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Home | ©2011 La Finanza sul Web | Articolo visto 6448 volte 26 giugno 2011

Vittoria Assicurazioni: aumenta gli utili distribuisce dividendi (ed espande la sua rete)

Mentre le grandi compagnie, specie anglosassoni, dopo lo scoppio della bolla finanziaria hanno accusato enormi perdite

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

Vittoria Assicurazioni tra dieci anni compie un secolo di vita: e stata costituita infatti a Milano nel 1921, e da allora si propone come l’assicuratore delle famiglie e delle piccole e medie imprese. Quotata dal 1988 alla Borsa di Milano e dal 2001 nel segmento Star, opera in tutta Italia ed in tutti i Rami Danni e Vita con oltre 324 Agenzie e 561 sub-agenzie. Non sembra avere però ambizioni “globaliste”, e negli anni della “finanza creativa”, della commistione tra assicurazioni e banche e del proliferare dei prodotti finanziari, non si è montata la testa, ma sotto la guida di Roberto Guarena  ha continuato a fare il suo mestiere di sempre, quello appunto di assicuratore di famiglie e piccole imprese, sviluppandosi costantemente, ma col passo tranquillo e sicuro dell’alpino. Una “filosofia”, quella di Vittoria Assicurazioni, che sembra rifarsi più al modello assicurativo mitteleuropeo che a quello anglosassone: volto alla previdenza il primo; orientato alle scommesse il secondo.

E così ora, mentre quasi tutte le banche ed anche alcune grandi compagnie d’assicurazione, specie anglosassoni, dopo lo scoppio della bolla finanziaria e la crisi dei mercati o accusano vistose perdite o comunque devono ricorrere a pesanti ricapitalizzazioni, Vittoria Assicurazione continua invece ad accumulare utili, a distribuire dividendi, ad espandere la sua rete e la sua attività.

Il bilancio 2010 ed il primo trimestre del 2011 proseguono  su questa linea. Lo scorso esercizio infatti si è chiuso con un utile netto consolidato di  27,1 milioni di euro a fronte dei 14,5 milioni dell’anno prima (+86,1%), mentre la Capogruppo ha realizzato un avanzo di 29,3 milioni (+20,4%), distribuendo un dividendo di 0,17 euro per azione, analogo a quello dell’esercizio precedente.

 

Il bilancio consolidato

 

Abbiamo accennato alla costante crescita dell’attività operativa. I premi contabilizzati nel 2010 ammontano infatti ad 816 milioni di euro, registrando un netto incremento (+22,1%) rispetto ai 668,5 milioni del 2009.

Degli 816 milioni di premi incassati quelli del lavoro diretto nei Rami Danni assommano a 674,2 milioni, ed hanno fatto segnare un incremento del 24,5% rispetto all’esercizio precedente, mentre i premi dei Rami Vita hanno sfiorato i 142 milioni di euro, con un aumento del 12,1% a fronte dell’anno prima.

Dei premi dei Rami Danni 483 milioni si riferiscono ai Rami Auto, ed hanno fatto registrare una crescita annua del  27,1%,; 191,2 milioni attengono agli altri Rami, in crescita a loro volta del 18,3%.

Il risultato del segmento assicurativo (al lordo delle imposte e delle elisioni intersettoriali) è stato di 42,2 milioni, a fronte dei 31,7 dell’esercizio precedente, con un incremento dunque del 31,7%.

Gli investimenti complessivi, pari a 2 miliardi e 144,2 milioni (+1,8% rispetto al 31 dicembre 2009) sono per la quasi totalità(2 miliardi e 66,5 milioni) con rischio a carico del Gruppo, ed i proventi patrimoniali netti  riferiti a questi investimenti con rischio a carico del Gruppo sono stati nel 2010 pari a 62,2 milioni di euro, con un incremento del 38% rispetto ai 45,1 milioni consuntivati un anno prima.

A fare la differenza è stato soprattutto il comparto degli investimenti immobiliari, che nel 2009 aveva chiuso on una perdita di 8,1 milioni, mentre nel 2010 ha realizzato un avanzo lordo i 7,6 milioni di euro.

L’esposizione finanziaria netta del settore immobiliare è scesa inoltre dai 250,4 milioni di euro a fine 2009 ai 232,9 milioni del 31 dicembre scorso.

 

Il bilancio della Capogruppo

 

E veniamo ora ai risultati della Capogruppo, Vittoria Assicurazioni SpA, di cui il bilancio consolidato è in larghissima parte specchio e conseguenza.  La raccolta premi complessiva da essa realizzata lo scorso anno è stata di 817,5 milioni, con un incremento del 21,8% rispetto all’anno precedente.

I premi del lavoro diretto nei Rami Danni  ammontano a 674,2 milioni, e segnano un aumento del 24,5% ; quelli dei Rami Vita, pari a 143,3 milioni, evidenziano a loro volta una crescita del 10,8%.

Il saldo tecnico dei Rami Danni (ante trasferimento degli utili tecnici degli investimenti) è più che triplicato: dai 6 milioni di euro del 2009 è balzato infatti a 19,8 milioni di euro nel 2010.

Il saldo tecnico dei Rami Vita è invece rimasto pressoché stabile: 6,4 milioni di euro, rispetto ai 6,9 dell’anno prima.

Gli investimenti complessivi ammontano ad un miliardo e 688,5 milioni, di cui 76,4 milioni con rischio a carico degli assicurati. Il miliardo e 612,1 milioni con rischio a carico della società hanno generato un rendimento di 49,1 milioni, con una flessione del 9,8% rispetto all’esercizio precedente.

I tassi particolarmente bassi, un minor apporto dei dividendi da parte delle società partecipate ed una minusvalenza di 2,5 milioni di euro sui titoli del portafoglio circolante, sono all’origine di questa minore performance.

Da sottolineare infine che malgrado sia in atto il piano di espansione quinquennale, che contempla il rafforzamento delle strutture interne e l’incremento delle reti sia delle agenzie che delle sub-agenzie,  il management della società è riuscito a ridurre costi di struttura, e la loro incidenza sui premi del periodo è scesa di un punto, dal 9,8 all’8,9%.

Il “combined ratio” ( cioè il rapporto tra sinistri di competenza più spese di gestione, ammortamenti dei beni immateriali e partite tecniche rispetto ai premi di competenza) è sceso  a sua volta dal 99,6 al 97,6%.

 

Gli obbiettivi

dell’esercizio 2011

 

Abbiamo accennato al piano di sviluppo quinquennale, che prevede una vigorosa crescita sia dell’operatività che dei risultati reddituali.

Gli obbiettivi immediati, cioè i “target” per il 2011 sono stati illustrati dagli amministratori alla comunità finanziaria in occasione della Star Conference  organizzata da Borsa Italiana lo scorso 23 marzo. In sintesi: la raccolta premi dei Rami Vita dovrebbe salire a 166,5 milioni (+15,5%); quella dei Rami Danni dovrebbe aumentare del 17,4%, toccando i 791 milioni; il totale dei premi dovrebbe arrivare perciò a 956,5 milioni con un incremento del 17%. L’utile netto infine dovrebbe balzare a 35,3 milioni, con un robusto incremento del 30,4% rispetto al risultato del 2010, che come già detto  evidenziava a sua volta un aumento del 20,4% rispetto al 2008.

 

I risultati del primo

trimestre 2011

 

I risultati del primo trimestre  danno  credibilità ai “target” enunciati, soprattutto per quanto concerne redditività ed utile. Al 31 marzo scorso infatti l’avanzo netto consolidato era quasi doppio rispetto a quello registrato un anno prima: 9,8 milioni di euro contro i 5,1 al 31 marzo 2010. C’è da rilevare peraltro che al brillante risultato hanno contribuito le plusvalenze realizzate sui titoli di Stato.

Ma anche la raccolta premi evidenzia una crescita vigorosa, sostenuta dallo sviluppo della rete (le agenzie generali, che erano 318 lo scorso anno al 31 marzo erano divenute 324, e le sub-agenzie da 551 sono cresciute a 561). La raccolta complessiva è aumentata dell’8,9% rispetto al 31 marzo2010,  avendo raggiunto nei primi tre mesi di quest’anno i 213,1 milioni  di euro.

Mentre i premi diretti dei Rami Vita, non includendo i contratti considerati come strumenti finanziari, accusano una flessione, particolarmente vigorosa (+23,6%) è stata l crescita dei premi dei Rami Danni.

Il risultato della gestione assicurativa, al loro delle elisioni intercompany, evidenzia a sua volta un balzo del 52,6%, essendo passato  dai 10,6 milioni di euro consuntivati il 31 marzo del 2010 a 16,2 milioni.

Ancora più vigorosa la crescita  dei proventi patrimoniali netti connessi agli investimenti con rischio a carico del Gruppo, aumentati dai 9,8 milioni consuntivati al 31 marzo 2010 ai 17,6 milioni del primo trimestre di quest’anno.

La Capogruppo infine al 31 marzo scorso presentava un utile civilistico – calcolato secondo i principi contabili italiani – di 12 milioni di euro: il 53,2% in più rispetto ad un anno prima.

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