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Home | ©2011 La Finanza sul Web | Articolo visto 22383 volte 22 novembre 2011

La Russia punta su tecnologia e PMI (e cerca partners italiani ed europei)

Di Redazione  •  Inserito in: Asia, Finanza Internazionale

Il Forum di cooperazione italo-russa a Verona

di Paolo Raimondi

 

Per l’Italia la Russia rappresenta il terzo più importante partner economico e commerciale al di fuori dell’Unione europea, dopo gli Usa ela Cina.Per Mosca invece noi siamo il 4° partner commerciale dopo Olanda, Cina e Germania. Nel 2010 l’interscambio totale è stato di 21 miliardi di euro. Perla Russia è ovviamente in testa il settore dell’energia; per l’Italia la meccanica strumentale (25% dell’export nel 2010), seguita da abbigliamento e mobili e con una recente formidabile espansione per le macchine agricole. Entrambe le parti stanno lavorando per migliorare e aumentare i contatti bilaterali nei settori guida delle tecnologie e delle produzioni di alta qualità, anche in previsione di un rafforzamento geo economico e geo politico dell’intera regione eurasiatica.

Del futuro dei rapporti economici italo-russi si è intensamente discusso a Verona il 27-28 ottobre in una conferenza organizzata dall’Associazione “Conoscere Eurasia” che ha raccolto 150 rappresentanti russi, grandi e medi, che rappresentano l’80% del Pil della Russia, e oltre 500 Pmi italiane, soprattutto del Triveneto.

“Conoscere Eurasia” è stata creata nel 2008 dal professor Antonio Fallico, attuale presidente della Zao-Banca Intesa russa, e da anni tra i più impegnati mediatori e promotori di contatti culturali e di business tra Mosca e Roma. L’associazione ospita nei suoi uffici anche l’organizzazione Opora che raggruppa 400.000 Pmi russe.

Cooperare per l’innovazione

e la modernizzazione

Il forum di quest’anno ha parlato di “Cooperazione per la modernizzazione e l’innovazione”, temi strategici su cui l’attuale leadership russa sta giocando tutte le sue carte. Vale anche per l’industria italiana in cerca di spazi nuovi sui mercati internazionali per mantenete ed espandere produzione e occupazione nei settori delle nuove tecnologie e delle produzioni ad alto valore aggiunto.

Nel 2010 il Pil della Federazione Russa ha superato i 2.200 miliardi di dollari, con un aumento del 4% rispetto all’anno precedente. Di fatto il più importante tasso di crescita fra i paesi del G8. La sua debolezza strutturale però sta nel fatto che soltanto il 15% del Pil è prodotto dalle Pmi, mentre il resto è ancora nelle mani delle grandi, a volte elefantiache e pesantemente burocratizzate, imprese di Stato o a partecipazione statale ereditate dal sistema sovietico.

Se la crescita del Pil nei prossimi dieci anni rispetterà l’andamento del biennio 2010-2011, entro il 2020la Russianon farà più parte dei paesi del Brics (che comprendono Brasile, India, Cina, Sud Africa, oltre alla Russia), ma entrerà a far parte delle prime 5 economie del mondo. Per far ciò dovrà aumentare la proporzione di prodotti tecnologici innovativi sul totale della produzione, dal 12 al 25-35 per cento.  Nei prossimi dieci annila Russia è perciò chiamata a raddoppiare la produttività del lavoro.

Investimenti in R&S

fino al 3% del pil

Al riguardo il Ministero dello sviluppo economico della Federazione Russia si propone di portare gli investimenti in innovazione e R&S fino al 3% del Pil e di aumentare ogni anno a 3.000 il numero di brevetti registrati da persone fisiche o giuridiche russe negli uffici di Stati Uniti, Unione Europea e Giappone.

La priorità della stabilità macroeconomica si centrerà sull’incentivazione delle spese statali a favore della scienza, delle innovazione e degli investimenti sul capitale umano.La Russiasi prefigge molti progetti concreti, tra cui l’inserimento di almeno 5 atenei russi tra le prime 200 università del mondo e la realizzazione del grande polo innovativo di Skolkovo, alle porte di Mosca, che vuole essere una moderna città della scienza più che una copia della Silicon Valley, in grado di attirare professionisti e scienziati da tutto il mondo.

Nel 2010la Federazione Russaha varato una politica di rilancio dei settori strategici e ad elevato impatto tecnologico, come l’aerospazio, il medicale, le nanotecnologie, il biotech e le energie rinnovabili, con l’obiettivo di implementare la crescita del Paese, attraverso nuove specializzazioni, e, allo stesso tempo, attirare investimenti stranieri.

Fino al 2020la Federazionerussa intende investire 20.000 miliardi di rubli, pari a 468 miliardi di euro, in progetti di modernizzazione e innovazione tecnologica. La strategia del governo russo è quella di superare la dipendenza da petrolio, gas, metalli e altre commodity per creare uno sviluppo basato su prodotti a più alto valore aggiunto e sull’innovazione nei settori a maggior contenuto tecnologico e di design.

Un nuovo tessuto

di medie industrie

Naturalmentela Russia, che è il più vasto stato del mondo con oltre 17 milioni di chilometri quadrati, intende contare intelligentemente sull’enorme ricchezza di materie prime per finanziare la sua modernizzazione tecnologica ed infrastrutturale.

Perla Russiala vera grande sfida non è soltanto tecnologica ma è data dalla necessità di creare un tessuto nuovo di industrie di medie dimensioni, intelligentemente guidate da uno spirito imprenditoriale competente e dinamico, capace di inventare joint ventures e di operare e di competere sui difficili mercati internazionali.

Questa sana imprenditorialità  è la vera ricchezza dell’economia italiana, il “dono” delle nostre Pmi, che, in mancanza di un efficiente “sistema paese” e nonostante la crisi economica, lavorano contro corrente sul territorio per mantenere qualità, tecnologia e quote di mercato sempre più difficili da conquistare e da difendere. I Russi l’hanno capito e cercano partner italiani ed europei con tali qualità.

Il Forum di Verona in certo qual modo ne è la prova. E’ nato proprio da questa capacità di inventiva e iniziativa privata, combinata con una certa dinamicità di taluni enti locali, senza aspettare la lenta burocrazia dello Stato che proprio nei settori dell’innovazione e della promozione internazionale e commerciale è purtroppo ancora molto carente.

Secondola Cameradi Commercio locale, Verona ha infatti negli anni sviluppato un proficuo rapporto di commercio e di investimenti conla Russiacon un export di 246,7 milioni di euro nel2010. Hadi fatto già riguadagnato il campo perso per gli sconquassi provocati dalla crisi finanziaria ed economica globale del 2008.

Creare una realtà

euroasiatica

Al Forumla Russia era rappresentata da alte personalità istituzionali e dell’economia a dimostrazione dell’importanza che Mosca dà a simili iniziative.

Grigoriy Rapota, il rappresentante plenipotenziario del Presidente della Federazione Russa, ha messo la cooperazione con l’industria italiana in una prospettiva di orizzonti più grandi. “Stiamo lavorando, ha detto, per creare una realtà eurasiatica fondata sull’innovazione e su un programma di unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan, per favorire e incrementare i flussi commerciali. La Russia sta puntando su settori-incubatori di business, innovazione e tecnologie in primis, e sono già stati avviati 32 progetti speciali e altri 170 sono nella fase di definizione”.

Il professor Romano Prodi, ospite del convegno, che, dopo l’esperienza governativa, sta lavorando molto anche conla Cina, l’India e gli altri Paesi della regione, ha rilanciato l’argomento dicendo:” I rapporti tra Italia e Russia vanno intensificati anche perché siamo apertamente nel secolo asiatico”.

Le infrastrutture

e le telecomunicazioni

Tra i vari progetti di collaborazione presentati al Forum quello dei trasporti intercontinentali merita una particolare attenzione in quanto saranno le infrastrutture di base a rendere l’intero continente eurasiatico una regione stabile e unita intorno al suo sviluppo. La sessione dedicata a “Infrastrutture. Spazio e telecomunicazione. Trasporti e logistica” è stata coordinata da Mikhail Baydakov,(n.d.r .che i lettori de “la FINANZA” ben conoscono, essendo tra i componenti del Comitato Scientifico della Rivista) presidente della Millenium Bank di Mosca e a Verona in qualità di Consigliere del Presidente delle Ferrovie dello Stato della Federazione Russa, Vladimir Yakunin. Le Ferrovie Russe stanno attraversando un profondo processo di modernizzazione in quanto svolgeranno il ruolo centrale di cerniera nei corridoi di sviluppo che legheranno da una parte l’Atlantico e l’Unione europea ela Cina e il Pacifico dall’altra parte. Yakunin è anche un fervente sostenitore della realizzazione del cosiddetto “Ponte sullo stretto di Bering” che attraverso dei tunnel e altre innovative costruzioni dovrebbe collegare per via ferroviariala Russiacon l’Alaska e quindi l’intero continente americano.

Dai dati forniti dalla Federazione Internazionale delle Ferrovie risulta che nel 2010 il settore mondiale delle merci ha registrato un aumento medio complessivo del 3,4% misurato in tonnellate per chilometro (ton/km).La Russiaha avuto la performance migliore con un più 8%.La FederazioneRussarappresenta quasi un quarto di tutte le ton/km trasportate su rotaia nel mondo.

La collaborazione nei settori

bancario e creditizio

Un altro argomento di grande valenza è la collaborazione nel settore bancario e del credito. La sicurezza finanziaria e la stabilità economica sono tra i primi obiettivi del governo russo che già nel 2008 aveva varato un progetto per realizzare a Mosca un centro finanziario a livello internazionale e promuovere il rublo sui mercati esteri. Attualmente il sistema finanziario russo è dominato dalle banche commerciali che detengono il 90% del totale degli asset finanziari. L’accesso al credito resta il tema cruciale per potenziare la rete mista di 4 milioni di micro aziende e di 1,2 milioni di Pmi che sono in attività sul mercato russo. E’ un problema di difficile soluzione anche per le Pmi italiane.

A Verona il sistema bancario italiano e quello russo, ciascuno al 50%, si sono detti pronti a finanziare progetti innovativi nel campo dell’efficienza energetica, della meccatronica e delle telecomunicazioni. Entro dicembre dovrebbero partire i primi due progetti per complessivi 500 milioni di dollari, mentre ammonta a 100 milioni di euro l’apertura della linea di credito da Banca Intesa e Vnesheconombank a favore di progetti in partnership italo russa.

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