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Home | ©2011 La Finanza sul Web | Articolo visto 4582 volte 12 ottobre 2011

Boero: malgrado la crisi conferma il fatturato

Bilancio semestrale Al rincaro delle materie prime che ha intaccato i margini di contribuzione il management ha risposto riducendo i costi fissi

Di Redazione  •  Inserito in: Bilanci

Il Gruppo Boero è leader in Italia nel settore delle vernici, e produce in particolare prodotti vernicianti per l’edilizia, per il settore navale, per la nautica e per lo yachting. Comparti che sono stati tutti investiti dalla crisi globale esplosa nel  2007-2008 e non ancora superata.

Ciononostante,  benché la congiuntura negativa si sia fatta pesantemente sentire, i bilanci  del Gruppo genovese sono in attivo, pur nettamente ridimensionato rispetto al  recente passato,  ed ancora con il segno più tutte le società controllate hanno chiuso i conti al 30 giugno di quest’anno.  Merito, indubbiamente, di una gestione oculata, tesa a difendere le quote di mercato, a ridurre i costi fissi, a riorganizzare tutto il ciclo produttivo nel segno di una maggiore efficienza e della soddisfazione del cliente, affrontando gli investimenti necessari (2,1 milioni di euro in immobilizzazioni materiali nel primo semestre di quest’anno)conservando inoltre in cascina quel po’ di fieno che si riesce ancora a tagliare(lo scorso anno l’utile netto gestionale della Capogruppo, di 1,4 milioni, cui si sono aggiunti  proventi straordinari per 7,3  milioni conseguenti alla cessione alla controllata  Immobiliare Genova Molassana Nuova dell’area su cui sorgeva lo stabilimento dismesso di Genova Molassana, è stato tutto destinato a riserva).

Vale la pena di ricordare che il Gruppo Boero ha tra i suoi “asset” questa importante area edificabile , ceduta dalla Capogruppo ad una società costituita “ad hoc”, per renderne più agevole la valorizzazione, ed interamente controllata da Boero Bartolomeo Spa. Il Progetto Urbanistico Operativo, definitivamente approvato lo scorso dicembre dal Comune di Genova, prevede la riconversione dell’area ex industriale in un complesso a prevalente destinazione residenziale,  dotato di attività commerciali e servizi pubblici. L’avvio dei lavori è ormai prossimo: lo scorso marzo infatti è stata presentata al Comune l’istanza per il rilascio dei permessi di costruzione relativi ai settori 1 e 3 dell’area.

La congiuntura

di mercato

 

Ma torniamo al “core business” del Gruppo Boero, cioè la produzione e la vendita di vernici, ed ai risultati conseguiti nel primo semestre di quest’anno: 2 milioni e 202 mila euro il risultato operativo  e 693 mila euro l’utile netto. Rispetto al corrispondente periodo del 2010 le flessioni sono indubbiamente pesanti: oltre tre milioni in meno nel risultato operativo e circa due milioni in meno nell’utile netto. Ma come abbiamo già rilevato,  si è ancora in area positiva (il che, coi tempi che corrono, è già un risultato non disprezzabile…), ed inoltre la Capogruppo ha mantenuto sostanzialmente invariati i suoi ricavi, mostrando una tenuta commerciale anche in momenti  sfavorevoli. A  livello consolidato i ricavi sono diminuiti di poco: da 65,3 a 63,3 milioni, per la flessione accusata da Boat Spa, la controllata che opera nel settore navale.

Ma vediamo più in dettaglio l’andamento congiunturale nei vari settori d’attività in questo primo semestre del 2011, ed i risultati conseguiti dalle società del Gruppo Boero che in essi operano.

 

I risultati delle società

 

Nell’edilizia Boero è presente con i marchi Boero, Attiva, Rover e Grandi Superfici. Della crisi  che da oltre un triennio attraversa questo settore, e che  con i “mutui subprime” statunitensi ha fornito l’innesco per l’esplosione della crisi finanziaria globale è superfluo dire. Comincia ad emergere però una constatazione:

se la “bolla immobiliare” ha avuto effetti devastanti in alcuni Paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, la Spagna, l’Irlanda, essendosi gonfiata smisuratamente prima, e sgonfiata repentinamente poi, in Italia non si sono avuti questi sussulti parossistici. Ad una lunga fase rialzistica è seguito un aggiustamento al ribasso non devastante, ed ora una fase di debolezza della domanda, conseguente anche alle maggiori difficoltà di ottenere mutui dalle banche.

Il dato per certi versi sorprendente è che in una simile congiuntura Boero abbia evidenziato un fatturato in crescita già nel 2010; aumento che è continuato, pur attenuandosi (+0,6%) nella prima metà di quest’anno.

In questo scenario la Capogruppo, Boero Bartolomeo Spa, ha chiuso il semestre con ricavi pari a 56 milioni e 155 mila euro, a fronte dei 56 milioni e 361 mila euro realizzati nel primo semestre del 2010. La lieve riduzione è il risultato dell’incremento dello 0,6% nel settore dell’edilizia, e della contrazione (- 3,3%) nel settore dello yachting,

Se il fatturato dunque nel complesso ha tenuto, a mortificare il risultato operativo è stata la fiammata dei prezzi delle materie prime, che ai primi timidi segnali di ripresa dell’economia, sotto la spinta della speculazione, ha  investito il mercato mondiale. L’incremento dei prezzi delle materie prima, sia d’origine naturale che sintetiche, si è accompagnata inoltre a difficoltà di approvvigionamento, con intuibili conseguenze sui prezzi, che hanno superato i picchi del 2008, intaccando i margini di contribuzione.

A questa impennata dei costi dei materiali il management ha reagito con politiche di contenimento dei costi fissi e dei servizi, riuscendo ad ottenerne una riduzione complessiva di 643 mila euro, rispetto l primo semestre 2010. La società Capogruppo inoltre ha dato avvio già dal 2010 ad un progetto riorganizzativo  che coinvolge  i principali aspetti dell’attività aziendale. In quest’ottica, nel corso del primo trimestre 2011 è  cessata l’attività nello stabilimento di Aprilia.Il trasferimento della produzione, già nel 2009, dallo stabilimento di Genova a quelli di  Rivalta Scrivia e di Pozzolo Formigaro ( Alessandria) ha determinato un più razionale riassetto generale, col trasferimento  della produzione nel polo alessandrino, e dello stoccaggio dei prodotti finiti nel polo logistico di Tortona.

Il risultato operativo, come già accennato, sconta la maggiore incidenza dei costi di approvvigionamento, e scende da 3,3 ad 1,4 milioni, mentre l’utile netto del semestre si è cifrato in 1,7 milioni, a fronte dei 3,4 della prima metà del 2010. Il risultato della gestione finanziaria ha concorso per circa un milione, con una flessione di circa 500 mila euro, a seguito dei minori dividendi percepiti dalla controllata Boat Spa.

Quest’ultima opera nel settore navale: un comparto che, come già accennato,  sta attraversando una forte crisi che investe sia le nuove costruzioni che il settore delle manutenzioni. La stagnazione o la vera e propria recessione in atto riduce il commercio internazionale; per l’attuale livello di traffici marittimi c’è eccesso di tonnellaggio; l’inesorabile legge della domanda e dell’offerta deprime i noli.

Boat Spa in  un tale contesto ha registrato una riduzione del 18,5% nel volume d’affari, sceso dai 9,6 milioni di euro del primo semestre 2010 a 7,8 milioni nella prima metà di quest’anno. Maggiore incidenza nei consumi di materie prime e merci hanno peggiorato inoltre il margine di contribuzione. Come conseguenza il risultato operativo è sceso da 507 a 453 mila euro, mentre l’utile netto di 309 mila euro è in  linea on quello di 313 mila del primo semestre dell’anno scorso.

Boero Colori France infine che opera  sul mercato francese del settore Yachting ha registrato nella prima metà di quest’anno un fatturato  di 3 milioni di euro, in linea con quello del corrispondente periodo del 2010,  ed ugualmente in linea sono il risultato operativo (453 mila euro) e l’utile netto di 309 mila euro.

 

Il bilancio consolidato

 

Tirando le somme, il bilancio consolidato  evidenzia nel primo semestre di quest’anno ricavi per 63,3 milioni (-2,9% rispetto al primo semestre 2010), consumi di materie prime e merci pari a 28,4 milioni (+5,9%), costi per servizi, locazioni e noleggi per 18 milioni di euro (-3,9%); costo del personale per 11,1 milioni , pressoché invariato rispetto alla prima metà dell’anno scorso.

Computando ammortamenti e  svalutazione delle immobilizzazioni (2,6 milioni) ed altre voci minori, il risultato operativo si è cifrato in 2,2 milioni di euro, contro i 5,3 del primo semestre 2010, mentre l’utile netto del semestre  sfiora i 700 mila euro: il 75% circa in meno rispetto  ai 2,7 milioni di un anno prima.

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Autore: Redazione » Articoli 676 | Commenti: 310

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