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Home | ©2012 La Finanza sul Web | Articolo visto 11219 volte 24 maggio 2012

“ITALIA DIGITALE: È POSSIBILE!”

 OLTRE 200 MILIARDI DI RISPARMIO L'ANNO DALLA DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI

Di Redazione  •  Inserito in: Economia Italiana, Primo Piano

School of Management – Politecnico di Milano
www.osservatori.net 

Dematerializzabili 600 miliardi di “fogli” business l’anno, 45 miliardi di documenti. Nel 2011 60mila imprese si sono scambiate in formato elettronico documenti del Ciclo dell’Ordine o hanno portato fatture in Conservazione Sostitutiva. La digitalizzazione dei processi è già una realtà, come aumentarne la diffusione in Italia

Milano, 24 maggio 2012 -Si è svolto questa mattina presso l’Auditorium di Palazzo Lombardia a Milano il convegno “Italia digitale: è possibile!”, l’evento di presentazione della Ricerca 2012 dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net) che ha analizzato la diffusione e gli impatti dei progetti di Fatturazione Elettronica, Conservazione Sostitutiva e Integrazione del Ciclo Ordine-Pagamento in organizzazioni pubbliche e private del nostro Paese, esplorando le opportunità derivanti dall’adozione di soluzioni di Dematerializzazione e Digitalizzazione dei processi di business.

Le opportunità della digitalizzazione in Italia

Sono circa 600 miliardi i “fogli” legati ad attività di business potenzialmente dematerializzabili in un anno in Italia, pari a quasi 45 Miliardi di documenti di un migliaio di tipologie diverse. Se tutta questa carta fosse pazientemente “ammonticchiata” risulterebbe circa 6.780 volte più alta del monte Everest, quasi un sesto della distanza tra la Terra e la Luna. Se questa stessa pila venisse distesa lungo l’Equatore avremmo modo di completare un giro e mezzo attorno al Pianeta. Dematerializzando tutta questa carta, invece, si eviterebbe l’abbattimento di quasi 24 milioni di alberi, riducendo le emissioni di CO2 di oltre 4 milioni di tonnellate.
Ma soprattutto, il solo risparmio di carta e materiali ammonterebbe a oltre 12 Miliardi di euro l’anno. E se si digitalizzassero gli interi processi, i benefici sarebbero ben più estesi (grazie ad una riduzione delle inaccuratezze, delle interazioni necessarie, dei costi di manodopera e di archiviazione ecc.), raggiungendo la cifra astronomica di oltre 200 Miliardi di euro l’anno. Una cifra che per altro non considera i benefici aggiuntivi di un accesso consapevole e diffuso alle banche dati contenenti queste informazioni (dal migliore controllo della spesa pubblica, al più efficace monitoraggio sulle entrate fiscali, al migliore servizio a cittadini e imprese).

I risparmi della digitalizzazione nella PA

In riferimento alla sola Pubblica Amministrazione, un’analisi congiunta di diversi gruppi di ricerca degli Osservatori ICT & Management stima che una decisa accelerazione verso una “Italia digitale” permetterebbe di ottenere risparmi pari a 43 Miliardi di euro l’anno. Nello specifico:

• 4 Miliardi di euro l’anno di soli risparmi sui prezzi di acquisto e sui costi di processo negli approvvigionamenti della PA
• 15 Miliardi di euro l’anno di risparmi legati all’aumento di produttività del personale
• 24 Miliardi di euro l’anno di risparmi sui “costi di relazione” tra PA e imprese, grazie a uno snellimento della burocrazia

La Digitalizzazione come leva anticrisi

“Le opportunità di miglioramento legate all’adozione delle ICT consapevole, pervasiva, integrata e strategicamente legata al business possono rappresentare un nuovo paradigma organizzativo per affrontare con consapevolezza le evoluzioni e i potenziali rischi del futuro – afferma Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fatturazione  Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano –  Digitalizzare i processi permette di progettare e gestire in modo integrato e collaborativo i processi interni ed esterni attraverso la condivisione delle logiche di gestione di ciascun processo e delle principali informazioni che lo caratterizzano.”.

“Oggi una Digitalizzazione dei processi in Italia è possibile – prosegue Perego -lo dimostrano diversi progetti già realizzati. La normativa, infatti, consente già di dematerializzare molti documenti per poi conservarli in formato digitale in modalità sostitutiva, dando “certezze” sull’opponibilità a terzi anche in sede giudiziaria. Inoltre, da tempo è disponibile la gran parte degli strumenti informatici abilitanti, pienamente affidabili e accessibili: dalla firma digitale, alla marca temporale, ai sistemi di gestione massiva dei documenti, agli storage sicuri, alle soluzioni di scansione, ai software di riconoscimento automatico e Data Capturing, ai canali di comunicazione utilizzabili e spesso già utilizzati (EDI, Extranet, PEC ecc.), agli standard esistenti adottati per lo scambio di informazioni strutturate, così come alle molteplici soluzioni che rendono tra loro interoperabili standard diversi.”.

La diffusione tra le imprese

Nel 2011 cresce il numero di imprese che hanno intrapreso in Italia un percorso di Dematerializzazione e Digitalizzazione del Ciclo Ordine-Pagamento. Complessivamente oltre 60.000 imprese hanno scambiato in formato elettronico (attraverso canali EDI, Extranet o Portali) almeno una parte dei documenti del Ciclo dell’Ordine o hanno portato in Conservazione Sostitutiva le Fatture (attive o passive): si tratta di circa un’impresa su due tra le grandi, un’impresa su sei tra le PMI e meno dell’1% tra le Microimprese. Nel dettaglio:

• Conservazione Sostitutiva -Si stima che circa 3.400 imprese nel 2011 abbiano fatto Conservazione Sostitutiva di Fatture Attive e/o Passive (dall’analisi delle impronte pervenute all’Agenzia delle Entrate, nel 2010, 2.510 imprese fanno Conservazione Sostitutiva di Fatture), con una crescita del 35% rispetto al 2010: si portano in Conservazione Sostitutiva prevalentemente le Fatture Attive (oltre il 90%) meno quelle Passive (il 35%). Sono oltre 90.000 le imprese che hanno portato in Conservazione Sostitutiva i principali Libri e Registri contabili.
• Integrazione del ciclo dell’ordine (EDI) – 8.300 imprese utilizzano formati elettronici strutturati per scambiare con i propri clienti e/o fornitori – tramite reti EDI, WebEDI e XML – i principali documenti del Ciclo Ordine-Pagamento, con una crescita del’11% nel 2011.
• Integrazione Extranet, Portali B2B – Circa 50.000 imprese italiane – soprattutto di piccole-medie dimensioni – scambiano almeno una tipologia di documento del Ciclo Ordine-Pagamento utilizzando circa 280 tra Extranet o Portali B2b di tipo transazionale: ecosistemi sviluppati da grandi aziende per comunicare con fornitori o clienti più piccoli, che in diversi casi supportano anche processi collaborativi.

• Fatturazione elettronica -Sono ancora poche decine invece le imprese che in Italia fanno “Fatturazione Elettronica pura”, come definita puntualmente dalla normativa (cioè con accordo esplicito tra le parti che si impegnano a portare in Conservazione Sostitutiva le Fatture entro 15 giorni dalla data di emissione/ricezione). Tuttavia cresce il numero di aziende pronte a realizzare un modello di Fatturazione Elettronica: circa 2.000 imprese inoltre operano secondo il modello “Quasi Fatturazione Elettronica”: il fornitore invia una Fattura telematica al cliente ed entrambi portano il documento in Conservazione Sostitutiva (senza accordo esplicito tra le parti né l’obbligo di rispettare i 15 giorni per portare la Fattura in Conservazione Sostitutiva). Oltre 3.000 imprese che fanno Conservazione Sostitutiva delle Fatture Attive, infatti, le inviano ai clienti in modalità telematica: è la cosiddetta “Fatturazione Elettronica lato attivo”.
“Lo stimolo alla diffusione della Fatturazione Elettronica e degli altri progetti di Dematerializzazione dipende essenzialmente da tre linee d’azione – afferma Paolo Catti, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano – Innanzitutto è necessaria l’iniziativa convinta dei soggetti aggregatori, cioè le grandi imprese, le associazioni di settore, professionisti e la Pubblica Amministrazione, la cui azione culturale ed operativa è fondamentale per la diffusione tra le PMI. È necessaria poi l’azione del Legislatore, sia europeo sia nazionale, orientata ad una semplificazione del quadro normativo, per creare un contesto privo di incertezze: sia quelle oggettive, ormai poche, che quelle “percepite”, la maggior parte, composte da un insieme di “falsi miti” difficili da spazzare via. Infine, è necessaria l’azione dei “manager” che hanno le leve decisionali: attraverso il necessario grado di convinzione possono dare la giusta priorità all’attivazione dei progetti di Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, condizione imprescindibile per superare le naturali barriere che caratterizzano qualsiasi percorso di cambiamento”.

Il Quaderno del fare

Per avvicinare le imprese alle opportunità aperte da un buon utilizzo delle tecnologie della Dematerializzazione, della Conservazione Sostitutiva, della Fatturazione Elettronica e dell’Integrazione delle diverse fasi del Ciclo dell’Ordine l’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione ha realizzato il “Quaderno del Fare”, una pubblicazione disponibile gratuitamente su sito osservatori.net che da un lato risponde agli interrogativi più comuni e dall’altro sfata i falsi miti degli scettici, affrontando i seguenti punti:

1. È vero che la normativa italiana mi consente di fare “Fatturazione Elettronica” e di dematerializzare tutti i documenti del Ciclo dell’Ordine?

2. I benefici di cui si sente parlare sembrano molto consistenti: ma sono veri?

3. Come mi porto a casa questi benefici? 

4. Quali costi devo sostenere?

5. Ha senso fare questi progetti in una PMI?

6. Come faccio a coinvolgere i miei clienti e i miei fornitori?

7. Da dove parto per “fare”?

8. Siamo sicuri che non mi metto nelle condizioni di subire più “controlli”?

9. Non è meglio aspettare che si muova la PA?

 

Ufficio stampa School of Management del d’I Comunicazione: Politecnico di Milano: Stefania Vicentini

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