Europa Nord America Centro America Sud America Africa Asia Oceania

Home | ©2011 La Finanza sul Web | Articolo visto 18637 volte 25 giugno 2011

Come l’Europa può aiutare l’agricoltura del Nord Africa

Vantaggi e problemi di una più completa integrazione nel mercato europeo dell’agricoltura dei Paesi della riva Sud del Mediterraneo

Di Redazione  •  Inserito in: Africa, Europa, Finanza Internazionale, Planisfero

Ulidi Roberto Volpi 1

Le agricolture  egiziana, libica tunisina, algerina e marocchina,   sono  in concorrenza con quelle dei paesi mediterranei dell’EU.

Da molti anni, per gli  stretti legami esistenti,  i prodotti delle agricolture nordafricane hanno  facile accesso all’Europa protezionista,  ma non godono ancora di una completa liberalizzazione.

Per motivi storici e di natura pedo-climatica  quella grande area non è omogenea. In Egitto è prevalente la piccola azienda familiare di piccolissime dimensioni,  gestita da affittuari o proprietari. Vi è  una agricoltura    irrigua,   assai intensiva, con ortaggi, fruttiferi  e cotone.

In Libia Algeria, Marocco le colture introdotte durante il periodo coloniale, olivo e vite,  si alternano con quelle autoctone, palma da dattero in particolare e, in alcune aree irrigue, con la  agrumicoltura. Sono assai meno intensive ed ovviamente di più ampie dimensione, condotte con salariati e da piccoli proprietari. La zootecnia, molto estensiva, è presente  nelle zone più interne.

Il settore evolutosi nel secolo scorso anche se in forma e ritmi assai diversi, le cui cause sarebbe troppo lungo approfondire in questa sede,  conserva elevate potenzialità di crescita che non sono state fino ad ora sviluppate. Le ragioni di questo ritardo sono molteplici.

In Egitto la grande pressione demografica e le risorse fondiarie limitate  ostacolano  la crescita spontanea  della produttività del lavoro, e quindi del potere di acquisto e dei redditi.

La insufficiente diffusione dei servizi divulgativi, più noti come servizi di “extension”, la scarsa professionalità  del personale, specie quello a contatto con gli agricoltori,  la bassa efficienza organizzativa, sono la prima causa del mancato trasferimento tecnico.

L’”extension”, come è noto, forma, addestra, informa, dà consulenza tecnica, collauda  le innovazioni adattandole alle condizioni locali. In questi paesi il  suo contributo alla crescita della produzione è stato assai limitato.

 

Mancano la genetica

e la logistica

 

Per l’olivo, legumi mediterranei, palme, in particolare modo,  vi è un secondo meno conosciuto  impedimento. Mancano innovazioni di carattere genetico per accrescere le rese unitarie, aumentare  la capacità delle piante di contrastare i nemici naturali,   consentire  loro di  adattarsi a condizioni spesso difficili quali la  salinità,   la siccità e la scarsa qualità dei terreni.

Terzo ostacolo è la non adeguata organizzazione logistica  per la commercializzazione dei prodotti agricoli che si somma alla scarsa efficienza e frammentazione della  distribuzione locale.  Tutto ciò appesantisce ulteriormente i costi, prima che i prodotti giungano ai consumatori europei,  principali acquirenti.

Le asimmetrie fra domanda ed offerta di prodotti alimentari, come è noto,  hanno fatto  aumentare le quotazioni delle “commodities” agricole a livello internazionale negli ultimi anni.

I capitali privati stranieri, stimati in 350.000-400.000 miliardi di dollari, in cerca di maggiori rendimenti,  oggi convergono  anche sul settore primario. L’agricoltura attrae oggi investitori ed imprenditori europei, americani, cinesi che acquistano grandi proprietà in Africa  per coltivare  prodotti tropicali,  la cui domanda mondiale è destinata a crescere moltissimo.

 

Nuovi competitori

e delocalizzazione

 

Per quelli mediterranei,  per lo stesso motivo , olio e vino in particolare, l’aumento della offerta ha origine  dagli agricoltori  nelle Americhe, in Asia ed in Australia che, nella previsione che la domanda sia destinata a crescere, creano grandi aziende, totalmente meccanizzate, integrate a valle con l’industria di trasformazione. I costi di produzione sono assai più bassi di quelli europei e nord africani che si troveranno concorrenti molto agguerriti ed innovativi.

Fiori e piante ornamentali sono prodotti da agricoltori europei nelle aree tropicali africane , per sfruttare le migliori condizioni climatiche, i bassi salari,  la presenza di una rete  logistica collaudata   che li fa affluire in Olanda a prezzi molto concorrenziali. I coltivatori locali hanno modo di affiancarli, sempre che abbiano un sufficiente know how, e di trarre soddisfacenti redditi.

In conclusione  i paesi nordafricani  debbono  fare  esclusivo affidamento sulle loro capacità  locali per progredire.

 

Tre modi per aiutare

 

Come l’Europa può aiutarli concretamente ed in maniera efficace?  Vi sono tre differenti percorsi da seguire per offrire loro sostegno. I primi due richiedono assai modesti mezzi finanziari

1) Migliorare  la qualità del personale dei servizi divulgativi, del tutto inadeguata  allo stato attuale  a svolgere con successo le funzioni di assistenza, di promozione e di guida dell’ agricoltura locale.

Il  grande divario fra ciò che si produce e ciò che si potrebbe ottenere, impiegando   diffusamente e correttamente  tutte le tecniche di coltivazioni più moderne e collaudate, è l’opportunità più evidente. E’ al tempo stesso una possibilità di crescita senza dover ricorrere a nuovi investimenti,  agendo sul fattore umano.

La formazione del personale dei servizi divulgativi può essere attuata anche con l’E:Learning per  il  basso costo e la  maggiore efficacia rispetto alla formazione tradizionale.

Consulenti, esperti ricercatori, istruttori locali, con la maggiore preparazione ed in possesso di  una appropriate metodologia,  sarebbero  in grado di raggiungere due obiettivi:  introdurre innovazioni di prodotto e di processo e migliorare le conoscenze e la professionalità di piccoli coltivatori e di conduttori di aziende agricole.

Gli agricoltori andrebbero poi aiutati a creare forme associative  per l’acquisto collettivo  di mezzi tecnici,  per la gestione dei servizi alla produzione, per commercializzare  alcuni prodotti  e per  esportarli.

Agendo contemporaneamente sulle donne si  migliora la alimentazione, la puericultura,  ed in generale le condizioni di vita nelle aree rurali.

Le risorse finanziarie necessarie per potenziare i servizi di “extension” sono minime   ed i  vantaggi sono immensi e duraturi. Gli investimenti educativi danno i rendimenti più alti ovunque.

La Cina per accelerare il decollo delle agricoltura,  ad esempio, dopo l’avvio della riforma fondiaria, ha messo a disposizione dei vecchi e dei nuovi agricoltori oltre 350.000 divulgatori adeguatamente addestrati, l’ India da anni ha un numero di divulgatori non molto dissimile, che seguono un metodo introdotto dalla World Bank dal dopoguerra.

2) I centri di ricerca agricoli europei potrebbero collaborare a ridurre il divario fra l’offerta e la domanda di innovazioni  genetiche,  in particolare  per le  leguminose,  con programmi ad hoc,    integrando gli interventi sul personale  dei servizi locali di “extension”.

3)  I servizi logistici e quelli di mercato,  insufficienti  ed inefficienti,  se migliorati  con interventi  sulle infrastrutture delle aree rurali offrirebbero  a molti coltivatori l’accesso al mercato.

 

La decisione politica

più difficile e delicata

 

Infine la misura politicamente più difficile delicata, ma alla lunga inevitabile: i vincoli che ancora esistono a difesa degli agricoltori greci, italiani, ciprioti  in particolare,   che intralciano gli scambi internazionali  di questi prodotti,  andrebbero gradualmente rimossi, in un’ottica che agevoli gli scambi, attenuando però il “dumping sociale” di Paesi a bassissimo costo di manodopera e pressoché privi di tutele sociali per i lavoratori, ed impedendo che la loro concorrenza rovini le aziende agricole dell’Europa mediterranea.

Non è cosa facile. Una soluzione, almeno parziale, potrebbe essere quella di orientare le aziende agricole nordafricane verso la coltivazione di primizie e di “tardizie”, cioè con produzioni in anticipo o in ritardo rispetto a quelle dell’Europa mediterranea, sfruttando le differenze climatiche. E’ immaginabile inoltre che, evitando politiche forzatamente mercantilistiche volte soprattutto d acquisire valuta estera, una parte della maggiore produzione agro-alimentare possa essere volta ad accrescere e migliorare i consumi interni.

E’ d’altronde un dato ormai acquisito  che gli ortaggi e la frutta , che in passato venivano prodotti  solo nelle aree vicine ai centri urbani,  oggi percorrono grandi distanze grazie allo sviluppo dei trasporti e delle tecniche di conservazione.  Adeguati sistemi logistici e distributivi permetterebbero ai produttori africani di servire  i mercati europei.

Realizzare questi traguardi, e quanto più velocemente possibile, sarebbe  strategico non solo per la stabilità politico-sociale della riva Sud del Mediterraneo, ma anche per l’Europa. La sua industria,  se le popolazioni rurali del Mediterraneo progrediscono rapidamente, beneficerebbe dell’aumento di domanda di beni e di servizi.

Il maggiore benessere dei Paesi nordafricani ridurrebbe  il flusso dei giovani disoccupati che,  in assenza di  qualunque opportunità,   sbarcano sempre più numerosi e disperati sulle nostre coste.

Le rivolte nate dal malessere profondo e generale della popolazioni, dalla maggiore  consapevolezza della inadeguatezza dei regimi totalitari a creare benessere ed a garantire  le  libertà,  cambieranno  profondamente  la situazione  di quei paesi ed è probabile che  migliorino  le condizioni per lo sviluppo.

Le parole, le manifestazioni di solidarietà, la carità  per soccorre persone in difficoltà e senza mezzi,  dovranno cedere il passo ad  interventi finanziari,  assai più consoni ed adeguati per innalzare le condizioni di vita.

  1. Agronomo
ScarsoMediocreSufficienteDiscretoBuono
Loading ... Loading ...

Autore: Redazione » Articoli 676 | Commenti: 311

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook

0 Commenti   •  Commenta anche tu!

Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?

Lascia un commento   •   Leggi le regole

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Abbonati

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua casella email

Inserisci la tua email: