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Home | ©2011 La Finanza sul Web | Articolo visto 6310 volte 28 giugno 2011

BCE: UN NUOVO PRESIDENTE CON NUOVE SFIDE

Di Redazione  •  Inserito in: Finanza Internazionale

Il nuovo presidente della Banca Centrale Europea è l’italiano Mario Draghi. Egli comincerà il suo mandato il  1° novembre prossimo venturo, per la durata di otto anni. Draghi succede al francese Jean-Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea dal 1 novembre 2003.

Durante il suo mandato il governatore uscente J-C. Trichet ha guidato la BCE attraverso due crisi finanziarie di proporzioni eccezionali: la coda della crisi finanziaria ed economica data dallo scoppio della bolla speculativa della new economy e l’inizio della crisi finanziaria ed economica seguite alla deflagrazione della bolla speculativa dei mutui subprime e in generale dei derivati.

Al nuovo governatore, nominato grazie al via libera della Ue dopo aver superato l’ultimo ostacolo delle dimissioni dell’italiano Lorenzo Bini Smaghi dal board Bce, spetterà il compito di guidare la banca centrale durante l’evolversi dell’attuale crisi economica e finanziaria. A lui il gravoso compito di manovrare gli strumenti monetari e finanziari più importanti (l’euro e i tassi di interesse di riferimento dell’euro-zona) per contrastare l’inflazione e per tutelare il valore del cambio, nonché il prestigio della moneta unica. Al nuovo presidente si chiede grande lungimiranza per poter guidare l’ euro e con esso tutta l’Europa  fuori dal tunnel della crisi economica e finanziaria, senza dover per questo pagare costi eccessivamente alti in termini di disoccupazione e di recessione. A lui spetterà inoltre il compito di traghettare la moneta unica oltre il guado del possibile collasso finanziario dei paesi della periferia dell’euro-zona (Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna).

È proprio il prestigio legato alla stabilita’ della moneta europea che più di altri obbiettivi ha guidato l’operato del suo predecessore, J.C. Trichet. Durante il suo mandato gli sono state attribuite molte scelte corrette e opportune, ma anche molte inopportune. L’errore che più gli e stato contestato è quello di aver seguito fin troppo alla lettera i compiti impostigli dallo statuto della BCE non considerando, con la dovuta importanza, anche gli aspetti economici che tali scelte comportavano in termini di disoccupazione e di rallentamento della crescita e in alcuni casi di recessione economica. Un’ulteriore sfida per il neo presidente Mario Draghi sarà quella di attribuire la giusta importanza allo sviluppo economico dell’area, che viene prima del prestigio monetario. Per fare questo, con tutta probabilità dovrà essere rivisto lo Statuto della Bce, scritto nel 1992 anno in cui tutti eravamo all’oscuro degli effetti che lo scoppio delle bolle speculative che caratterizzano la finanza moderna avrebbero potuto causare.

Ora si apre un’altra partita di nomine eccellenti. Al board Bce il posto che sara’ lasciato vacante dal dimissionario Bini Smaghi sarà attribuito ad un francese, seguendo le pressioni che la stessa Francia aveva avanzato per consentire la nomina di Draghi. Un’altra poltrona prestigiosa lasciata vuota è quella di governatore di Bankitalia. Sono tre i nomi in corsa: Fabrizio Saccomanni, attuale direttore generale di Bankitalia, Vittorio Grilli, direttore del Tesoro e appoggiato caldamente dal ministro Tremonti, e Lorenzo Bini Smaghi.

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