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Home | ©2011 La Finanza sul Web | Articolo visto 5409 volte 25 giugno 2011

Eni: nel primo trimestre aumenta l’utile operativo malgrado lo stop in Libia

Di Redazione  •  Inserito in: Economia Italiana

Malgrado la produzione di idrocarburi, a causa della sospensione delle attività in Libia, sia diminuita dell’8,6% nei primi tre mesi di quest’anno, l’utile operativo adjusted dell’Eni è aumentato del 18,4% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, trainato anche dall’andamento del prezzo del greggio. L’utile netto a sua volta è salito dai 2,2 miliardi del primo trimestre 2010 a 2,5 miliardi (+14,6%), mentre l’utile netto aduste è aumentato a sua volta del 21,6%, da 1,8 a 2,2 miliardi.

“Nel primo trimestre segnato dagli eventi libici –ha dichiarato l’amministratore delegato Paolo Scaroni – l’Eni ha conseguito risultati eccellenti, sostenuti dallo scenario petrolifero. Nonostante le incertezze sui tempi di ripresa delle nostre attività in Libia, le prospettive di redditività e di crescita di Eni rimangono positive grazie alla solidità patrimoniale, alla qualità del portafoglio di asset e dei progetti di sviluppo”.

Più in particolare: il settore Esplorazione e Produzione ha evidenziato un incremento del 32,1%, spinto dal maggior prezzo medio del petrolio;  il settore Ingegneria e Costruzioni ha messo a segno una robusta”performance”  ed il settore della petrolchimica ha quasi ritrovato il pareggio operativo. Ad attenuare un po’ questi risultati positivi è stato il settore della Raffinazione e Marketing, a causa dello squilibrio venutosi a creare tra i maggiori costi del greggio ed i prezzi dei prodotti raffinati, così come il settore del Gas, penalizzato dalla flessione dei margini di commercializzazione.

Più in dettaglio: la produzione di idrocarburi è stata di 1.684 milioni di boe/giorno, segnando, come già accennato, una flessione dell’8,6% rispetto al primo trimestre del 2010, determinata sostanzialmente dall’interruzione, a partire dal 22 febbraio 2011 di quasi tutte le attività operative in Libia  e dalla chiusura del gasdotto GreenStream. Dal mese di aprile la produzione dell’Eni in Libia è ridotta a circa 50-55 mila boe/giorno, interamente destinati alla produzione locale di energia elettrica. Gli effetti negativi del conflitto in Libia sulla produzione di idrocarburi dell’Eni sono stati in parte bilanciati dalla crescita registrata in Egitto, in Iraq ed in Italia.

Per quanto concerne il gas,  a fronte di un recupero del 6% nelle vendite totali, salite a 32,3 miliardi di metri cubi, l’Eni ha incrementato del 10,2% le sue vendite in Italia, e mediamente del 14,2% negli altri principali mercati, Belgio escluso.

Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione nel corrente anno, l’Eni, stimando un prezzo medio a barile del “Brent”di 101 dollari ed il proseguimento della fase depressa del mercato europeo del gas nonché margini di raffinazione non remunerativi, prevede una ulteriore flessione nella propria produzione di idrocarburi a seconda del protrarsi della guerra in Libia, che causa un minor  apporto di circa 130 mila barili al giorno.

Per il gas invece sono previste vendite in aumento in Italia e nei mercati europei, mentre per i prodotti petroliferi  sono previste in Italia ed Europa vendite in linea con quelle del 2010.

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