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Home | ©2011 La Finanza sul Web | Articolo visto 12739 volte 22 settembre 2011

La Cina alla conquista del mercato italiano degli elettrodomestici

Di Redazione  •  Inserito in: Asia, Finanza Internazionale, Planisfero

di Patrizia Licata

 

Cinesi all’assalto del mercato italiano degli elettrodomestici? Se la presenza nel nostro Paese del numero uno mondiale Haier si intensifica con l’apertura di uno stabilimento produttivo presso Padova, è altrettanto vero che i big italiani – quelli che restano a galla dopo la crisi del 2009 – stanno lanciando il proprio affondo in territorio cinese, uno dei maggiori mercati per gli elettrodomestici e il primo per le lavabiancheria (18 milioni di unità). Insomma, la concorrenza cinese spaventa, ma la Cina in sé è una delle migliori opportunità di espansione per i marchi italiani, la cui unica chance di sopravvivere oggi è internazionalizzarsi. 

Primo esportatore e secondo maggior comparto industriale italiano, gli elettrodomestici sono usciti dalla crisi economica (il 2010 si è chiuso con un trend per la prima volta positivo dal 2007), ma alcune trasformazioni appaiono irreversibili: i produttori italiani spostano le fabbriche all’estero e impoveriscono i distretti industriali. “La delocalizzazione produttiva è un trend inarrestabile”, nota Confindustria Ceced Italia, “senza di essa, le aziende italiane non avrebbero potuto competere globalmente e superare i periodi più neri della crisi”. In Italia si è persa in tre anni quasi la metà della capacità produttiva; il calo della produzione ha accelerato nel 2010, in particolare nei grandi elettrodomestici: le lavabiancheria, tradizionale punto di forza dell’industria nazionale, hanno registrato una flessione del 6,5% da gennaio a settembre e, con la crescente delocalizzazione degli impianti produttivi di frigoriferi e congelatori, i volumi prodotti in Italia si sono ulteriormente ridotti del 7% lo scorso anno. I grandi si rimettono in marcia grazie all’espansione verso est.

Per il gruppo Candy della famiglia Fumagalli, che nel 2010 ha fatturato 955 milioni di euro (con un risultato operativo lordo di 23 milioni), i mercati extraeuropei sono quelli che presentano l’andamento migliore; in particolare in Cina i volumi di vendita sono cresciuti del 10%. “Nel 2011, Candy continuerà con l’internazionalizzazione della sua impronta industriale con nuove fabbriche in Europa,Turchia e Cina. Qui inizieranno tra breve i lavori per il nuovo stabilimento del lavaggio a Jiangmen, che sarà inaugurato a luglio 2012”, dichiara Aldo Fumagalli, presidente operativo e Ceo. “Si tratta di un investimento di 31 milioni di euro che consentirà di rafforzare ulteriormente la nostra presenza sul mercato cinese e sui mercati asiatici serviti dalla Cina”. Il nuovo stabilimento di Jiangmen è un risultato della strategia di collocare la produzione nei mercati con i maggiori potenziali di crescita: “Candy Group sta affrontando con determinazione lo scenario del settore degli elettrodomestici e quello globale, profondamente cambiati dopo la crisi iniziata a fine 2008”, afferma Silvano Fumagalli, presidente del consiglio d’amministrazione. “Sappiamo che le incertezze economiche, politiche e industriali non aiuteranno il nostro settore nel 2011, ma il gruppo Candy è ben attrezzato per un futuro in cui la nostra visione strategica non potrà che essere internazionale pur mantenendo i valori italiani”. 

E intanto, mentre le italiane vanno in Cina, la Cina si affaccia all’Italia. Non si tratta solo del Nanchang Zerowatt Electronic Group (tra le aziende interessate al rilancio del marchio Ardo di Merloni): parliamo di Haier, primo produttore mondiale di grandi elettrodomestici per quote di mercato (6,1% a dicembre 2010 e un incremento di circa il 20% rispetto al 2009) e uno dei principali produttori del settore con un fatturato 2009 di 18,2 miliardi di dollari. Si tratta di un colosso cresciuto mediamente del 60% ogni anno tra il 1984 e il 2007, con un volume di produttività nel mondo superiore a 50 milioni di pezzi l’anno (in Europa porta soprattutto televisori, frigoriferi,lavastoviglie,  lavatrici, elettronica di consumo e tecnologie a risparmio energetico). A dispetto di chi sostiene che i cinesi copiano, dal 2008 Haier ha ricevuto 2.261 brevetti. “I cinesi della Haier, leader nel loro Paese, sono concorrenti molto temibili, ma per ora in Europa hanno quote poco significative”,affermano alla Indesit.“Per vendere in Europa è fondamentale avere un marchio e, mentre su questo fronte i coreani si sono guadagnati una notorietà notevole con l’elettronica, per ora i cinesi sono indietro”. Eppure Haier è intenzionata, dicono i suoi manager, a diventare uno dei primi cinque produttori di elettrodomestici in Europa entro il 2014.

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