quasi 28 milioni di euro, riportando a nuovo oltre 25 milioni di euro.

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Autore: Redazione » Articoli 670 | Commenti: 230

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