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Home | ©2010 La Finanza sul Web | Articolo visto 13094 volte 20 dicembre 2010

Mikhail Baidakov: dalla “Dichiarazione di Modena” a una visione comune sugli investimenti a lungo termine

Intervista in margine al Forum a Venezia del Long Term Investors Club

Di Redazione  •  Inserito in: Finanza Internazionale

Banks and Business World , il mensile economico moscovita, era presente con un suo inviato alla riunione del Long Term Invsetment Club, tenutasi il 28 ed il 29 ottobre scorso a Venezia, sull’isola di San Clemente, per elaborare una posizione comune riguardo ai prevedibili sviluppi dell’economia globale, una volta superata la crisi.

Questa comune posizione può essere così sintetizzata: gli investimenti speculativi hanno condotto l’economia mondiale in un vicolo cieco ed una riduzione degli investimenti a lungo termine rallenta  la crescita non solo nei Paesi in via di sviluppo, ma anche nelle economie di mercato avanzate e stabili.  I progetti di infrastrutture strategiche abbisognano  infatti di investimenti a lungo termine,  non a breve. La messa in atto di tali progetti  potrebbe d’altronde contribuire validamente a risolvere  una serie di problemi risultanti dalla crisi globale, ed in particolare il problema della disoccupazione, che è uno dei più  acuti.

Resta l’interrogativo: dove trovare le risorse per investimenti a lungo termine? I modi per reperire fondi  a lungo termine rappresentano l’elemento centrale delle proposte avanzate dagli investitori europei di lungo termine, cioè la Banca Europea per gli Investimenti, la Kreditanstalt fur  Wiederaufbau, la Cassa Depositi e Prestiti e la Caisse des Dépots. Queste proposte sono state presentate  lo scorso 30 settembre al Commissario europeo Michel Barnier,  hanno ricevuto già alcuni riscontri. ed hanno il supporto dei governi italiano e francese, come ha sottolineato Franco Bassanini, Presidente della Cassa Depositi e Prestiti.

A Venezia era presente anche Mikhail Baidakov, presidente della Millenium Bank di Mosca (e membro del Comitato Scientifico de “la Finanza”) di cui Bank and Business World ha pubblicato un breve commento sul  Convegno veneziano, che riportiamo integralmente.

“Noi abbiamo preso parte per la seconda volta all’incontro del “Long-term Investors Club, ma avevamo relazioni di affari col Club da più di due anni, ha sottolineato  anzitutto Baidakov. Nell’estate del 2008 un gruppo di scienziati e di esperti russi ed europei hanno riunito per la prima volta i loro sforzi per raggiungere un obbiettivo comune: analizzare la natura dell’emergente crisi mondiale e trovare una possibile strategia di uscita. Mentre preparavamo e mettevamo in atto l’iniziativa di Modena (cui partecipò anche il direttore de “la Finanza” n.d.r.), noi giungemmo ad una comune valutazione  sia delle cause della crisi, sia dei meccanismi per la ripresa, che  venne poi riflessa nella “Dichiarazione di Modena”. La nostra collaborazione ha poi raggiunto una tappa ulteriore, divenendo ancor più produttiva”.

-Che impressione ha ricevuto dell’attività del Club?

“Sono stato molto colpito dall’abilità dei membri del Club di  pensare rapidamente e di capire immediatamente ed analizzare idee nuove e –  questo è ancor più importante- tradurle in progetti di lavoro. In estate, al precedente Forum del Club, noi abbiamo discusso tre posizioni principali della delegazione russa. In primo luogo la necessità di nuove regole per l’attività finanziaria che limitino lo sviluppo degli investimenti speculativi. In secondo luogo scegliendo il campo di un progetto quale soggetto di investimenti a lungo termine: inteso non come intervento separato, ma connesso con le infrastrutture che lo circondano, il che può includere industrie collegate, energia, servizi e attività del tempo libero. E infine il metodo di calcolo per la valutazione del progetto, che dovrebbe prendere in considerazione l’intero effetto cumulativo, incluso l’ambiente, il risparmio energetico, gli aspetti sociali ed altri aspetti ancora. In Ottobre tutte e tre i temi sono divenute parti di quaderni di lavoro del Forum, in forma di progetti specifici, che sono divenuti l’oggetto centrale della discussione”.

-Su cosa pensa si basi l’interesse dell’Europa nei confronti della Russia?

Non solo della Russia, ma anche verso altri mercati in via di sviluppo. Oggi è evidente che i centri della crescita economica si stanno spostando verso questi Paesi, e quando inizierà la ripresa dopo la crisi sarà molto importante essere parte di questi processi. Come si potrà  conseguire tale obbiettivo? La Cina ed i Paesi del Golfo hanno capitali quanto l’Europa, ma essi non dispongono di nuovi strumenti per il finanziamento dell’economia del dopo-crisi. Ed è questo cui sta lavorando ora il Club degli Investitori di Lungo Termine, mettendo a punto il suo know-how”.

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Autore: Redazione » Articoli 678 | Commenti: 310

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