
Se il traffico pesante, cioè il trasporto delle merci, è uno degli indicatori che anticipa e riflette la congiuntura economica, il traffico delle automobili è a sua volta un buon indicatore della capacità di spesa e della propensione a spendere delle famiglie. Alla luce di ciò il bilancio di Atlantia, la società che controlla, oltre ad altre partecipazioni, la rete di Autostrade per l’Italia, è illuminante. Risulta infatti da esso che nel primo semestre di quest’anno sulla rete italiana (esclusa l’Autostrada Tirrenica, di cui è in corso la cessione del 69,1% del capitale) il traffico, espresso in chilometri percorsi, dei “due assi”, cioè automobili e furgoni, è diminuito dell’1,3%, mentre quello dei “tre o più assi”, cioè dei mezzi pesanti, è rimasto stazionario, sui livelli della prima metà dell’anno scorso.
Analogamente in Cile la concessionaria Los Lagos ha visto crescere del 17,7% il traffico pesante e del 9,4% quello leggero. E incrementi di entità analoga evidenziano le altre principali partecipate del Gruppo in Cile, e cioè Costanera Norte, Litoral Centfral, Nororiente e Vespucio Sur, nonché in Brasile la Triangulo do Sol. Ma torniamo in Italia. I ricavi delle controllate italiane sono saliti complessivamente da un miliardo e 649 milioni del primo semestre 2010 a circa 1 miliardo e 755 ( di cui un miliardo e 588 circa di Autostrade per l’Italia) nella prima metà di quest’anno malgrado, come abbiamo visto, un lieve decremento dei transiti di mezzi leggeri. C’è da ricordare peraltro, come chiariremo più otre, che maggiorazioni del canone di concessione da parte dell’Anas sono state trasferite sulle tariffe e che a decorrere dal primo gennaio scorso le concessionarie italiane hanno applicato adeguamenti tariffari che variano a seconda delle convenzioni a suo tempo stipulate con l’Anas. Per quanto riguarda in particolare Autostrade per l’Italia l’adeguamento è stato dell’1,92%, risultante da una maggiorazione dello 0,63% pari al 70% dell’inflazione registrata dal 1 luglio 2009 al 30 giugno 2010, e da una ulteriore maggiorazione dell’1,29% a copertura degli investimenti addizionali inseriti nel IV Atto Aggiuntivo del 2002, e determinata dallo stato di avanzamento di tali lavori. Nei primi sei mesi di quest’anno gli investimenti delle società del Gruppo Atlantia sono assommati a 713,7 milioni di euro, con un aumento del 15% rispetto alla prima metà del 2010.Essi si riferiscono in gran parte alla Convenzione stipulata con l’Anas nel 1997, all’Atto Aggiuntivo del 2002, agli investimenti in Grandi Opere di altre controllate nonché ad altri investimenti sulla rete (manutenzione, personale, ecc.), ed infine ad investimenti in beni materiali e immateriali. Una brevissima ricognizione sulle opere in corso “fotografa” il forte impegno di Atlantia per l’ammodernamento della nostra rete autostradale; impegno che purtroppo spesso è frenato dalla lungaggine e dalla farraginosità delle procedure autorizzative. Ma ecco, in breve lo stato di avanzamento di questi lavori. Per quanto riguarda il Piano del 1997, oltre il 93% dei lavori ha superato le “forche caudine” della fase autorizzativa; oltre l’80% dei lavori previsti è stato affidato alle società costruttrici e circa il 63% del piano complessivo è stato realizzato. Nel primo semestre di quest’anno gli investimenti di questo gruppo di lavori ammontano a 178,8 milioni di euro; 89 in meno rispetto alla prima metà del 2010. Una flessione conseguente al fatto che l’ultimazione degli scavi della galleria di base e di altre gallerie sulla variante di valico (Firenze Bologna) e di alcuni lotti della Firenze NordFirenze Sud non è stata ancora compensata dalle produzioni sulla Barberino – Firenze Nord, i cui lavori sono stati avviti a gennaio e dagli investimenti sulla Firenze SudIncisa, il cui progetto non è stato ancora completamente approvato in Conferenza dei Servizi. L’utilizzo di una grande fresa EPB (Earth Pressure Balance) sulla BarberinoFirenze Nord per la realizzazione di un’unica galleria più lunga in luogo delle nove gallerie più corte previste, dovrebbe consentire risparmio di tempo e di denaro, e accelerare questi lavori. Per quanto riguarda poi gli investimenti previsti nel IV Atto Aggiuntivo del 2002, essi sono aumentati dai 148,1 milioni del primo semestre 2010 ai 311,9 della prima metà di quest’anno. Al 30 giugno oltre i due terzi dei lavori previsti avevano superato la fase autorizzativa; oltre il 65% è stato avviato e poco meno di un terzo (29%) è stato già eseguito. Sempre alla fine del primo semestre di quest’anno risultavano terminati 289 interventi di adeguamento del piano di sicurezza delle gallerie su un totale di 550 progetti approvati, e sono in corso i lavori sulle restanti 261 gallerie. Infine quanto agli investimenti in Grandi Opere delle altre concessionarie italiane controllate da Atlantia, , al 30 giugno scorso circa un terzo dei lavori aveva superato la fase autorizzativa ed era in corso di esecuzione o affidato, e poco meno di un terzo (31%) è stato già realizzato.
Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria e gli interventi per la sicurezza stradale, l’asfalto drenante ricopre ormai quasi l’82% della rete di Autostrade per l’Italia, ma se si escludono le tratte di montagna, le gallerie e le tratte soggette a nuovi lavori, ove non è possibile stendere tale tipo di asfalto, la percentuale sale al 100%. Continua inoltre l’installazione su vari tratti di autostrada del sistema di rilevamento della velocità media (“Tutor”). Dove è stato già installato, in un anno l’incidentalità si è ridotta del 19% e la mortalità è più che dimezzata. Al 30 giugno il “Tutor” era attivo su circa 2.500 chilometri, pari al 39% della rete di Autostrade per l’Italia e delle controllate. Più in generale sulla totalità della rete di Autostrade per l’Italia nel primo semestre 2011 il tasso di incidentalità è sceso da 32 a 29,2 mentre quello di mortalità, pari 0,34, è rimasto invariato rispetto al primo semestre 2010. Un accenno infine all’automazione dei sistemi di pagamento. Ormai oltre i tre quarti (78,05%)dei pagamenti ai caselli viene effettuato con modalità automatiche, con intuibile accelerazione dei flussi in uscita e con risparmio nelle spese per il personale.I pagamenti effettuati con Telepass sono saliti dal 56,70% al 58,23; al 30 giugno il numero degli apparati Telepass in esercizio sulla rete autostradale italiana aveva superato i 7,5 milioni. Ed eccoci, infine, ai risultati del conto economico consolidato del primo semestre di quest’anno. I ricavi consolidati, come già detto, sono assommati ad un miliardo ed 879,9 milioni, con un incremento di 114,2 milioni (+6,5%) rispetto al primo semestre 2010. C’è da ricordare però che tra i ricavi da pedaggio vi sono le maggiorazioni tariffarie (91,2 milioni rispetto al primo semestre 2010) conseguenti a corrispondenti maggiorazioni del canone di concessione che le società debbono corrispondere all’Anas, iscritte tra i costi operativi; le due voci perciò compensandosi si annullano. Al netto di tale partita di giro i ricavi totali si incrementano di 23 milioni, cioè dell’1,4%. Inoltre, come già accennato, dal 1 gennaio sulla rete di Autostrade per l’Italia sono entrati in vigore gli adeguamenti tariffari (+1,92%) previsti nella convenzione con l’Anas,con un beneficio stimabile in 23,7 milioni. Tutto ciò premesso, i ricavi da pedaggio si sono cifrati in un miliardo e 527,7 milioni, a fronte del miliardo e 462,1 milioni della prima metà del 2010 (+7,6%). Il totale dei costi operativi al 30 giugno scorso assommava a 742,3 milioni, con un aumento del 6,9% rispetto ai 694,7 milioni del primo semestre dello scorso anno. All’interno di questo aggregato a salire è stato soprattutto il costo della concessione, incrementatosi come abbiamo già visto di oltre 91 milioni, da 131,3 a 222,9 milioni di euro. I costi esterni gestionali sono invece diminuiti da 276,3 a 244,8 milioni,mentre il costo del personale, pari a 317,4 milioni, è rimasto sostanzialmente in linea con quello di un anno prima. Il margine operativo lordo (Ebitda) è salito da un miliardo e 71 milioni ad un miliardo e 137,6 milioni, e dopo ammortamenti e svalutazioni per 247,9 milioni(+3,6%) il risultato operativo (Ebit) è aumentato a sua volta dagli 811,2 milioni del primo semestre 2010 ad 888,9 milioni. Dedotti oneri finanziari per complessivi 371,2 milioni (304,5 milioni nel primo semestre dello scorso anno), il risultato ante imposte sale da 509,2 a 544 milioni e quello delle attività operative in funzionamento si cifra in 338 milioni (+7,5% rispetto alla prima metà dello scorso anno). Aggiungendo i proventi netti di attività operative cessate, pari a 102,1 milioni, che si riferiscono ad Autostrada Tirrenica e Strada dei Parchi, l’utile del periodo balza dai 305,8 milioni del primo semestre 2010 a 440,1 milioni, di cui 436,8 di competenza del Gruppo. Un risultato già acquisito che consente agli amministratori di prevedere per l’intero 2011 un miglioramento dell’utile di bilancio finale, malgrado la limitata contrazione del traffico accusata nel primo trimestre.
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